Meno male vedo che più o meno la pensiamo alla stessa maniera.
Massimo il problema è che fatta la legge poi nessuno la rispetta, nel senso che: detto che agli Enti Locali spetta la pianificazione di emergenza (Dlgs 112/98) non si dice nulla sui tempi e sull'inosservanza dell'applicazione, però allo Stato spetta l'emanazione delle linee guida da inviare alle Regioni, cosa che hanno fatto ma a loro volta non hanno vigilato sul fatto che tutte le Regioni dovevano emanare le linee guida per la pianificazione di emergenza di Province e Comuni, quindi lo Stato non si può tirare fuori da questa situazione. A ciò si sono aggiunti una serie di sovrapposizioni normative nazionali, come gli indirizzi operativi emanati dal primo governo Berlusconi, che nel caso di rischio idrogeologico rimandano gran parte delle competenze alle Regioni saltando le Provincie.
Alla fine alcune Regioni che si sono premunite di fare chiarezza con leggi regionali hanno delegato qualcosa alle Province e definito meglio i ruoli degli Enti Locali. La Regione Abruzzo addirittura non ha ancora recepito il Dlgs 112/98!! Infatti nella datata legge regionale di Protezione Civile del 1985 si parla solo di Piano di emergenza regionale poi non previsto con il Dlgs 112/98.
Forse la Regione Abruzzo ha sempre ritenuto inutile l'apporto delle Province in materia di Protezione Civile, infatti a dispetto di quanto il Dlgs 112/98 diceva in materia di indirizzi per la pianificazione di emergenza che assegnava il compito alle Regioni, non ha mai emanato gli indirizzi operativi per la pianificazione d'emergenza provinciale.
Ultima modifica di Alex-64; 20/04/2009 15:49.