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quindi come dici te con 700 euro tu riesci a guadagnare e a farci anche le prove? e che prove ci fai? e che sismica? ma scusate in che parte del mondo lavorate? (sia chiaro che 700 euro sono senza cassa e iva,in nero, altrimenti è impossibile)...
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Prove penetrometriche e misure dei microtremori non sono poi così costose! ed io non avendo macchine devo anche affidarmi ad altri studi. In nero!? per me quasi non esiste! Cmq ripeto 700 euro sono anche buone ed una o due penetrometrie si riescono a fare...(per i microtremori ci vuole un po' di più) nel sud c'e chi ti fa la relazione con 400 euro ovviamente senza indagini. Proprio per questo non mi piace che passi l'idea che lavorare così è corretto...legittimando ad omettere le indagini si incentiva ancora di più la schiera di furbi che da sempre lavora così provocando un continuo ribasso dei prezzi (pur di lavorare...). Se invece tutti ci impegnassimo a garantire uno standard qualitativo alto anche i prezzi potrebbero migliorare.
In ogni caso questo è solo il mio umile pensiero...io non sono certamente in grado di modificare le cose, ma nel mio piccolo preferisco guadagnare un po' di meno e lavorare bene. Così ho la coscienza a posto.
Katiuscia
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Cara Katiuscia, purtroppo questi 400 euro di cui tu parli sono in nero e quindi valgono 800 fatturati...
Per il resto hai ragione anche io mi comporto come te, perchè la gratificazione è enorme rispetto a chi usa solo dati bibliografici e non si pone mai davanti a problemi reali giungendo presto a disaffezione e poca stima del suo lavoro.
Comunque per non andare OT affermo che soddifare la nuova normativa volendo continuare a regalare la geotecnica ed ora la sismica diventa troppo oneroso ma al ribasso non pare ci sia limite.
Ultima modifica di massimo trossero; 29/04/2009 05:39.
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Molte volte chi fa la relazione senza indagini si dà la zappa sui piedi. Alcuni progettisti già bollano questi geologi come di serie B (" quello è un geologo che non fa indagini"), inoltre spesso si limitano a fare relazioncine e non approfondiscono la materia, in pratica si autolimitano. La sensibilità sul nostro lavoro sta aumentando quindi anche la qualità della critica. Quindi Katiuscia Ti suggerisco di andare avanti così.
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Sinceramente io sono diversi anni che vado affermando che fino a quando non sarà obbligatorio che siano solo imprese iscritte alla CCIIA e REA ad eseguire le indagini (togliendo è vero un po' di pane a tanti professionisti che con il loro penetrometrino dinamico leggero e una stesina di sismica si fanno di tutto e di più) la qualità della categoria non potrà emergere, perchè sempre saremo costretti a combattere con chi ha preso questo mestiere più come una missione. Con la legge 1086, nonostante quello che comunque avviene, la qualità del costruito ha fatto passi avanti rispetto al far west che c'era prima, quindi anche per noi geologi e geotecnici potrebbe migliorare allorquando fossimo i progettisti del controllo, anzichè gli esecutori dello stesso, andando palesemente in conflitto di interessi. Può darsi che non sia stato sufficientemente chiaro, comunque per un'idea più completa potete seguire il seguente link: http://www.geologitoscana.it/Varie/Comunicati/Comunicati%202004-2006/Gambetta.pdf
Impara l'arte e mettila da parte!
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[quote=Gianni Gambetta Vianna]Sinceramente io sono diversi anni che vado affermando che fino a quando non sarà obbligatorio che siano solo imprese iscritte alla CCIIA e REA
E' già obbligatorio, l'esecuzione di indagini è comunque una attività di impresa; però se uno si porta nell'auto un piccolo penetrometro dinamico leggero o un penetrometro tascabile o uno strumento di simica a rifrazione o un freatimetro o qualsiasi altro piccolo strumento che serva a confermare i dati o le osservazioni di campagna già in possesso secondo me non può configurarsi come attività di impresa, ma come strumenti del professionista come un teodolite o altre strumentazioni di topografia spicciola.
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Io spero che venga reso obbligatorio per i professionisti e le imprese, di rivolgesi a terzi per indagini e prove, mettendo cosi' fine ad uno sconcio che abbiamo solo in Italia.
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E' vero, si lavorerebbe di più tutti, ma i costi sarebbero maggiori e il risultato potrebbe essere un aumento delle relazioni geologiche bibliografiche, quindi in molti casi carta inutile. Non è semplice!!; occorrerebbe rendere obbligatorie le indagini ma quali? in quali situazioni?, rimane solo la responsabilità del progettista e del geologo per rendere un lavoro valido qualitativamente.
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Concordo in toto con Geodesi. La questione è delicata e irrigidirla con prove obbligatorie potrebbe generare la realizzazione campagne geognostiche, non solo inutili e costose, ma, scusate la malignità, mirate al guadagno dell'esecutore! Mi è capitato di vedere una indagine di caduta massi con 3 sondaggi fatti alla base del pendio e nessuna ispezione geomeccanica visisva in parete....o indagini assolutamente inutili in relazione al metodo di calcolo adottato dal progettista! Certo non credo sia la norma, ma essite anche questo! Credo che la responsabilizzazione del progettista o del geologo per tale scelta sia la cosa migliore: un geologo navigato o conoscitore di un determinato sito può non richiedere prove particolari (ovviamente commisurato all'entità e natura dell'opera). Un novellino o geologo non autoctono, per raggiungere un sufficiente grado di conoscienza, può richiedere alcune prove! Poi bisogna distinguere le varie tipologie di applicazione: edilizia, strade, frane in terra, crolli in roccia etc... Purtroppo in Italia la responsabilità non sempre viene attribuita. La qualità nasce anche da questo. Una mia personale sensazione è quella che su opere importanti come il consolidamento di costoni rocciosi, la responsabilità sia effettivamente minore (anche se teoricamente maggiore) rispetto, ad esempio, ad un danno causato da infiltrazioni d'acqua in una casa di civile abitazione! Per quest'ultimo punto forse mi sbaglio, fortunatamente non ho mai dovuto sperimentare sulla mia pelle!
Ultima modifica di Ramezza; 29/04/2009 13:16.
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