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Ho letto con interesse le vostre discussioni sulla prevedibilità dell'evento sismico dell'aquilano.
Per la precisione mi hanno colpito soprattutto due aspetti:
1) lo sciame sismico che da gennaio ha interessato la zona
2) il fatto che proprio in quell'area passava una faglia

Io sostengo l'idea che a ridosso di faglie sismiche sia masochistico costruire, e per questo motivo il testo unico dell'edilizia 2008 nell'allegato utile per la definizione del grado di sismicità di un'area debba essere inserito almeno una mappa delle faglie sismiche italiane, in modo tale che chi in italia fa pianificazione territoriale (materia relegata all'ambito regionale e comunale) sappia con dati inseriti nella normativa delle costruzioni cosa rischia.
A mio parere si potrebbe essere anche più restrittivi prevedendo oltre ai gradi di sismicità classici (zona I, II, III, IV) anche un cosiddeddo zona 0, zona in cui per presenza faglie, vulcani e rischio innondazioni di lava ecc... vi è il divieto di costruire.

Il pensiero logico è che anche costruendo al meglio delle possibilità con tutti gli accorgimenti sismici possibili in determinate aree il danneggiamento di strutture del valore di 200-300 mila euro (un appartamento medio) costituisce di per se un danno monetario esorbitante per una famiglia italiana.
Ovviamente è peggio se a causa del costo non si adottano accorgimenti antisismici tali da poter resistere ad un evento sismico e si creano vittime civili.

Per questo motivo volevo chiedervi se esiste una mappa delle faglie italiane, in modo da individuale quali e quanti abitati si trovano in situazioni territoriali critiche.
Un esempio eclatante per comprendere questo ragionamento l'avete se pensate al Big One (sisma così certo a cui hanno persino dato un nome -.-' ) in relazione all'edificato di metropoli in continua espansione presenti sulla faglia di San Andreas, la cui distruzione provocherà morti e milioni di danni il cui costo inciderà sulla comunità italiana.

Se volete ho scritto un messaggio simile anche qui:
http://forum.ingegneri.info/viewtopic.php?f=4&t=23803

Saluti

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nella mia totale ignoranza, credo sia quasi impossibile ciò che tu chiedi...ci sono faglie quasi ovunque, piccole o grandi, attive in tempi recenti e non...basta guardare il database dei terremoti storici dell'INGV e le centinaia di scosse che vengono registrate ogni giorno in tutta Italia...la zona dell'Aquila era a forte rischio sismico e si sapeva, soprattutto per gli eventi del passato...avrebbero dovuto prendere provvedimenti e costruire meglio...certo sapere con esattezza la collocazione delle faglie più grandi e con attività quaternaria sarebbe utile per adeguarci con le strutture adatte...

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La determinazione della zona di rischio sismico deriva dall'analisi del territorio in relazione ad un'analisi probabilistica dei terremoti (non a caso si parla di tempo di ritorno e vita utile della struttura).
Tuttavia per chi fa pianificazione non c'è nulla del testo unico che segnali faglie o pericoli similari.
In altri forum per esempio si parla di Napoli e di pericoli derivanti dal Vesuvio.
Sempre in relazione al caso di Napoli la pianificazione dovrebbe basarsi su studi sulle zone che possono finire sotto colata lavica o peggio ancora sotto nube ardente.

Anche i terremoti sembrerebbe impossibile classificarli: tempo di ritorno, durata, ampiezza d'onda, tipo di oscillazione d'onda, magnitudo con due scale, frequenza d'onda, ampiezza d'area colpita, ipocentro ed epicentro....eppure è stata creata un'apposita scala per definire un livello di rischio.

Saluti

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Se cerchi "Sorgenti sismogenetiche" su Google dovresti trovare qualcosa.

L'INGV, a livello di ricerca, ha realizzato mappe del genere, non so con che accuratezza.
Il problema è che valore legale dare a tali mappe.

Ma un buon geologo professionista dovrebbe conoscere le faglie principali della propria zona magari partendo da quanto pubblicato.

Per quanto riguarda le zone che potrebbero finire sotto colate laviche anche qui ci sono dei lavori che riguardano il Vesuvio, anche per possibili nubi ardenti. Per l'Etna il discorso è più complesso perchè le colate più pericolose non partono dai crateri centrali ma da crateri laterali che possono formarsi in qualsiasi (o quasi) parte dei fianchi e raggiungere il mare.

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a questo link troverai il database delle strutture sismogenetiche individuate da INGV.

http://diss.rm.ingv.it/diss/

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Per molti anni ho lavorato al Genio Civile, dove rilasciavo il parere ex art. 13 della L. 64/74 per i piani urbanistici e le lottizzazioni.
In quella sede, si richiedeva lo studio geologico dell'area, a scala adeguata alle previsioni progettuali, e ovviamente in aree geomorfologicamente instabili e "a cavallo" delle faglie (con una fascia di rispetto variabile), veniva prescritta la totale inibizione all'edificazione.
Spero che analogo divieto venga posta da tutti gli uffici del Genio Civile, anche se sono ragionevolmente scettico in merito.
I controlli non piacciono a nessuno, salvo poi ricordarsene quando accadono le tragedie.

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concordo pienamente con mother riguardo la 0.
Una classificazione che comprenda le aree dove assolutamente ci sia il divieto di opere antropiche, almeno fisse. Identificate tali aree occorre attuare un processo di delocalizzazione, magari decennale. Questo vale per tutti i rischi: Vulcanico, sismico, maremoto. Se il "piccolo" maremoto dello stromboli fosse accaduto in estate?? sarebbe stato un massacro. Inoltre occorre approfondire gli studi inerenti i rischi di frana sottomarina dei nostri vulcani. ricordiamoci che l'ETNA è stato responsabile circa 10.000 anni fa di un tremendo maremoto che a spazzato tutto il mediterraneo orientale e parte di quello occidentale. Insomma la prevenzione e la sicurezza passano per una buona progettazione del territorio basata sullo studio dei modelli geologici (veri)


Il vero coraggio è come un aquilone, il vento contrario lo fa salire più in alto
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Che senso avrebbe la zona 0? Io non confonderei.
la zonazione (I - II- III - IV) è basata sull'accelerazione sismica di picco cui corrispondono tutte le indicazioni progettuali. Le aree escluse da edificazione sono delimitate dal geologo in base alla valutazione di tutti i rischi geologici a livello di strumenti urbanistici quali il PRGC e ciò DOVREBBE bastare!


Duccio

"Unum scio, nihil scire"
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Scusate per l'invio errato precedente ,
non ha a che vedere con l'argomento ma, Mariod
ha riferito:
"ricordiamoci che l'ETNA è stato responsabile circa 10.000 anni fa di un tremendo maremoto che a spazzato tutto il mediterraneo orientale e parte di quello occidentale".
Qual'è la fonte? puoi dare maggiori informazioni.
Ciao

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Come sottolineato da mccoy sul forum, l'eurocodice 8, che dovrebbe entrare in vigore a breve ma che mi pare possa già essere adottato dai progettisti e dai committenti secondo DM 14/01/2008;
nella parte 5 (fondazioni) al 4 capitolo dice:

4 REQUIREMENTS FOR SITING AND FOR FOUNDATION SOILS
4.1 Siting
4.1.1 General
(1)P An assessment of the site of construction shall be carried out to determine the
nature of the supporting ground to ensure that hazards of rupture, slope instability,
liquefaction, and high densification susceptibility in the event of an earthquake are
minimised.
(2)P The possibility of these adverse phenomena occurring shall be investigated as
specified in the following subclauses.
4.1.2 Proximity to seismically active faults
(1)P Buildings of importance classes II, III, IV defined in EN 1998-1:2004, 4.2.5,
shall not be erected in the immediate vicinity of tectonic faults recognised as being
seismically active in official documents issued by competent national authorities.
(2) An absence of movement in the Late Quaternary may be used to identify non
active faults for most structures that are not critical for public safety.
(3)P Special geological investigations shall be carried out for urban planning
purposes and for important structures to be erected near potentially active faults in areas
of high seismicity, in order to determine the ensuing hazard in terms of ground rupture
and the severity of ground shaking.

Quello che ci vedo di grave è che le nuove norme italiane disattendono un norma primaria e prescrittiva dell'eurocodice, cosa che non permetterebbe di affermare che le nostre nuove norme sono in accordo con l'eurocodice.

Vedete bene che anche con l'eurocodice il geologo avrebbe una ben più concreta parte nello start up dei progetti.

Ultima modifica di massimo trossero; 22/04/2009 10:38.

"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/

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