Cari Vega e Grefogeo,
ho letto con attenzione le vostre parole e vi ringrazio.
Ringrazio te, Vega, per il tuo sensato consiglio.
Ringrazio te, Grefogeo, per le interessanti osservazioni che hai espresso sulla comunicazione mediatica.
Non sono Geologa ma insegno Tecniche di Comunicazione interpersonale e di Comunicazione di massa.
Se vi può interessare...vi dico che esiste la realtà e la schiuma della realtà.
La realtà è gestita da pochi, e la schiuma della realtà viene fornita ai molti, alle persone...e viene spacciata proprio per realtà.
Questo per dirvi che...esiste un'evidente discrepanza tra ciò che è e ciò che sembra. Ed è proprio sull'inquietudine, che emerge nella differenza tra i due stati, che ho deciso di approfondire la mia ricerca.
Nel caso del mio Abruzzo, lo sciacallaggio mediatico - A MIO PARERE - ha spostato l'asse dell'attenzione (e lo ha fatto seguendo le regole della comunicazione mediatica ad hoc) da un punto rilevante: perchè non ammettere che prevenire e creare una cultura della prevenzione (con tutta la gestione del panico nell'emergenza che ne deriva) non è semplice perchè non si è capaci di farlo????

Non mi prendete per matta ma la soluzione - da cultrice della mia materia - è una: si dovrebbe lavorare tanto sul ruolo della Comunicazione e della Trasparenza. Il panico, i facili allarmi, le fobie e le leggende metropolitane hanno una comune radice: l'ignoranza.
Se c'è buio nella mente, si brancola.
Se c'è luce, chiarezza, si sa come agire e prevenire.

E' più facile applaudire al post-soccorso...piuttosto che rilevare la totale assenza di una cultura alla "luce".

a.