Quote:
Infine prevedere l'occorrenza di un terremoto, non significa prevederne gli effetti. In questo terremoto la direttività della sorgente e gli effetti di sito hanno fornito un quadro dei daneggiamenti difficile da prevedere. Se date uno sguardo alla mappa delle intensità al link che ho postato nell'altro topic, vedrete quanto la distribuzione sia asimmetrica. A SE i danni gravi arrivano a più di 40 km dall'epicentro, a NW fanno dieci volte meno strada.


Concordo pienamente, è difficile correlare il danno osservato alla conoscenza locale del sottosuolo, c'è qualcosa di sconcertante nella distribuzione spaziale dei danni.
In particolare proprio sopra l'epicentro, Roio Piano, Santa Rufina, Genzano, non sembra siano stati riferiti gli effetti distruttivi di Paganica, Onna, Castelnuovo, abitati siti molto più lontano a SE. Anche le aree di Scoppito, Lucoli, Tornimpare, molto vicine all'epicentro ma in direzione NW, non sembra abbiano subito il livello di danno dei citati paesi a SE.
Le proprietà geomeccaniche del sottosuolo non cambiano moltissimo, a parte alcune limitate zone con sedimenti alluvionali soffici.

Aggiungo, dopo avere sentito un amico di L'Aquila: Roio (nell'epicentro) è stata MOLTO danneggiata, come pure Arischia (a NW), ma con pochi o nessun morto. Altri fattori evidentemente hanno influito sulla mancanza di vittime, quali il fatto che le case più vecchie e malmesse erano date in affitto agli studenti, che dovevano ancora rientrare.

Ultima modifica di mccoy; 13/04/2009 11:02.

"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)