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Vedi annan noi siamo di fronte a una palese inadeguatezza delle strutture e della pianificazione territoriale.....quindi? Prima o poi qualcuno deve pur uscire dal brodo primordiale, prima o poi bisogna incominciare a fare le cose in modo corretto.
Ora stando in Italia le cose le facciamo poi e il poi ci è costato abbastanza mi pare, penso che i tempi siano maturi per voltare pagina.
Se si continua a discutere su premonizioni e apparizioni non caveremo un ragno dal buco e sarà solo questione di tempo perchè tutto succeda nuovamente.
Bisogna entrare nell'ottica che pianificazione territoriale e microzonazione sismica e risposta sismica locale devono diventare le parole d'ordine del nostro pensare e agire.
I geologi si devono svegliare, devono richiamare con forza le loro competenze e il loro ruolo in questa catena, troppo tempo siamo stati silenti e accondiscendenti per non dire inascoltati e sottovalutati.
A un corso di febbraio a Pescara, si parlò chiaramente della pericolosità sia per ricorrenza dell'accadimento che per magnitudo, delle faglie aquilane, un evento sismico del genere era atteso (bada bene non previsto), ma qualcuno aveva recepito?
Il cittadino si deve spendre in questo, nel comprendere di chi sono le competenze e di chi sono i doveri dell'intervento, l'opinione pubblica deve ora più che mai appoggiare i geologi nella loro appropriazione di ruoli e competenze perse o mai avute.
Quindi poneteci domande su cosa fare per la prevenzione e su cosa sta accedendo a livello istituzionale.
ciao
Ultima modifica di Stefano Tucci; 13/06/2009 13:51.
L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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