Ho fatto l'esempio del GIS non perché ce l'ho con questo valido strumento di studio, ma con il modo con il ,quale spesso viene usato, nel senso che dovremmo riflettere un po' di più sui dati che inseriamo nei GIS: mi è capitato di verificare come vengono condotti i mega-studi a carattere provinciale e regionale: si tratta quasi sempre di dati obsoleti, che derivano da ricerche condotte magari trent'anni fa. Prendiamo il caso dei dati geologici: ha senso digitalizzare il 100.000 per poi pretendere di ricavare di tutto e di più ? Ha senso fare studi idrogeologici inserendo, come permeabilità, quella che si trova sulle tabelle del buon Celico ? Fare modelli idrogeologici utilizzando le porosità efficaci di letteratura (si e no saranno un paio di tabelline) ?
Secondo me anche un diplomato è in grado di far girare il GIS, mentre SOLO il geologo è in grado di fornire dati validi e controllati, frutto di un lavoro sul campo. Lo so che è più comodo far girare tutti quei programmini col c..o incollato alla sedia, ma vi pare possibile che, nel 2005, ancora dobbiamo andare avanti con i dati di letteratura ?
E' questo che intendo per approfondimento delle materie applicative: la geologia si fa sul terreno, punto e basta. Che me ne faccio delle carte informatizzate, belle a vedersi, che se le sovrappongono al tematismo tal dei tali, ci tiro fuori ogni cosa, quando poi i dati non sono stati minimamente controllati sul terreno ? Mi è capitato di imbattermi in "frane fantasma" segnalate sul PAI delle Autorità di Bacino, perché erano state cartografate solo da foto aeree, senza alcuna minima verifica sul territorio !
Riguardo poi alla sottostima del nostro lavoro intendevo dire che potremmo tutti guadagnarci onestamente da vivere se solo la nostra fatica venisse valutata in maniera onesta. Il fatto che con la "caratterizzazione" del sedime non ci si campa e dovuto solo e unicamente al fatto che la maggior parte dei colleghi (sono perfettamente d'accordo che la colpa è del mercato) è costretta a minimizzare se non ad annullare le prove in situ, per essere competitivi: ma questo appunto vuol dire guadagnare poco o nulla su un campo dove non avremmo concorrenza.
Il dramma è che spesso siamo proprio noi geologi a calar le braghe, svalutando l'utilità delle prove in situ, perché al progettista occorrono i dati alla svelta e a buon prezzo !
Lo so poi che Matematica sta alla base di tutto, infatti io intendevo dire che, invece di dimezzare le materie fondamentali, sarebbe il caso di fare meno esami inutili ed approfondire le materie realmente applicative: ho esperienza diretta di neolaureati che, riguardo ai classici temi della capacità portante, dei cedimenti, etc. sanno poco o nulla ! Ed io che mi aspettavo di imparare da loro cose nuove !
Infine una riflessione sul GIS: non vorrei dire una baggianata, ma sono quasi sicuro che tra tutti i colleghi della Provincia di Viterbo, ci sarà al massimo uno che ci lavora: non possiamo permetterci di comparare i programmi adatti ! Per tale motivo dicevo che, secondo me, il GIS serve poco o nulla al professionista.