Caro Massimo,
non vorrei essere stato frainteso: non è che metto in discussione gli studi fatti dai giapponesi, ma la facilità con la quale tanti colleghi abusano delle correlazioni che escono fuori, come per magia, da tutti questi programmini che ci propinano a quattro euri. Mi ricordo che ce n'era uno che, inserendo il valore dell'N10, ti tirava fuori di tutto: angoli di attrito, coesione, ma pure pesi di volume (!!!), moduli statici e dinamici (!!!!!!)... di tutto, di più.
Concordo pienamente con Scaglioni sul fatto che il penetrometro leggero, se usato con attenzione, è uno strumento diagnostico di indubbia efficacia.
E poi sfido chiunque a dimostrare che le prove di laboratorio, fatte su campioni prelevati da carotaggi, siano più "realistiche" dei parametri, seppur grossolani, che ti danno le prove in situ (parlo ovviamente di terreni incoerenti o intermedi con quelli coesivi). Probabilmente è più corretto utilizzare le correlazioni dirette tra Nspt e Qlim, piuttosto che passare attraverso phi e c, nel senso che è chiaro che parliamo di metodi semi-empirici.
Al riguardo mi sa tanto che la ricerca si è piantata, nel senso che oltre a delle ottime dispense del Politecnico di Torino, che lessi ormai uan quindicina di anni fa, non mi risulta che in Italia siano stati fatti grossi studi su questo campo.