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Caro Massimo, non vorrei essere stato frainteso: non è che metto in discussione gli studi fatti dai giapponesi, ma la facilità con la quale tanti colleghi abusano delle correlazioni che escono fuori, come per magia, da tutti questi programmini che ci propinano a quattro euri. Mi ricordo che ce n'era uno che, inserendo il valore dell'N10, ti tirava fuori di tutto: angoli di attrito, coesione, ma pure pesi di volume (!!!), moduli statici e dinamici (!!!!!!)... di tutto, di più. Concordo pienamente con Scaglioni sul fatto che il penetrometro leggero, se usato con attenzione, è uno strumento diagnostico di indubbia efficacia. E poi sfido chiunque a dimostrare che le prove di laboratorio, fatte su campioni prelevati da carotaggi, siano più "realistiche" dei parametri, seppur grossolani, che ti danno le prove in situ (parlo ovviamente di terreni incoerenti o intermedi con quelli coesivi). Probabilmente è più corretto utilizzare le correlazioni dirette tra Nspt e Qlim, piuttosto che passare attraverso phi e c, nel senso che è chiaro che parliamo di metodi semi-empirici. Al riguardo mi sa tanto che la ricerca si è piantata, nel senso che oltre a delle ottime dispense del Politecnico di Torino, che lessi ormai uan quindicina di anni fa, non mi risulta che in Italia siano stati fatti grossi studi su questo campo.
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Purtroppo la ricerca universitaria è passata su attrezzature molto più avanti e quindi chi vuole documentarsi deve tornare indietro di 15 anni. A mio parere sono i produttori che dovrebbero proporre standard d'uso. Sul sito www.pagani-geotechnical.com c'è qualcosa ma non posso linkarlo per come è strutturato il sito. L'ultima informazione utile riguarda il rendimento molto elevato del penetrometro DPSH Pagani, Dove si spiega il motivo della difficoltà di correlare con il classico fattore 1,5 le prove DPSH con SPT (esposizione migliorabile nelle conclusioni sull'applicazione). Penso che gli stessi produttori non vogliano valorizzare troppo il prodotto per indirizzare su prodotti di gamma più alta. L'ultimo articolo che ho letto era svizzero e confrontava i metodi in sito da DPM a DMT giungendo alla conclusione che DPM non era confrontabile con le altre prove. Quindi il DPM dovrebbe essere usato per individuare stratigrafie, trovare la falda freatica, inserire FVT e previa taratura con altri mezzi di indagine, fornire parametri. Per questo motivo mi ero permesso di criticare l'esposizione fatta in http://www.geologi.it/cgi-bin/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic;f=1;t=001031#000000 Che ci riporta drasticamente a Vs30 e DPM
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Originariamente inviato da Antonio Scaglioni: Non condivido.
Si possono utilizzare nelle situaizoni da me indicate sopra.
Per piccoli lavori o per saperne di più del sottosuolo di zone argillose inacessibili con altri mezzi esplorativi le PPDL inforniscono informazioni la cui significatività stà al professionista valutare.
Piuttosto che niente è sempre meglio piuttosto .
Certo è che bisogna saperle eseguire sospendendo, per esempio, la prova appena si rileva dell'attrito sulle aste ed usando punte a perdere, oltre a tanti altri piccoli accorgimenti che derivano da una prolungata pratica accompagnata da numerose verifiche con altri metodi in casi analoghi.
E' chiaro che le prove eseguite in un detrito pieno di clasti lapidei danno risultati che possono anche confondere solo le idee.
Qualsiasi strumento a questo mondo serve solo in certe situazioni ed è inutile o forviante in altre .
Con una Ferrari o con una Lamborghini non si può certo fare del fuoristrada come con un Fiorino non si possono certo trasportare dei massi per una scogliera.
Tutto va usato con "grano salis" ossia con una certa dose di buon senso .
Ciao Antonio hai ragione, ma nel messaggio iniziale del post si parla del fatto che non si potranno più desumere parametri geotecnici con il penetrometro leggero. non mi sembra che dedurre parametri geotecnici con il pen leggero sia usarlo con grano salis, ma usarlo con parecchia fantasia...
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Parlo in base all'esperienza:
- Il numero di coltpi del leggero sta all'Nspt come la notte sta al giorno (gli scarti da me valutati in sito sono dell'ordine del 50-80%) - Il numero di coltpi del super pesante è difficilmente correlabile con l'Nspt (gli scarti che ho potuto constatare seppur minori del leggero sono talmente variabili passando da una litologia ad un’altra che trovare una correlazione applicabile ovunque è pura utopia) - Ho avuto invece ottimi risultati nel correlare Vs => Nspt e viceversa, a mio avviso è infatti possibile individuare curve (correlazioni) che si sposano particolarmente bene con contesti litostratigrafici ben precisi, una volta sperimentate e specializzate ad un determinato contesto possono essere (o possono essere rese con qualche modifica) molto precise ed efficaci. Ovvio è che non si può prendere la prima correlazione trovata su un libro e applicarla ovunque dal mare alla montagna.
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E' anche sopratutto vero che pure gli scarti fra due SPT sono altssimi.
Peccato che questo forum non ha la possibilità di aggiungere documenti, ti potrei far vedere una slide (fonte: Lo Presti POLITO) di una presentazione in cui, per un sito in toscana (o umbria), si correlano VS e Nspt anche da N20 (DPSH). Alla fine paiono scostarsi meno i valori N20 di Nspt vere.
La verità è che occorrono sempre delle tarature locali.
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Quindi concordate tutti che la nuova Normativa è inappicabile ? (a meno di non fare su ogni sito sondaggi su sondaggi, prove down-hole, SPT ed effettuare correlazioni varie, ma è pura utopia). A questo punto c'è da chiedersi quanti colleghi, con un minimo di scrupolo, eviteranno di affidarsi all'unica e sola correlazione che il mondo scientifico ci offre per evitare di ricorrere a prove in situ molto costose, che rivoluzionerebbero gli standard di tariffario (in senso lato) attuali !
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Originariamente inviato da GEO STUDIO: Parlo in base all'esperienza:
- Il numero di coltpi del leggero sta all'Nspt come la notte sta al giorno (gli scarti da me valutati in sito sono dell'ordine del 50-80%) - Il numero di coltpi del super pesante è difficilmente correlabile con l'Nspt (gli scarti che ho potuto constatare seppur minori del leggero sono talmente variabili passando da una litologia ad un’altra che trovare una correlazione applicabile ovunque è pura utopia)
Concordo assolutamente con quanto scritto sopra.Aggiungo che il costo di una prova fatta con un penetrometro leggero non si discosta molto da una prova cpt, a meno che la mano d'opera non sia costituita da schiavi neolaureati sotto-pagati. Il mio DL030 l'ho archiviato ormai da anni, solo in pochissimi casi, terreni limosi o sabbiosi privi di ciottoli (trovarne delle mie parti di terreni così) l'ho riesumato e per studi di fattibilità.
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Credo di esser stato uno dei primi in Italia (1967) ad usare le prove penetrometriche e a fare estese correlazioni usando questo tipo di prove.
Tutti i tipi di prova, ripeto tutti, necessitano di tarature specifiche sul posto a meno che non si disponga di numerosi dati sui terreni della zona.
Diffido inoltre di tutti i tipi di penetrometro dinamico continuo a causa della difficoltà del loro uso corretto per la difficoltà di scindere attriti laterali da sforzi di punta.
Inoltre è da notare che se le prove dinamiche hanno una buona affidabilità nei terreni incoerenti son di molto dubbia interpretazione nei terreni coesivi
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Ma possibile che in qualche Regione d'Italia non ci sia qualcuno che ha già applicato la normativa discutendo con la controparte e ci dica come è andata a finire?
Comunque ho scoperto che esistono metodi geofisici più economici di Vs(spt) e DH per valutare Vs30 Tutto sta a vedere se vengono accettati. Se gli Ordini dormono per quanto riguarda la creazione di uno standard di lavoro per le indagini ordinanza 3274...
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