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compito (e responsabilità) del progettista definire il piano delle indagini e delle prove geotecniche (giustamente) visto che solo egli ne può e deve definirne la quantità, l'importanza e la tipologia in relazione dell'incidenza dell'opera edile che ha progettato. mah, la tipologia e quantità non sono necessariamente da definire in funzione dell'opera ma certamente in funzione del territorio in cui si costruisce. Nei casi più comuni sono le considizioni territoriali e non l'opera a incidere sulle scelte. Se non si riconoscono certi aspetti del territorio non si comprende nemmeno la necessità di fare un sondaggio invece che basarsi solo su prove penetrometriche. Per la scelta di quante e quali indagini fare, dove eseguirle (altra cosa importantissima) e quanto estenderle in profondità, è meglio un geologo, d'altra parte è quello che facciamo sempre e che non fanno praticamente mai gli altri. Viste le parcelle del progettista e quella che spetta al geologo non mi dispiace che sia il primo ad assumersi la maggior parte delle "responsabilità"
Le parcelle possono anche essere un pò aggiornate. Maggiori responsabilità, maggiori onorari. 3) le indagini come la stessa normativa specifica devono essere certificate da ditte iscritte al Ministero dei Trasporti etc etc. Questo è stato fortunatamente (anche per i clienti) superato da sentenza del TAR. E' possibile quindi per ogni geologo continuare ad eseguire tutte le indagini che di solito esegue.
Ultima modifica di Ale_m; 26/04/2009 19:53.
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Le parcelle possono anche essere un pò aggiornate. Maggiori responsabilità, maggiori onorari. E molto, molto più lavoro...
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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concordo! questo è il nocciolo del discorso: nuove procedure, logiche differenti e risvolti non così immediati! Manca ancora la sensibilità e la dimestichezza procedurale oltre che un'idea immediata del risultato atteso... a mio parere dobbiamo lavorare sodo in questa fase!
saluti, agi
questo aspetto è, e deve essere al momento, scevro da questioni di competenze. Si deve creare un clima di carattere esclusivamente tecnico, scientifico e culturale che affronti con metodo l'approccio geotecnico che viene prescritto da questa normativa al fine di capirne i risvolti e analizzarli a fondo. Stanno nascendo troppi banali software che fanno "castronerie". per esempio faccio notare che, nelle fondazioni superficiali, se in campo statico l'approcco 1 e 2 sono simili tra loro, in campo sismico portano a risultati nettamente diversi. Il perchè alla prossima, se interessa... m.
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Gazie del consiglio....mi farebbe piacere se inviassi quei modelli da te detti. ti do la mia e.mail; galassomichele@hotmail.com grazie
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Non ci prendiamo in giro, fino ad ora tu con la vecchia normativa ne avrai fatte di relazioni (non dico perizie perchè vdo che sei permaloso) vista la tua esperienza e penso che non sia caduta nessuna delle tue opere e non dirmi che hai fatto sempre le indagini fino a 30 metri con trelative prove di laboratorio...come non penso che un committente ti affidi un budget da te definito per fare la relazione con relative indagini..,tranne che se non stai in Italia, quindi non prendiamoci in giro. io volevo solo sapere se anche con la nuova normativa è possibile "arraggianci" per farci almeno pagare la relazione...quindi non fare il permaloso e il saccente, so benissimo le indagini che si devono fare da manuale, ma quando non ci sono i soldi che fai? Poi se nella tua città tutti hanno soldi a disposizione ( secondo loro da buttare, ma è chiaro che io non sono d'accordo) dimmelo che mi traferisco lì a lavorare. Scusa per lo sfogo ma almeno tra noi non dobbiamo essere presuntuosi...cerciamo di aiutarci e non di fare ancora i professori con gli alunni....che come sarà capitato anche a te l'università è anni luce distante da un cantiere o dalla mentalità ignorante della gente!!!
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Le parcelle possono anche essere un pò aggiornate. Maggiori responsabilità, maggiori onorari. E molto, molto più lavoro... Il lavoro è molto di più sicuramente ......  e più ci si addentra nelle problematiche più aumenta! Ma chi dovrebbe aggiornare le parcelle? l'ordine?  mi sa attualmente la categoria abbia dei problemi più urgenti da affrontare e risolvere! ma se anche avvenisse un aggiornamente del tariffario sarebbe valido per i lavori pubblici! con i privati il discorso non vale e non vedo soluzione! è un problema vecchio quanto l'ordine dei geologi! la sua risuluzione non è stata mai possibile e mai lo sarà! saluti, agi
Ultima modifica di agi; 27/04/2009 12:19.
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[/quote] questo aspetto è, e deve essere al momento, scevro da questioni di competenze. Si deve creare un clima di carattere esclusivamente tecnico, scientifico e culturale che affronti con metodo l'approccio geotecnico che viene prescritto da questa normativa al fine di capirne i risvolti e analizzarli a fondo. Stanno nascendo troppi banali software che fanno "castronerie". per esempio faccio notare che, nelle fondazioni superficiali, se in campo statico l'approcco 1 e 2 sono simili tra loro, in campo sismico portano a risultati nettamente diversi. Il perchè alla prossima, se interessa... m. [/quote] L'interesse non può mancare!  Illuminaci! Se i due approcci (1 e 2) conducono a risultati così diversi tra loro in campo sismico come mai non è consigliato l'utilizzo di un approccio piuttosto che di un altro? Invece si possono usare indiscriminatamente! saluti, agi
Ultima modifica di agi; 27/04/2009 12:26.
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Cerco la sintesi... Nell'approccio statico i valori sollecitativi relativi a A1 Cb2 sono moltiplicati per A2 che è < A1. Le resistenze M2 e R2 sono maggiormente penalizzate che quelle M1 e R3. Alla fine in CAMPO STATICO i due approcci spesso danno risultati simili. In CAMPO SISMICO A1=A2=1.0, ovvero la sollecitazione è sempre la stessa. SE M2eR2 < M1eR3, è naturale che l'approccio 1 Cb2 dia dei risultati più penalizzanti. Vi sono delle differenze sostanziali. Detto così è semplice ma ho fatto varie simulazioni e il tutto inoltre si complica, con altri risvolti, se aumentiamo M tenendo fisso N. Io sono un sostenitore dell'approccio 1, ma va da se che nella taratura dei CS italiani vi è stata poca accortezza. Sto pensando a una pubblicazione in tal senso. Non rubatemela  marco
Ultima modifica di Ing. Marco Franceschini; 27/04/2009 13:22.
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Sei un sostenitore dell'approccio 1 combinazione 2 in quanto conduce a situazioni più penalizzanti? ritieni sia meglio utilizzare una combinazione più severa nei confronti del dimensionamento geotecnico a causa della variabilità dei parametri geotecnici? Perchè non rendere più severo il dimensionamento strutturale delle opere? Insomma perchè secondo te è preferibile l'approccio 1? solo per una questione di risultato cautelativo (che di per se cmq rappresenta un buon motivo)? E' il caso di essere così conservativi? Visto che hai trattato numerosi casi hai quantificato (in linea generale) la differenza percentuale derivante dall'impiego dei due approcci? Come vedi dalle domande puoi stare tranquillo! La tua pubblicazione è al sicuro!  saluti, agi
Ultima modifica di agi; 27/04/2009 13:39.
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Io sono un sostenitore dell'approccio 1 NON perchè più cautelativo ma perchè più corretto. Tieni conto che io sono sostenitore di un approccio tipo EC7, quindi con ceofficienti R3 molto più ridotti e una analisi cedimenti più rigorosa. Sono d'accordo sull'A1 Cb2 in quanto prevede l'approccio coerente ai coefficienti parziali in quanto parzializza la resistenza dei materiali così come per gli altri materiali. L'approccio 2 è una eccessiva semplificazione del metodo che non rispetta la filosofia dei coefficienti parziali.
Poi quello più cautelativo o meno poco importa, basta tarare in modo diverso gli R3.
marco
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