Scusa ma il post sottointende troppo.
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Fonte: La Sicilia 03/05/2009 -
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Due famiglie costrette a lasciare le rispettive abitazioni perché la temperatura del pavimento aveva toccato gli 88 gradi. Durante gli scavi attorno alla casa usciva vapore acqueo e la temperatura era di circa 70 gradi centigradi
RIESI. Nel pavimento dell’abitazione della famiglia Fiandaca, ubicata in via Mazzini al n° 2, la temperatura ha toccato il picco di 88 gradi centigradi, mentre all’esterno dell’immobile - dopo gli scavi effettuati per verificare lo stato del condotto elettrico - usciva continuamente del vapore acqueo e la temperatura era di circa 70 gradi centigradi. Una situazione ancora in fase di accertamento presso l’Istituto di geofisica e vulcanologia di Palermo, i cui esperti sono arrivati ieri mattina per prelevare dei campioni di terreno e sottoporli ad analisi, ma che da giovedì notte arreca forte preoccupazione ai cittadini di Riesi e ai proprietari dell’immobile: i coniugi Calogero Fiandaca e la moglie Gaetana (che vivono al piano terra), e la figlia Maria Tina che divide l’appartamento al piano superiore con il marito Giuseppe Anzaldi e con i figli Salvatore e Calogero.
Ieri mattina a riassumere con la voce strozzata dalla preoccupazione la vicenda è stata direttamente la signora Maria Tina: «Dentro l’appartamento, e precisamente qui al pianoterra, abbiamo la cucina e il salotto. Avvertiamo da circa una settimana un forte calore proveniente dalla pavimentazione. Abbiamo aspettato diversi giorni sperando che il problema fosse soltanto momentaneo. E invece giovedì mattina dentro l’appartamento la temperatura era insopportabile, sono arrivata dal mio negozio e mi sono molto preoccupata. Abbiamo avvertito l’Enel, chiamato i tecnici del metano, i carabinieri e poi i vigili del fuoco. Questo per noi è un dramma che ci demoralizza terribilmente, perché la nostra casa è in pericolo».
Da quello che hanno riferito i tecnici che sono intervenuti in queste ore, sembrerebbe che la situazione sia comunque sotto controllo. «Dal nostro punto di vista - ha spiegato il dott. Claudio Scaletta, incaricato dall’Istituto di geofisica e vulcanologia di Palermo - non ci sono evidenze che lasciano presagire problemi in corso, ed escludiamo qualsiasi tipo di fenomenologia naturale in atto. Dai primi accertamenti non rileviamo dati che possano mettere in evidenza pericoli per la popolazione e non ci sono fenomeni imminenti, in corso o potenziali. La situazione è molto puntiforme - ha precisato l’esperto - per essere considerata legata ad un problema geologico, la zona è limitata e ci sono dei punti di temperatura diversa. Abbiamo preso dei campioni che analizzeremo per scrupolo, ma non abbiamo motivo di dubitare delle nostre deduzioni».
Un parere simile è stato esternato dal funzionario della Protezione civile di Caltanissetta,
Michelangelo Miccichè: «Aspettiamo il risultato delle analisi dell’Istituto di geofisica, ma
escludiamo problemi. Nonostante ciò, è interessante rivelare qual è la causa del surriscaldamento
che al momento non ha trovato spiegazione. E’ probabile - ha aggiunto - che avvieremo delle
ulteriori analisi quali la tomografia per verificare la situazione relativa ad eventuali cavità». Sulla
stessa linea di pensiero la geologa Maddalena Palermo: «Penso si tratti di un’anomalia termica
perché è un surriscaldamento localizzato e non esteso. Ovviamente è necessario monitorare la
temperatura e verificare l’origine del calore. Aspettiamo al momento le analisi dell’Istituto di
geofisica». In queste ore il sindaco Salvatore Buttigè è stato costantemente vicino alla famiglia
Fiandaca. «Il sindaco - ha detto Maria Tina Fiandaca - è stato giorno e notte al nostro fianco,
cercando di allertare tutti gli esperti in materia». Ha aggiunto il marito, Giuseppe Anzaldi: «Il primo
cittadino ci ha suggerito di trovare fino a lunedì una sistemazione provvisoria e nel caso di ritardi
dei risultati delle analisi ci ha rassicurato, garantendoci una sistemazione provvisoria».
Intanto le ultime verifiche termiche effettuate nell’abitazione, alle ore 18:30 di ieri, rilevavano una temperatura di 60 gradi centigradi interni e 51 esterni.
LINO ALAIMO