Ciao,
a me è capitato un qualcosa di simile.
C'era una volta una cava a fossa per estrazione di ghiaia.
Ovviamente l'estrazione è stata molto più estesa e profonda del previsto (inizio anni 90).
Intervengono gli organi preposti e bloccano la coltivazione intimando il recupero ambientale dell'area (modalità R3 o R5 non ricordo)
A tal proposito, per ritombare viene ritenuta idonea (previo test di cessione, esami chimici, ecc) la loppa d'altoforno.
Successivamente tale materiale viene dichiarato non più idoneo e viene intimata una caratterizzazione preliminare per presunto inquinamento (Ex DM 471), poi nel tempo tutti gli altri passaggi tecnici di cui al Dm 471 (allora vigente), piano definitivo, ecc. Ne deriva alla fine che, pur non essendoci percolato nocivo, il materiale (loppa) andava rimosso integralmente e sostituito da terreno vegetale.
All'inquinatore viene intimata la bonifica.
La ditta di costui "miracolosamente" dichiara fallimento e l'onere della bonifica ricade in capo al proprietario della terreno, il quale, la esegue dopo aver sborsato molte migliaia di euro (meno male che aveva la disponibilità).
Tutta la diatriba è durata circa 12 anni, sono stati coinvolti 2 geologi, 1 chimico, 1 biologo, 1 geometra e 1 ing. e non ricordo quanti avvocati. Ci sono stati 2 processi, non so quanti ricorsi e il terreno ha subito una svalutazione di circa il 75%.
Meditate, in Italia la legge premia i furbastri...


Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)