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Un metodo funziona (o al contrario non funziona) a prescindere dalle pubblicazioni su riviste autorevoli.

L'unica cosa Giuliani dovrebbe convincere qualche governo a finanziarlo, dati alla mano.

Poi si vedrà.

Ancora non vedo nessun riferimento di letteratura che esplori i dati di Giuliani e ne ponga in evidenza la bassa correlazione tra tempo di occorrenza dell'evento previsto e tempo dell'evento osservato.

I grandi luminari come Boschi & C. (di cui tra l'altro ho grande rispetto) con tutte le loro pubblicazioni hanno consigliato la decisione sbagliata a Bertolaso (che avrà pur chiesto a loro cosa fare).

Ripeto, io sono del tutto neutro. Bisogna dimostrare che il metodo di Giuliani, alternativamente

1) è un bidone
2) funziona

Intanto, almeno per questo sisma, chi ha ascoltato giuliani e altri allarmisti si è salvato, chi ha ascoltato le 'menti' dell' INGV è rimasto spesso o tra le macerie o senza tetto.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Mi pare che alle osservazioni fatte da più fisici durante la conferenza non siano state adeguate risposte.
Il problema è a mio parere sia fisico, per l'attendibilità delle rilevazioni (particelle alfa e gamma, radiazione cosmica, schermatura dello strumento), sia geofisico s.s., per quanto attiene le correlazioni tra i dati attendibilmente ricavati e il verificarsi di sismi in luoghi e con entità predeterminata.
In generale, mi sembra scontato che la fase sperimentale possa/debba andare avanti, ma fino a che non è validata scientificamente nel prevedere "dove, quando, quanto" va impedita la diffusione di risultati effimeri e non verificati.

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Mi pare che alle osservazioni fatte da più fisici durante la conferenza non siano state adeguate risposte.
Il problema è a mio parere sia fisico, per l'attendibilità delle rilevazioni (particelle alfa e gamma, radiazione cosmica, schermatura dello strumento), sia geofisico s.s., per quanto attiene le correlazioni tra i dati attendibilmente ricavati e il verificarsi di sismi in luoghi e con entità predeterminata.
In generale, mi sembra scontato che la fase sperimentale possa/debba andare avanti, ma fino a che non è validata scientificamente nel prevedere "dove, quando, quanto" va impedita la diffusione di risultati effimeri e non verificati.


Ecco un discorso neutrale e sensato.
Lasciamo decidere a chi deve erogare i finanziamenti per gli esperimenti. Se nessuno si farà avanti (in Italia, Giappone, Cina o USA), allora vuol dire che i dati a supporto di Giuliani non sono tali da attrarre investitori (pubblici o privati che siano)


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Riporto un post interessante dal blog di Marco Cattaneo.
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Mi chiamo Gennaro Venoso e sono un fisico che da diversi anni si occupa dello studio del radon e della radioattività ambientale.

Volevo fare il punto su una delle questioni che mi sembra cruciale: il metodo Giuliani si basa su dati attendibili? Non mi riferisco al problema di correlare il radon ai terremoti. Mi riferisco al fatto se Giuliani effettivamente misuri bene il radon. Se la tecnica sperimentale che usa sia valida o no. Alcuni interventi hanno accennato a questo aspetto, ma mi sembra che molti sismologi e geofisici diano per buone le misure di Giuliani, contestando solo il fatto che queste non siano in grado di prevedere i terremoti. Io penso che il problema sia ancora più a monte.

Ho visto tutto il video dell’incontro di Napoli con il geofisico Gasparini e Giuliani a cui fai riferimento nel post. E mi sono rovinato la nottata e la giornata.
Giuliani elenca le caratteristiche della sua invenzione, che ha brevettato ormai qualche anno fa. (Sul seguente sito trovate i documenti del brevetto ed una spiegazione della tecnica : http://www.wipo.int/pctdb/en/wo.jsp?WO=2004061448) .
La caratteristica “innovativa” secondo Giuliani sarebbe misurare il radon attraverso la misura dei raggi gamma emessi dai prodotti del decadimento del radon (214Pb e 214Bi) con un rivelatore a scintillazione accoppiato ad una serie di fotomoltiplicatori. Il tutto posto sotto terra in una scatola schermata con piombo.
Scusami la prolissità, ma mi vengono di getto delle considerazioni che non riesco a trattenere da fare sulla tecnica di misura.

1) La schermo di piombo.
Giuliani usa uno schermo di piombo di qualche centimetro per schermare la radiazione non attribuibile al radon. Dopo l’obiezione di un fisico in sala, dice due cose per le quali lo avrebbero bocciato ad un qualsiasi esame di fisica nucleare. Si è rimangiato che pochi centimetri di piombo servissero a schermare i raggi cosmici (per fortuna), ma subito dopo dichiara che il piombo serve per schermare la radiazione naturale.. Con qualche cm di Pb a 3 metri sotto terra? Non solo! Aggiunge che tara lo strumento con i muoni da 20 MeV (che passano lo schermo di piombo), sottolineando che la finestra di misura è tra i 300 e 600 keV circa. E’ la stessa cosa che tarare una bilancia da cucina con un peso campione pesante 200-300 Kg!
N.B nel brevetto sottolinea che bisogna avere l’accortezza di tenere lontano lo strumento da eventuali sorgenti radioattive. Ed il suolo a 3 metri sotto terra che è, se non una sorgente radioattiva??

2) Il potassio-40 (40K) e la misura dei fotoni gamma invece che delle particelle alfa.
Giuliani nel brevetto dichiara che i rivelatori di tipo attivo che si basano sulla rivelazione delle particelle alfa sono soggetti ad interferenze ambientali. Il suo strumento, invece, a detta sua non ha questi problemi, anzi ha un rapporto segnale-rumore ottimo. Beh! Questa è una di quelle frasi che mi mandano proprio in bestia, visto che sono anni che ci lavoro su questo tipo di misure.
Mi sto sforzando di capire su che basi scientifiche si basa questa affermazione, ma niente non ci riesco proprio! Giuliani non considera che lo schermo di Pb non gli permette di fermare i gamma, soprattutto quelli del potassio-40, presente in abbondanza nei suoli. I gamma del 40K hanno un’energia di circa 1460 keV per la quale la sezione d’urto Compton in Pb non è trascurabile, facendo sì che molti di essi penetrino all’interno del rivelatore con energia minore e, purtroppo per Giuliani, all’interno della sua finestra di rivelazione (tra i 300 ed i 600 keV). A questo punto sarebbe giusto dire che quello che risulta alto nello strumento di Giuliani è il rapporto rumore-segnale.
Inoltre, mi preme sottolineare che le misure alfa, in particolare quelle che permettono di fare spettroscopia, invece non hanno affatto il problema del 40K né di qualunque altro nuclide di fondo, riuscendo a discriminare l’energia delle particelle e quindi il nucleo che le ha emesse.
In pratica Giuliani ha brevettato uno strumento che dovrebbe migliorare le performance degli strumenti che misurano le alfa, ma che di fatto ha caratteristiche peggiori.

3) Come rivela il radon.
Se lo schermo di Pb scherma la radiazione naturale (secondo Giuliani), allora scherma anche i gamma provenienti dal radon. Quindi come lo rivela? Forse pensa si rivelare (ma dalla descrizione del brevetto non si capisce) il radon che riesce a passare attraverso gli interstizi del piombo all’interno del volume con il rivelatore.
Ma in questo modo dove sta la tanto esaltata maggiore efficienza di rivelazione che giustifica la rivelazione dei gamma rispetto alle alfa, visto che il volume sensibile è irrisorio? Senza contare il fatto che senza uno strumento che pompi attivamente il radon all’interno dello strumento, si allungano i tempi di risposta che dipendono dalla costante di diffusione del radon. E senza contare il fatto che il fondo ambientale (che putroppo per Giuliani ci passa eccome attraverso il Pb!) crea un fondo che sommerge qualsiasi segnale. Io credo che lui non sappia nemmeno di cosa sta parlando. E’ questo lo scandalo enorme!

4) I tempi di risposta dello strumento, a cui Giuliani fa pure riferimento nell’intervento di Napoli.
Quello che misura uno strumento (vero) è il prodotto della costante di decadimento per il numero di nuclei di radon (corretta per l’efficienza di rivelazione dello strumento). Nemmeno questo gli è chiaro. Quindi il fatto che bisogna aspettare un tempo pari a circa 4 giorni (pari al tempo di dimezzamento del radon) per stimare variazioni di radon è una balla colossale (Ed oltre che a Napoli lo dice pure nel brevetto!). Se c’è una variazione di concentrazione di radon, aumenta il numero di nuclei di radon all’interno del volume sensibile e quindi il numero di atomi che decadono.
La considerazione sul ritardo della risposta dovuto alla (relativamente) alta vita media del radon è aggravata dal fatto che secondo Giuliani misurare i figli del radon abbrevia il tempo di risposta dello strumento, solo perché i figli hanno vita media più breve. Ma da dove vengono i figli? Dal decadimento del radon, quindi la logica vuole che se si rivelano questi, lo strumento abbia un ritardo nella risposta alla variazione di radon maggiore. In particolare, occorre aspettare circa 3 ore affinché la concentrazione dei figli sia pari a quella del radon, e raggiungere la condizione di equilibrio radioattivo.

5) Ad un certo punto Giuliani dice che il suo strumento è riuscito a “vedere” che la concentrazione di radon ha un andamento variabile con le stagioni. Ed aggiunge (con enfasi) che questo la comunità scientifica lo ignora. Lo ignora?? Questa cosa rende evidente un’altra cosa inquietante. Giuliani non è a conoscenza della letteratura scientifica. Va per la sua strada senza degnare uno sguardo ai lavori della comunità scientifica. Allora a questo punto con che faccia si lamenta del fatto che non lo stanno a sentire??

6) La questione dei dati che hanno fluttuazioni enormi. Molti fisici in sala hanno cercato di farglielo notare. E lui alla fine, ha detto (cito a memoria): “Il precursore sismico (i picchi di radon), si vedono all’interno (sic!) delle fluttuazioni.” Ha detto così! L’ho riascoltato. Ha detto proprio che i picchi si vedono all’interno delle fluttuazioni. Una cosa che farebbe ridere un studente del primo anno! Ma come? Ed un’affermazione di questo tipo passa così?

Ultima modifica di Stellina; 19/04/2009 16:17.

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Riprendo il mio post di Venerdi 18 aprile
dal blog delle scienze e do anch'io la mia testimonianza sulla conferenza di Gasparini perchè sembra che non tutti abbiamo visto lo stesso film...

Giovedi 17 Aprile ho assistito dal vivo alla conferenza del noto ordinario di Fisca terrestre Paolo Gasparini alla presenza dei principali ordinari, ricercatori ed associati fisici, geofisici ed ingegneri civili della università fredericiana, ta cui spiccava Giuseppe Luongo. Alla conferenza era stato invitato anche Giuliani per illustrare meglio e direttamente le sue ricerche sul radon e la possibilità di predictions in tempi utili.
E' stata una bella pagina di comunicazione scientifica a livello divulgativo che mi ha particolarmente gratificato anche se il credito immotivato concesso dai media e da una parte della popolazione a Giuliani mi fa francamente rabbrividire; in fondo bastava leggere quelle 4 righe che girano in rete e sbandierate pomposamente come "lavoro".
Insomma c'erano tutti i presupposti mediatici di un esemplare fenomeno di pseudoscienza stile Di Bella stavolta però nel campo della geofisica...

Il rettore dell’università è stato criticato da alcuni professori perchè secondo loro invitare Giuliani nell’aula magna della Federico II equivaleva a sdoganare ed a dare dignità scientifica al suo “lavoro” mentre a mio parere il rettore ha compiuto un’operazione di comunicazione molto efficace ed arguta perchè il confronto è stato impietoso e si è rivelata tutta l’inconsistenza concettuale e forse sperimentale della ricerca di Giuliani ed in fondo credo che questo fosse l’obbiettivo del rettore mostrare come la scienza sia aperta al dibattito ma che la comunità scientifica che da anni si occupa professionalmente di questo problema abbia una ben diversa caratura in termini di risultati e di capacità teoriche e sperimentali di descrizione dei fenomeni. Alcuni professori fisici e geofisici della Federico II un pò ingenuamente a mio avviso non hanno capito il senso dell’operazione.

Paolo Gasperini ha presentato sinteticamente lo stato dell’arte sulla previsione dei terremoti distinguendo giustamente tra previsione utile per la protezione civile ed i cittadini, (prediction), al momento non possibile dato che il terremoto è un fenomeno caotico , non lineare e che dipende da uan serie di fattori e condizioni iniziali non misurabili e quantificabili al momento e previsione, (forecast), del tipo fra 10 anni in quella zona c’è una probabilità del 80% che si verifichi un sisma con magnitudo > 6.
Questa previsione è a lungo termine proprio perchè si basa su valutazioni storico statistiche sulla frequenza e l’energia ed altri parametri. Ha poi parlato dello studio dei cosidetti precursori che nel caso del radon si sono rivelati alquanto “deboli” dopo 40 anni di studio a partire dal 1966. A tale proposito la comunità scientifica ha progressivamente abbondato i progetti per la previsione dei terremoti per concentrarsi invece sulle metodiche di early warning cioè di previsioni a secondi prima dell’evento per intraprendere misure automatiche urgenti atti ad evitare disastri ferroviari, industriali, soprattutto in quei paesi come la California ed il Giappone dove i terremoti di carattere distruttivo di magnitudo 7 ed oltre sono abbastanza frequenti.

Dopo la fine dell’intervento di Gasparini, Giuliani ha esordito dicendo di essere pienamente d’accordo con il quadro presentato dal professore ma contraddicendosi poi nella successiva esposizione perchè affermava che con i suoi strumenti è possibile fare delle previsioni in tempo utile e che il radon come lo misura lui non è un precursore debole ma anzi evidenziava una correlazione talmente forte tale da poter rappresentarla quasi come un rapporto LINEARE di causa-effetto univoca, negando quindi la natura non lineare del terremoto dipendente da una pluralità di parametri geofisici in gran parte non misurabili.
Giuliani non se ne reso conto ma le sue sbandierate previsioni distruggono alla base l’odierno paradigma scientifico sulla genesi e la dinamica caotica dei terremoti anche se a parole accetta totalmente questo paradigma. Come è stato poi osservato da un ricercatore clinico è un’operazione concettualmente un pò puerile tentare di prevedere un fenomeno complesso come il terremoto indipendentemente dalla qualità delle misure con un’analisi statica mono variata quando per forze di cose questa dovrebbbe essere perlomeno multi variata e pesata su n parametri. Per non parlare poi della previsione del terremoto di Sumatra del 26 Dicembre fatta osservando l'incremento del radon in uno scantinato di un edificio dell'Acquila!!! Il radon perde cosi il carattere di precursore locale il cui aumento di concentrazione dipende da fenomeni di fratturazione degli strati geologici sottostanti l'apparecchiatura di rilevazione per fargli assurgere invece il ruolo di precursore quasi esoterico di terremoti molto remoti.

A mio avviso Giuliani ha mostrato con la sua esposizione contraddittoria, di cui molti suoi estimatori estemporanei ignorano totalmente, numerose incongruenze ed ingenuità concettuali che ne fanno al più un volenteroso, in perfetta buona fede, dilettante allo sbaraglio.

Spero però vivamente che Giuliani come ha affermato ripetutamente con le sue numerose predictions mi possa smentire pubblicando le sue previsioni di eventi significativi con un sufficiente e ragionevole grado di precisione in termine temporali , spaziali ed energetici.

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Riprendo il mio post di Venerdi 18 aprile
dal blog delle scienze e do anch'io la mia testimonianza sulla conferenza di Gasparini perchè sembra che non tutti abbiamo visto lo stesso film...

Giovedi 17 Aprile ho assistito dal vivo alla conferenza del noto ordinario di Fisca terrestre Paolo Gasparini alla presenza dei principali ordinari, ricercatori ed associati fisici, geofisici ed ingegneri civili della università fredericiana, ta cui spiccava Giuseppe Luongo. Alla conferenza era stato invitato anche Giuliani per illustrare meglio e direttamente le sue ricerche sul radon e la possibilità di predictions in tempi utili.
E' stata una bella pagina di comunicazione scientifica a livello divulgativo che mi ha particolarmente gratificato anche se il credito immotivato concesso dai media e da una parte della popolazione a Giuliani mi fa francamente rabbrividire; in fondo bastava leggere quelle 4 righe che girano in rete e sbandierate pomposamente come "lavoro".
Insomma c'erano tutti i presupposti mediatici di un esemplare fenomeno di pseudoscienza stile Di Bella stavolta però nel campo della geofisica...

Il rettore dell’università è stato criticato da alcuni professori perchè secondo loro invitare Giuliani nell’aula magna della Federico II equivaleva a sdoganare ed a dare dignità scientifica al suo “lavoro” mentre a mio parere il rettore ha compiuto un’operazione di comunicazione molto efficace ed arguta perchè il confronto è stato impietoso e si è rivelata tutta l’inconsistenza concettuale e forse sperimentale della ricerca di Giuliani ed in fondo credo che questo fosse l’obbiettivo del rettore mostrare come la scienza sia aperta al dibattito ma che la comunità scientifica che da anni si occupa professionalmente di questo problema abbia una ben diversa caratura in termini di risultati e di capacità teoriche e sperimentali di descrizione dei fenomeni. Alcuni professori fisici e geofisici della Federico II un pò ingenuamente a mio avviso non hanno capito il senso dell’operazione.

Paolo Gasperini ha presentato sinteticamente lo stato dell’arte sulla previsione dei terremoti distinguendo giustamente tra previsione utile per la protezione civile ed i cittadini, (prediction), al momento non possibile dato che il terremoto è un fenomeno caotico , non lineare e che dipende da uan serie di fattori e condizioni iniziali non misurabili e quantificabili al momento e previsione, (forecast), del tipo fra 10 anni in quella zona c’è una probabilità del 80% che si verifichi un sisma con magnitudo > 6.
Questa previsione è a lungo termine proprio perchè si basa su valutazioni storico statistiche sulla frequenza e l’energia ed altri parametri. Ha poi parlato dello studio dei cosidetti precursori che nel caso del radon si sono rivelati alquanto “deboli” dopo 40 anni di studio a partire dal 1966. A tale proposito la comunità scientifica ha progressivamente abbondato i progetti per la previsione dei terremoti per concentrarsi invece sulle metodiche di early warning cioè di previsioni a secondi prima dell’evento per intraprendere misure automatiche urgenti atti ad evitare disastri ferroviari, industriali, soprattutto in quei paesi come la California ed il Giappone dove i terremoti di carattere distruttivo di magnitudo 7 ed oltre sono abbastanza frequenti.

Dopo la fine dell’intervento di Gasparini, Giuliani ha esordito dicendo di essere pienamente d’accordo con il quadro presentato dal professore ma contraddicendosi poi nella successiva esposizione perchè affermava che con i suoi strumenti è possibile fare delle previsioni in tempo utile e che il radon come lo misura lui non è un precursore debole ma anzi evidenziava una correlazione talmente forte tale da poter rappresentarla quasi come un rapporto LINEARE di causa-effetto univoca, negando quindi la natura non lineare del terremoto dipendente da una pluralità di parametri geofisici in gran parte non misurabili.
Giuliani non se ne reso conto ma le sue sbandierate previsioni distruggono alla base l’odierno paradigma scientifico sulla genesi e la dinamica caotica dei terremoti anche se a parole accetta totalmente questo paradigma. Come è stato poi osservato da un ricercatore clinico è un’operazione concettualmente un pò puerile tentare di prevedere un fenomeno complesso come il terremoto indipendentemente dalla qualità delle misure con un’analisi statica mono variata quando per forze di cose questa dovrebbbe essere perlomeno multi variata e pesata su n parametri. Per non parlare poi della previsione del terremoto di Sumatra del 26 Dicembre fatta osservando l'incremento del radon in uno scantinato di un edificio dell'Acquila!!! Il radon perde cosi il carattere di precursore locale il cui aumento di concentrazione dipende da fenomeni di fratturazione degli strati geologici sottostanti l'apparecchiatura di rilevazione per fargli assurgere invece il ruolo di precursore quasi esoterico di terremoti molto remoti.

A mio avviso Giuliani ha mostrato con la sua esposizione contraddittoria, di cui molti suoi estimatori estemporanei ignorano totalmente, numerose incongruenze ed ingenuità concettuali che ne fanno al più un volenteroso, in perfetta buona fede, dilettante allo sbaraglio.

Spero però vivamente che Giuliani come ha affermato ripetutamente con le sue numerose predictions mi possa smentire pubblicando le sue previsioni di eventi significativi con un sufficiente e ragionevole grado di precisione in termine temporali , spaziali ed energetici.

E' un "caso Di Bella" tirato fuori opportunamente per creare un polverone sulle megagalattiche responsabilità della politica abruzzese, forse nell'imminenza delle Europee. Tutti quelli che gli hanno dato corda nei media hanno collaborato al "gomblotto".
Forse anche per attaccare Bertolaso, ma B. è inattaccabile. oppure Boschi, ma quello lo potete sapere voi.

Ultima modifica di Stellina; 19/04/2009 19:24.

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Finalmente un pò di argomentazioni scientifiche.

completerei il discorso del fisico Gennaro venoso con il noto aspetto che non tutte le tipologie di suolo sono ugualmente radioattive, in funzione della mineralogia prevalente.

Anche il discorso dell'analisi multivariata risulta chiaro in questo contesto, viene criticato il fare affidamento su un unico parametro (l'intensità di particelle gamma emesse dal radon) per descrivere un fenomeno complesso e di natura caotica.

A questo punto potrei pensare che Giuliani si basi più sulla metafisica che sulla fisica per le sue previsioni. Se ciò fosse vero (Giuliani fosse un chiaroveggente), il metodo, qualora funzionasse, morirebbe con lui.


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Altro brano del prof. Venoso

....volevo fare due considerazioni preliminari.
Per essere più precisi la risposta dello strumento di misura è il numero di particelle che rivela nell’unità di tempo (usualmente l’unità di misura è il cps, ossia conteggi al secondo). Lo strumento ha un suo intervallo di campionamento (poniamo 10 minuti). Per cui conta il numero di particelle rivelate in dieci minuti. Ed i conteggi al secondo (cps) sono pari al numero di conteggi ottenuti in 10 minuti di campionamento diviso 10 minuti.
Il prodotto della costante di decadimento di un nucleo radioattivo per il numero di nuclei radioattivi è pari al numero di decadimenti che si hanno al secondo.
Lo strumento misura questa grandezza per un tempo di campionamento fissato dallo sperimentatore (tenuto conto dell’efficienza dello strumento, ovviamente).
(N.B la costante di decadimento è l’inverso della vita media, e quest’ultima è proporzionale al tempo di dimezzamento).

La domanda.
Come faccio a discriminare se l’emissione avviene da parte del radon (o da uno dei suoi figli) piuttosto che da un altro elemento?
La risposta è: misurando oltre che l’arrivo della particella anche la sua energia. Le energie delle particelle alfa o fotoni gamma emesse da un nuclide sono caratteristiche di questo nuclide. In altri termini rivelare l’energia di una particella permette di sapere anche a quale nucleo l’ha emessa.
Nel particolare, i figli del radon 214Pb e 214Bi emettono gamma di energia caratteristica pari a 295, 352 e 609 keV.

Uno scintillatore (Giuliani usa uno scintillatore plastico) pur rivelando l’energia di un fotone gamma ha una risoluzione bassa. Questo significa che permette di discriminare solo fotoni che hanno energie molto diverse tra loro. Giuliani dice che il suo strumento rivela tutti i fotoni gamma che hanno energie comprese nell’intervallo che va da 250 keV a 650 keV (non ricordo esattamente gli estremi precisi dell’intervallo usato) in modo tale da essere sicuro di rivelare (quasi) tutti i fotoni gamma emessi dai figli del radon gamma emettitori. Tuttavia in questo intervallo di energia (la finestra di energia, come spesso viene chiamata) , ci rientrano altri fotoni non emessi da nuclidi appartenenti alla serie del radon e soprattutto una marea di fotoni emessi soprattutto dal potassio-40 che pur avendo un’energia superiore (1460 keV) possono arrivare in prossimità del rivelatore con energia inferiore (ed all’interno della finestra di energia!) dopo aver interagito con la materia (Pb, ma anche il terreno) per effetto Compton.

Misurando invece le particelle alfa emesse dai figli del radon Polonio-218 e Polonio-214, ed usando opportune tecniche di misura, il problema del fondo che “disturba” la misura del radon è del tutto trascurabile.



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Sul Blog di Marco Cattaneo ho trovato tra i commenti uno particolarmente interessante a firma del prof. Aldo Zollo, docente di Sismologia alla Federico II di Napoli, un fisico da sempre dedicatosi allo studio dei terremoti a 360°

"Due cose, una sul metodo scientifico e l’altra sul problema della decisione a partire da valutazione probabilistica dei fenomeni.
Il paradigma essenziale del metodo scientifico è la ripetibilità degli esperimenti. In parole povere: quello che osservi tu, con i metodi sperimentali che hai inventato e sui tuoi dati sperimentali, devo osservarlo anche io usando i tuoi stessi metodi sui miei dati. Quando Gasparini parlava di “precursori” deboli si riferiva essenzialmente a questo. Nessuno dei precursori utilizzati ha superato l’esame della ripetibilità sperimentale. Se Giuliani ha inventato un nuovo strumento ed un nuovo metodo basato sull’osservazione del radon (dalla sua presentazione ho dei dubbi fortissimi) che li renda pubblici insieme ai suoi dati e consenta ad altri di riprodurre i suoi esperimenti in altre aree. Se ciò non avviene, il suo approccio diventa para-scientifico: chiunque si ritenga libero di adottarlo o meno sul piano individuale, ma certo non lo propaganderei come un metodo scientificamente provato.
Altro punto evidenziato da Gasparini (e non mi sembra abbastanza messo in rilievo) è il problema della decisione (decision making) basata su di una predizione probabilistica di un fenomeno naturale.
Intanto stabiliamo bene i ruoli: da una parte ci sono gli scienziati che stimano le incertezze dei modelli predittivi e calcolano le probabilità. Dall’altra ci sono i decisori (che non sono e non devono essere gli scienziati) che sulla base di queste valutazioni intraprendono le azioni necessarie alla mitigazione dei danni producibili dai disastri naturali.
La predizione (”prediction”, previsione esatta, deterministica, breve termine) non è praticabile, la previsione (”forecast”, previsione probabilistica, medio-lungo termine) è invece possibile e di fatto viene attuata anche nel nostro paese per scopi di prevenzione.
Come deve agire il decisore di fronte alla presenza di un “forecast”, cioè una previsione probabilistica a medio-lungo termine? Gasparini dice (ma questa è una prassi consueta nell’analisi dei rischi industriali) che le decisioni vanno prese sulla base del rischio ACCETTABILE. Il rischio accettabile è il costo socio-economico che vuole pagare la società nel caso di evento disastroso. Qual è il costo che vuole pagare il nostro Paese nel caso dei terremoti e chi è preposto a prende tale decisione? Queste sono a mio avviso le vere domande che bisognerebbe porsi in questi giorni. Un esempio? Se il rischio accettabile fosse zero (nessuna perdita in vite umane) allora anche con probabilità relativamente basse di occorrenza di un terremoto di M>5.5 (per l’Abruzzo erano minori del 15 % in dieci anni dal 2004) in una zona identificata, bisognerebbe prendere la decisione di evacuare per un periodo indeterminato e lungo l’intera area soggetta a rischio. E’ un’ipotesi praticabile nel nostro paese? Siamo nelle condizioni di decidere sulla base di un rischio accettabile pari a zero? A queste domande, mi dispiace, ma non sono gli scienziati che devono rispondere, e forse farebbero bene ad evitare la vetrina mediatica di questi giorni e dire chiaramente come stanno le cose.
La prevenzione (costruzioni a norma, adeguamento anti-sismico dei vecchi edifici, diffusione dell’informazione e conoscenza tra le popolazioni a rischio) è una strada affidabile, e se conta l’esperienza in Paesi industrializzati più sismici del nostro, è anche quella che porta maggiori benefici"


Aldo Zollo


In effetti il prof. Aldo Zollo viene alle riflessioni che io avevo posto alcuni giorni fa sul mio blog Il Geologo.
Questo credo debba essere un'interessante ed importante punto di partenza per il futuro. Che ne pensate ? wink


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
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Originariamente inviato da: cascone
Il prof. Guido Trombetti, rettore dell'Università Federico II di Napoli, dichiara:
...."non tollero la supponenza del mondo scientifico ufficiale, su un tema e su un terreno dove ancora poco o nulla si sa BISOGNA DUBITARE, CRITICARE, ASCOLTARE, RAGIONARE. Ho sempre pensato che la scienza non da certezze ma solo verità provvisorie e che quindi la comunità degli scienziati HA IL DOVERE di dubitare e non di essere supponente e arragonate"...
Un momento! Se fossi stato io, un fesso qualunque, a dire certe cose andrebbe anche bene; ma qui la domanda sorge spontanea: ma Trombetti, Gasparini et alii, che NON sono dei fessi qualunque e che HANNO la possibilità (= soldi, strumentazioni, etc. etc.), oltre che di DUBITARE, CRITICARE, ASCOLTARE, RAGIONARE, anche di SPERIMENTARE, ed avevano la possibilità di ASCOLTARE Giuliani PRIMA del terremoto, dove erano??? Non voglio assolutamente giudicare persone che non conosco, ma "dopo" siamo bravi tutti!

Originariamente inviato da: DonJuan
Mi associo alle parole del rettore Trombetti, purtroppo la scienza talebana esiste e in Italia poi..........
Anche di ciarlatani ne esistono parecchi in Italia, come distinguere?

Originariamente inviato da: mccoy
Ripeto, io sono del tutto neutro. Bisogna dimostrare che il metodo di Giuliani, alternativamente
1) è un bidone
2) funziona
Appunto, concordo! (...anche sulla neutralità SCIENTIFICA)

Originariamente inviato da: mccoy
...chi ha ascoltato le 'menti' dell' INGV è rimasto spesso o tra le macerie o senza tetto
No, senza tetto sarebbero rimasti comunque!

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