finalmente ho avuto un pò di tempo per sfogliare gli articoli con i modelli teorici dell' INGV di bologna:


Forse vale la pena aprire un thread a parte, molto sinteticamente comunque, il modello può soffrire dei limiti inerenti alle ipotesi di partenza, si basa sul concetto di clustering, o raggruppamento spazio-temporale, e non solo spaziale, ossia zone sismogenetiche, anche nel tempo, cioè vi sono periodi 'caldi' nei quali gli eventi sismici sono più frequenti e hanno luogo nella stessa area.
Il modello è antitetico a quello di gap sismico di McCann, secondo il quale dopo un evento forte segue un periodo più o meno lungo di riposo.
Le cartine negli articoli non predicevano esattamente il recente sisma come il più probabile, questo era tuttavia nella lista dei probabili assieme alle zone sismogenetiche che tutti conosciamo.
L'argomento è molto interessante e credo meriti di essere approfondito a parte.
Va dà sè che la presunta maggiore probabilità nei prossimi anni in Abruzzo-Marche-Umbria non esclude assolutamente l'occorrenza di un forte sisma nelle altre regioni italiane, specie quelle ad elevato rischio.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)