Beh mi sembra che ultimamente parlare di prevenzione fosse vietato, sono addirittura stato indicato come assassino in un forum in cui si esaltava giuliani.... .
Se si riesce a fare un discorso serio, allora:
a) Studio geologico-ambientale del territorio. Ma intendo territorio nella sua dinamicità, ossia flussi di materia ed energia in continua trasformazione e "movimento". In poche parole intendo l'analisi dei cicli: acqua, suolo, sottosuolo,aria. Il clima ed il fattore antropico influiscono sui cicli naturali quantitativamente (es, suolo, falde,)e qialitativamente (inquinamento aria, acqua,suolo, sottosuolo etc).
b) Solo con uno studio del genere (ovviamente è scontato che c'è anche il rischio sismico, vulcanico, etc) si può partire con una pianificazione e gestione del territorio su basi di una PREVENZIONE non solo geologica in senso stretto ma ambientale.
c)tornando allo specifico del sisma è chiaro: microzonazione ed effetti locali= regolamento urbanistico= messa in sicurezza. Il problema non è solo economico (esiste la tecnica e tecnologia per mettere in sicurezza i centri storici del paese) ma di organizzazione. Le aree a rischio in cui gli interventi di mitigazione comunque tengono alto il livello di pericolo (come il vesuvio O alcune zone alluvionali) DEVONO essere semplicemente vietate in modo assoluto all'antropizzazione. Occorre da subito cominciare a delocalizzare. I piani regolatori devono per la prima volta.. prevedere a vietare qualunque attività umana e delocalizzare ilpreesistente. Ovviamente sono progetti a lungo tempo. così spalmate le spese sarebbero contenute, meglio di una bella ignimbrite campana...


Il vero coraggio è come un aquilone, il vento contrario lo fa salire più in alto