Premesso che pare accertato che la previsione di un terremoto è impossibile (o meglio, estremamente improbabile) e che la prevenzione è sicuramente la migliore strada percorribile (incentivi magari sulla costruzione di case di legno, piano casa completamente rivisto, ecc.) resta comunque il problema di tutte le abitazioni finora costruite e sulla "mancanza di azione" delle autorità preposte alla luce di uno sciame sismico che durava da (troppo?) tempo.
Voglio dire, non sono un esperto, ma se guardo la lista dei terremoti recenti sul sito ingv da gennaio a oggi, è allarmate constatare che praticamente l'80% sono in territorio aquilano e dintorni.
Nessuno dice che si sarebbe dovuto sgomberare la città (anche perché mi pare che il sindaco non abbia questo potere, può solo basarsi sui warning della protezione civile), ma magari si poteva ordinare una verifica tecnica almeno degli edifici pubblici e "consigliare" alla popolazione di chiedere a geologi e ingegneri una verifica della casa. Chiedo agli esperti, era fattibile questa cosa?
Ora, molte delle recenti scosse sono localizzate nella zona di campotosto (faglia, mi pare di capire, diversa da quella aquilana, ma probabilmente attivatasi in seguito alla scossa del 6). Chiedo di nuovo agli esperti, sapete se la protezione civile sta facendo qualcosa (a parte il monitoraggio passivo) per questo (nuovo?) sciame sismico (se di sciame sismico si può parlare) o si aspetta semplicemente che accada un nuovo evento?

Che ne pensate?
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Tra il dire e il fare....
1) l'iter della nuova normativa sismica è iniziato nel lontano 2003 a seguito del terremoto in Molise (mia regione di origine). recentemente la sua entrata in vigore è stata ulteriormente prorogata fino al 2010, ma sembra che dopo questo terremoto qualcuno si sia spaventato e si stia facendo un passo indietro.
2) è ovvio che anche se la normativa va in vigore domani il problema persiste per gli edifici "vecchi" (che poi tanto vecchi non sono, visto che l'ospedale mi sembra fosse del 2000, quindi doveva essere costruito già bene...).
3) Esiste la possibilità di adeguare sismicamente gli edifici esistenti: interventi molto costosi per cui il pubblico non ha o non vuole trovare i soldi, ed il privato o non ci pensa o se ne frega letteralmente sottovalutando il problema.
3) in Italia siamo ormai da sempre abituati ad aspettare il botto per fare qualcosa. Spesso anche il doppio botto visto che in Molise non è bastato il terremoto del 2003 per far avviare controlli ovunque; infatti nelle fasi immediatamente il sisma ci fu una frenetica corsa a trovare crepe e lesioni anche in zone non toccate dall'evento pur di accaparrarsi quei pochi spiccioli che passava il governo. ma per gli edifici pubblici, gli edifici scolastici si fece poco o nulla e nei pochi casi in cui effettivamente si era iniziato a discutere sulla idoneità delle strutture ad oggi devono ancora essere approvati i progetti per le ristrutturazioni o gli adeguamenti. è di pochi giorni fa la notizia che il mio vecchio Liceo (che frequentavo circa 20 anni fa e del quale era risaputa la debolezza strutturale) sarà chiuso per essere finalmente ristrutturato...ci voleva una secondo sisma per prendere questa decisione.
4) Quanto alla tua ultima domanda mi spiace ripetere che siamo del tutto impotenti contro le forze della natura: non possiamo sapere se, quando e quale struttura si attiverà. possiamo solo mettere in guardia sulla loro esistenza e sperare che chi di dovere ci ascolti (progettisti in primo luogo).

Ciao
Katiuscia