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la domanda che mi sto ponendo è: dobbiamo attenderci un'altra scossa molto forte La tua domanda e' sbagliata. Quello che devi chiederti e': "la mia casa e' costruita in modo da resistere al terremoto che si prevede sicuramente avverra' prima o poi in questa zona?" Perche' non e' solo un problema dell'immediato, e' un problema che prima o poi una scossa arrivera'. Magari non oggi, magari non nei prossimi dieci o cinquanta anni. Ma arrivera'. Lo sappiamo, lo sanno tutti i costruttori ed i progettisti, i dati in proposito sono disponibili a tutti e prima o poi riusciranno a rendere cogente amche la normativa antisismica. Da quel momento non ci sara' piu' nessuno autorizzato a dire "non lo sapevo". E quando arrivera' la scossa, il luogo piu' sicuro saranno gli edifici in grado di sopportarla. Casa tua come e' messa rispetto alle norme antisismiche?
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Iscritto: Apr 2009
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Diciamo che casa mia è messa bene e che comunque Pescara è lontana dalla zona in questione quindi nemmeno le case fatiscenti (e ce ne sono tante) rischiano (e infatti i danni rispetto alla scossa del 6 aprile sono stati minimi)...il problema è nell'immediato, cambia molto se la fa stanotte o se la fa tra 50 anni...
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Iscritto: Mar 2004
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Se io fossi in grado di affermare con certezza se e dove ci sarà un terremoto questa notte (o anche questa settimana), consentimi, sarei Dio in terra.
Il terremoto è uno di quei fenomeni imprevedibili che ci ricordano chi comanda veramente (rivolgere lo sguardo verso l'alto - o alternativamente verso il basso se preferiamo dare la responsabilità al signore col forcone).
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: Apr 2009
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d'accordo, non sono prevedibili. ma è mai possibile che a parte una rapida notizia su una intervista di braun, nessuno abbia espresso commenti sulla frequenza degli eventi che tra il gran sasso e i monti della laga stanno crescendo in queste ore? se si nota la frequensa e la magnitudo degli eventi di queste ultime ore in quella zona, non si può non notare che di fatto c'è stato un interessamento dei sistemi a nord. come molti altri, sono preoccupato che ci possano essere eventi di magnitudo rilevante, non dovuti ad assestamenti in conseguenza del sisma aquilano. è vero, ripeto, che non è prevedibile; molti però avevano previsto il terremoto aquilano analizzando il sussegirsi delle scosse da gennaio ad oggi (voi compresi). mi piacerebbe sapere, in via del tutto indicativa e non certo da prendere come oro colato, quali sono le vostre previsioni per i prossimi giorni. grazie mille e complimenti per il sito, essenziale e ben fatto.
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Iscritto: Apr 2009
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E quando arrivera' la scossa, il luogo piu' sicuro saranno gli edifici in grado di sopportarla. Io la penso un pò come gli antichi e per me il luogo più sicuro sono i prati all'aria aperta e lontano da edifici.... Detto questo costruzioni fatte come si deve quantomeno proteggono da eventi sismici che ci colgono più o meno di sorpresa o di entità media ( cmq sia di fronte scosse ripetute io non ci scommetto la vita e vado fuori lo stesso, così come per quanto fiducioso non mi schianto con l'auto per vedere quanto è sicura... ). x Mccoy ho letto questa notizia che, seppure da profano, mi sembra molto importante: http://it.notizie.yahoo.com/19/20090414/tit-terremoto-cnr-la-deformazione-e-di-c-59fdfba.htmlL'INGV avrebbe dovuto sapere di queste misurazioni ?? E di fronte questi ulteriori dati con che coraggio si diceva ch'era tutto normale e che potevano stare tranquilli in casa ??!?! Ciao DJ
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Iscritto: Jun 2002
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Ciao a tutti, sono Marcello e scrivo da Pescara...premetto che studio storia e che quindi di geologia non mi sono mai interessato ma, ahimè, ciò che è successo (e sta succedendo) mi ha portato a documentarmi un attimo e così mi sono imbattutto in questo forum...
Ho letto la discussione ed è angosciante vedere come McCoy avesse già previsto tutto (cosa che comunque mi è stata confermata da miei amici geologi) ed è sconcertante invece vedere come chi di dovere si sia comportato in maniera assolutamente irresponsabile e incosciente...
Ora in questi ultimi giorni l'attività principale sembra essersi spostata sui Monti della Laga con scosse anche forti (5.2 e 4.9 ieri), la domanda che mi sto ponendo è: dobbiamo attenderci un'altra scossa molto forte (visto che le modalità dello sciame sono simili a quelle de L'Aquila) oppure il fatto che abbia già fatto scosse forti sinifica che l'energia è stata liberata. La domanda (che per altro mi sembra che le autorità non si stiano ponendo) è particolarmente importante secondo me visto che la zona è ben centrata tra L'Aquila, Teramo e Ascoli (con evidenti possibili conseguenze) e visto che a Campotosto c'è un lago artificiale bello grosso (e non oso immaginare se dovesse cedere la diga cosa potrebbe accadere...)
Grazie mille delle risposte che mi darete Marcello. Allora Marcello, in estrema sintesi ma auspicabilmente in maniera il più esaustiva possibile, visto che nemmeno io sono specializzato in terremoti. In tutta Italia (veramente su tutta la Terra) sono presenti faglie, e tra l'altro ve ne sono di vario tipo. La condizio sine qua non affinchè un movimento tellurico si verifichi è che tali faglie interferiscano fra di loro, ovvero che i piani di scorrimento che le caratterizzano collidano, tra l'altro in vari modi. Ora, pur essendo l'Italia una ragnatela di faglie, tra piccole delle dimensioni di pochi metri a regionali, ed essendo praticamente tutte cartografate, bisogna distinguere tra quelle di un certo interesse (sismogenetiche) e le altre che se ne stanno buone non curandosi di nulla se non dall'essere continuamente coperte da sedimenti che le obliterano. E' di conseguenza assurdo pensare che due faglie che tra di loro non hanno niente a che vedere, in quanto appartenenti a distretti diversi vengano in collisione o comunque siano reciprocamente causa di sismi, perchè manca la necessaria condizione di contiguità. Il tremore che tu (e tutti gli altri) avvertite è dovuto alla continuità della crosta terrestre, o meglio alla trasmissione dell'energia sismica rilasciata dalle faglie interessate, che si verifica anche se tali faglie non sono sotto ai tuoi piedi.
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Iscritto: Jun 2006
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Salve a tutti. Intervengo solo ora in questo post (anche se lo sto seguendo dall'inizio) perchè non ho avuto possibilità di connettermi per un po' di tempo: ero in Molise, mia terra di origine e anche da noi le scosse sono state avvertite ed hanno spaventato visto il "recente" sisma di S. Giuliano di Puglia. Continuo ad essere sconcertata e dispiaciuta perché molti hanno utilizzato questo evento e tutte le polemiche che ne sono seguite per confermere ancora una volta la tesi che il geologo non serva...tanto non riesce nemmeno a prevedere il terremoto! questa frase mi è stata più volte ripetuta ovviamente da non addetti ai lavori ma da persone comuni che ora vedono in Giuliani una personalità autorevole ed in tutti noi altri dei poveracci che in realtà ne sanno poco o niente sull'argomento. Vorrei ribadire come già molti hanno fatto che il problema reale non è la previsione ma la prevenzione che consiste nel costruire in modo adeguato, ed aggiungere a questo che purtroppo in Italia (ma credo anche in molti altri posti) non basta una normativa antisismica per assicurarsi la "prevenzione" perché per quanto la normativa sia fatta bene se mancano i controlli, in fase di realizzazione, prevale sempre il risparmio. Sia io come geologo che mio marito come ingegnere ci scontriamo quotidianamente con committenti che devono far quadrare i conti e per poche migliaia di euro di risparmio non si mettono nelle condizioni di massima sicurezza. è triste ma il passato non insegna nulla: a San Giuliano è crollato un solo edificio...guarda caso un edificio pubblico (per i quali i controlli sono a maggior ragione bypassati). senza parlare poi degli edifici più vecchi che avrebbero comunque bisogno di adeguamenti e per i quali non si è fatto fino ad ora quasi nulla. Allora, ammesso anche che Giuliani possa aver trovato un nuovo rivoluzionario metodo per prevedere i terremoti, perché aspettarsi na noi la chiaroveggenza e non adoperarsi per fare in modo che un sisma 5.9 ci faccia il solletico o quasi?
Un ultima cosa volevo chiedere a chi ne sa più di me perché si continua a parlare di "Faglia sismogenetica" o "faglia che ha generato il terremoto" come perfettamente riconducibile ad una rottura del terreno in superficie. Ricordo che in un corso sulla neotettonica frequentato nel 2001 proprio a Sulmona, ed in altri seminari analoghi, avevo chiesto come è possibile ricondurre ad una singola struttura superficiale un faglia profonda, e mi era stato risposto che in realtà non è possibile perché in superficie in genere la faglia principale si divide in varie strutture, ognuna costituita da vari rami. Queste strutture sono potenzialmente attive ma non è detto che siano la struttura sismogenetica. è così o mi sbaglio? qualcuno che ne sa di più può rispondermi?
Grazie Katiuscia
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Iscritto: Sep 2007
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Katiuscia, sottoscrivo in pieno il tuo intervento, incluse le tue perplessità (già da me prima evidenziate) sulla terminologia inerente la "faglia", che penso qui derivi da un uso improprio da parte di profani.
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Iscritto: Mar 2004
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[quote=DonJuanx Mccoy ho letto questa notizia che, seppure da profano, mi sembra molto importante: http://it.notizie.yahoo.com/19/20090414/tit-terremoto-cnr-la-deformazione-e-di-c-59fdfba.htmlL'INGV avrebbe dovuto sapere di queste misurazioni ?? E di fronte questi ulteriori dati con che coraggio si diceva ch'era tutto normale e che potevano stare tranquilli in casa ??!?! [/quote] Si tratta di misure post-sismiche, con rilievi prima e dopo, che evidenziano la deformazione topografica dovuta al movimento della faglia. All'inizio si parlava di 15 cm, adesso evidentemente la deformazione è aumentata a 24 cm normalmente alla direzione del sensore (un pò meno verticalmente). Sarebbe interessante riuscire a trovare la foto, in piccolo è successo quanto altri colleghi hanno mostrato con immagini in un altro post: si è formato un gradino. Tutte le misurazioni, quelle sismologiche e quelle satellitari finora confermano quanto gli studi geologici avevano posto in evidenza da anni: la città dell'Aquila sorge proprio sopra una grande faglia (lineamento tettonico) di tipo normale. Quale sia la relazione con le grandi discontinuità crostali profonde non se se alcuno può definirlo esattamente, ma in superficie non è un lineamento quello che 'vediamo'?.
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È vero in superficie osserviamo dei lineamenti che, se mostrano una attività recente, riscontrabile solo in presenza di depositi recenti interessati dai movimenti della faglia, è possibile siano correlati ad una struttura profonda interpretabile come faglia sismogenetica. Nel seguente sito internet, che su consiglio di un collega uso spesso per redarre le mie relazioni sono indicate le strutture tettoniche “capaci” ovvero potenzialmente attive. http://www.mais.sinanet.apat.it/cartanetms/File_Viwer_FlashMapping/136_ithaca_32.htmlnella zona interessata dal terremoto è presente una sola grande struttura, che data l’estensione si presume abbia una notevole importanza. Le maggiori deformazioni mi sembra siano state indicate in un settore immediatamente a sud della faglia. Ho letto su qualche post che si parlava di fascia di rispetto da considerare per le faglie attive…ma a questo punto che fascia di rispetto devo considerare? Le maggiori deformazioni non sono in questo caso in corrispondenza della linea di faglia così come cartografata (forse anche per errori nella stesura delle carte?). A questo punto chiedo quali strumenti realmente efficaci abbiamo per individuare in superficie le faglie potenzialmente attive? Secondo me nessuno, perché tutto è perfettibile, perché spesso le cartografie sono redatte utilizzando i dati dei rilevamenti delle tesi di laurea e mai più ricontrollati, perché spesso non ci sono elementi per stabilire la potenziale attività di una struttura (ad esempio se mancano depositi recenti…non mi fiderei solo dei gradini morfologici che possono essere ricondotti anche ad altri motivi). Poi ammesso che si riesca ad individuare una struttura potenzialmente attiva quanti di voi credono che per questo motivo si rinunci a costruire in quella determinata zona? Anche se c’è una normativa che lo vieta non pensate che saranno altri i criteri per prendere delle decisioni in merito? Ripeto quanto detto in altri post. Il problema non è quanto siamo capaci a fare degli studi dettagliati sulla sismicità della zona, sulle faglie attive o sulla risposta simica locale, anch’io che sono ancora una dilettante con pochissima esperienza riesco a dare delle risposte concrete in merito. Il problema è che quasi mai siamo presi sul serio… a maggior ragione se non diciamo quello che si aspettano di sentirsi dire da noi cioè che non ci sono problemi per realizzare il progetto previsto. Basta pensare che invece di essere una delle prime cose da fare la relazione geologico-geotecnica arriva quasi tra le ultime cose…quando serve il deposito e spesso a progetto già definito. Il problema è che le varie norme tecniche sono quasi sempre disattese, spesso solo per una questione di soldi, e se anche i progetti vengono redatti correttamente mancano i controlli nelle fasi di realizzazione, per cui quello che poi viene effettivamente realizzato non corrisponde quasi mai a quanto era stato inizialmente progettato. Mi chiedo quando invece di chiederci perché non riusciamo a prevedere il terremoto ci venga richiesto di dare la nostra opinione senza necessariamente essere vincolati dai costi, e soprattutto venga considerata essa come presupposto fondamentale per decidere il da farsi. Attualmente non è così. Scusate lo sfogo ma mi fa rabbia vedere che la gente è indignata solo perché non è stato dato l’allarme sulla base di quello che diceva Giuliani e non perché edifici anche recenti siano caduti con un sisma nemmeno tanto forte! Saluti. Katiuscia
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