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Volevo spostare l'attenzione su tutti quegli insegnamenti che sono peculiari della nostra professione, materie che solo noi geologi siamo in grado di studiare seriamente e che ci qualificano professionalmente agli occhi di tutte le altre categorie: parlo di esami come Rilevamento geologico, Idrogeologia, Geomorfologia applicata, etc.
Sono perfettamente d'accordo che la preparazione di base sia importantissima: non per niente ho degli amici professori universitari che mi confessano che con il nuovo corso di laurea escono fuori laureati che purtroppo hanno scarsa preparazione in Fisica, Matematica, etc, a causa del dimezzamento delle ore del corso. Però secondo me non dobbiamo trascurare anche le materie applicative, perchè altrimenti, tra qualche anno, non ci sarà più nessuno in grado di cartografare, rilevare, insomma fare quello che SOLO il geologo è in grado di fare. E' inutile che ci sforziamo di competere con gli Ingegeneri geotecnici, studiando per conto nostro testi e testi di Scienza delle costruzioni, quando invece il nostro lavoro (che purtroppo siamo i primi a sottovalutare) è quello di rilevare le formazioni, di cartografare, di caratterizzare il terreno di fondazione e fornire tutti i parametri geotecnici che occorrono al progettista: vi pare poco ? Ma i neolaureati sono in grado di fare ciò ? E' inutile che gli facciano fare esamini light (per un totale di 24 ore !) sui GIS e su altre cose che poi non metteranno mai in pratica (parlo chiaramente per chi abbia in mente poi di fare la libera professione).

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Originariamente inviato da Maur80:
Preparazione universitaria? Qualche mese fa dovevo studiare da un testo di circa 400 pag, ma il prof si accontentava che ognuno di noi studiasse solo un paragrafo. la parte che spettava a me era lunga 6 pag (figure comprese!)
No comment!
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Questi esami da noi verrebbero chiamati "Buffonata1", "Buffonata2"...

Sono perfettamente d'accordo con tutti quelli che sostengono la presenza di esami di matematica e di Fisica! Lo so che presi singolarmente sono esami abbastanza atroci da affrontare ma mi rendo conto che un geologo con una buona preparazione matematica e fisica sia in grado di affrontare un maggior numero di problemi e con una prontezza maggiore. A parte la conoscenza delle "formule" queste materie aiutano ad avere una maggiore elasticità mentale. E poi mi pare che la geologia non viva proprio in un mondo distaccato da queste discipline ma anzi viva in parte su queste.
Sia ben chiaro che non voglio far di tutta l'erba un fascio: ci sono anche esami in cui ho dovuto (e dovrò ) sudare. Credo che molto dipende dalla serietà-professionalità del docente. Eppure i prof spesso sono gli stessi che insegnano nei corsi di fisica, matematica,ingegneria, quindi non so cosa pensare...

L'importanza delle materie fisico-matematiche? Beh, l'esame in questione era proprio Fisica III

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Originariamente inviato da Antonio Menghini:
.... parlo di esami come Rilevamento geologico, Idrogeologia, Geomorfologia applicata, etc.
....trascurare anche le materie applicative, perchè altrimenti, tra qualche anno, non ci sarà più nessuno in grado di cartografare, rilevare, insomma fare quello che SOLO il geologo è in
.... (che purtroppo siamo i primi a sottovalutare) è quello di rilevare le formazioni, di cartografare, di caratterizzare il terreno di fondazione e fornire tutti i parametri geotecnici che occorrono al
.... sui GIS e su altre cose che poi non metteranno mai in pratica (parlo chiaramente per chi abbia in mente poi di fare la libera professione).
Francamente resto basito quando, nel 2005, leggo certe affermazioni.
Idrogeologia richiede solide basi matematiche.
Il rilevamento geologico: se applichi un minimo di geologia strutturale, richiede solide basi matematiche.
Geotecnica, idem.
Ed il GIS.... perchè mai un libero professionista non dovrebbe utilizzarlo? Ne conosco parecchi che campano di GIS (e molti lavori ne ho fatti pure nel mio studio).

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who wants it well-done, and who wants it raw :rolleyes:

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luli
Utente # 2142 inviato 09-03-2005 18:57
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ma avete per caso idea di cosa si faccia oggi alla scuola media e superiore? certo il problema è luniversità. Ma vi assicuro che anche nelle tappe che la precedono c'è da rabbrividire.
Per caso Luli insegni? E' quello che mi ripete spesso mia moglie ricordando i suoi studi.....

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Originariamente inviato da Antonio Meneghini:
E' inutile che ci sforziamo di competere con gli Ingegeneri geotecnici, studiando per conto nostro testi e testi di Scienza delle costruzioni, quando invece il nostro lavoro (che purtroppo siamo i primi a sottovalutare) è quello di rilevare le formazioni, di cartografare, di caratterizzare il terreno di fondazione e fornire tutti i parametri geotecnici che occorrono al progettista: vi pare poco ?
A me pare molto, purtroppo temo che sia un pò poco per permettere a tutti quanti siamo di mettere insieme il pranzo con la cena.

Per quanto al fatto di sottovalutarsi, io non sono un granchè daccordo con quello che affermi, sul mercato la domanda e la relativa valutazione quali/quantitativa di una prestazione è legata alle dinamiche del mercato e non all'autostima dei singoli offerenti.

Per quanto riguarda il GIS, voglio far presente che quasi la metà dei miei ex compagni di corso hanno trovato un'occupazione fissa proprio grazie ai corsi che a suo tempo istituì l'Università di Siena. Attualmente, se si escludono borsisti e dottorandi) gli unici ad aver trovato un'occupazione fissa grazie alla laurea in geologia lavorano in società e/o enti come operatori GIS.

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Per quanto riguarda il GIS, voglio far presente che quasi la metà dei miei ex compagni di corso hanno trovato un'occupazione fissa proprio grazie ai corsi che a suo tempo istituì l'Università di Siena. Attualmente, se si escludono borsisti e dottorandi) gli unici ad aver trovato un'occupazione fissa grazie alla laurea in geologia lavorano in società e/o enti come operatori GIS.
Con qualche eccezione, che comunque, in effetti, non modifica il panorama generale italiano a riguardo dell'impiego del geologo nella P.A. come ha sostenuto il Prof. Pietro Antonio De Paola nell'intervista con Mario Tozzi, forse si riferiva al caso Emiliano o di qualche altra Regione del nor-Italia dove tra l'altro sono in numero sufficiente e non sovrabbondante come qualcuno sostiene.
Guarda quanti geologi lavorano al solo Servizio Geologico della Regione Emilia Romagna, in più (sempre in Emilia) molti lavorano presso le Province, i Comuni, le Autorità di Bacino, negli Uffici Provinciali degli ex Geni Civili, nelle Comunità Montane, nei Parchi, ecc., ne ho conosciuti tanti e alcuni ex compagni di corso ora spuntano fuori che lavorano presso qualche Ente, li mi hanno detto che un forte impulso lo ha dato il D.L. 180.
Ah ecco il sito:
http://www.regione.emilia-romagna.it/geologia/organiz.htm#per

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Ho fatto l'esempio del GIS non perché ce l'ho con questo valido strumento di studio, ma con il modo con il ,quale spesso viene usato, nel senso che dovremmo riflettere un po' di più sui dati che inseriamo nei GIS: mi è capitato di verificare come vengono condotti i mega-studi a carattere provinciale e regionale: si tratta quasi sempre di dati obsoleti, che derivano da ricerche condotte magari trent'anni fa. Prendiamo il caso dei dati geologici: ha senso digitalizzare il 100.000 per poi pretendere di ricavare di tutto e di più ? Ha senso fare studi idrogeologici inserendo, come permeabilità, quella che si trova sulle tabelle del buon Celico ? Fare modelli idrogeologici utilizzando le porosità efficaci di letteratura (si e no saranno un paio di tabelline) ?
Secondo me anche un diplomato è in grado di far girare il GIS, mentre SOLO il geologo è in grado di fornire dati validi e controllati, frutto di un lavoro sul campo. Lo so che è più comodo far girare tutti quei programmini col c..o incollato alla sedia, ma vi pare possibile che, nel 2005, ancora dobbiamo andare avanti con i dati di letteratura ?
E' questo che intendo per approfondimento delle materie applicative: la geologia si fa sul terreno, punto e basta. Che me ne faccio delle carte informatizzate, belle a vedersi, che se le sovrappongono al tematismo tal dei tali, ci tiro fuori ogni cosa, quando poi i dati non sono stati minimamente controllati sul terreno ? Mi è capitato di imbattermi in "frane fantasma" segnalate sul PAI delle Autorità di Bacino, perché erano state cartografate solo da foto aeree, senza alcuna minima verifica sul territorio !
Riguardo poi alla sottostima del nostro lavoro intendevo dire che potremmo tutti guadagnarci onestamente da vivere se solo la nostra fatica venisse valutata in maniera onesta. Il fatto che con la "caratterizzazione" del sedime non ci si campa e dovuto solo e unicamente al fatto che la maggior parte dei colleghi (sono perfettamente d'accordo che la colpa è del mercato) è costretta a minimizzare se non ad annullare le prove in situ, per essere competitivi: ma questo appunto vuol dire guadagnare poco o nulla su un campo dove non avremmo concorrenza.
Il dramma è che spesso siamo proprio noi geologi a calar le braghe, svalutando l'utilità delle prove in situ, perché al progettista occorrono i dati alla svelta e a buon prezzo !
Lo so poi che Matematica sta alla base di tutto, infatti io intendevo dire che, invece di dimezzare le materie fondamentali, sarebbe il caso di fare meno esami inutili ed approfondire le materie realmente applicative: ho esperienza diretta di neolaureati che, riguardo ai classici temi della capacità portante, dei cedimenti, etc. sanno poco o nulla ! Ed io che mi aspettavo di imparare da loro cose nuove !
Infine una riflessione sul GIS: non vorrei dire una baggianata, ma sono quasi sicuro che tra tutti i colleghi della Provincia di Viterbo, ci sarà al massimo uno che ci lavora: non possiamo permetterci di comparare i programmi adatti ! Per tale motivo dicevo che, secondo me, il GIS serve poco o nulla al professionista.

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A "calar le braghe" sono un pò tutti, dai geometri agli ingegneri passando per gli architetti, il problema sta nel volume di lavoro che il più delle volte è direttamente proporzionale alla quantità di competenze riconosciute alla singola categoria professionale (o che la stessa riesce ad arrogarsi).

Noi siamo cresciuti in numero ma non abbiamo saputo ampliare sufficientemente le nostre competenze, diversamente le altre categorie lo hanno fatto in maniera magistrale (i geometri hanno occupato gran parte del mercato relativo a 626-494 senza contare la topografia – che noi potremmo fare come e quanto loro, gli architetti si sono buttati molto sulla pianificazione e oggi masticano di GIS ben più di noi - che invece avevamo iniziato prima, ma i loro ordini fanno i corsi ed i nostri no, degli ingegneri non sto neanche a parlare, dico solo che ho visto due villette firmate da laureati in ingegneria informatica….)

Abbiamo poche competenze e tutte in ambiti caratterizzati perlopiù da uno scarso valore aggiunto (guadagno), non basta applicare e/o aumentare le tariffe per riuscire a "mangiare" tutti.

Se non riusciamo ad "invadere" nuovi campi e/o a crearci ex novo spazi di lavoro alternativi, difficilmente riusciremo a crescere in quantità ed in qualità (infatti ove manca la quantità difficilmente si riesce a lavorare su livelli qualitativamente adeguati e la % di ribasso diventa l'unica cosa che distingue un professionista da un altro).

Dobbiamo svincolarci dal modello del geologo tradizionale, essere più intraprendenti e qualche volta, xchè no, anche meno dubbiosi e più sfacciati nel pretendere che ci vengano riconosciute maggiori competenze.

Tutto quello che ci serve (oltre ovviamente ad una migliore formazione) è PIU' LAVORO.

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Quali sarebbbero queste nuove compentenze ??

Hai ragione sino ad un certo punto per attribuirci le nuove competenze perchè se poi in queste diciamo delle corbellerie allora ci screditiamo anche per il resto.

Antonio

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