Non conosco il libro da cui hai tratto il brano, ma qualcosa mi suona familiare, la storia del drago e degli alieni per intenderci, devo averla già sentita da qualche parte, comunque lo cercherò.

Più che altro a me è sembrato che non posso cucinare la mia bistecca con il fuoco del drago, ma tuttavia non rinuncio all'ipotesi che possa esistere (spero sia chiara la metafora) e se e quando lo incontrerò potrei anche usare il suo fuoco, in altre parole il testo mi sembre che suggerisca la sospensione del giudizio e non il rifiuto a priori. Noi conosciamo il nostro "mondo" attraverso i nostri sensi e ci siamo "inventati" i sistemi per "misurarlo". (a proposito suggerisco il libro "la misura del mondo", leggero, non "filosofico" ma multistrato)
Ma prova a pensare: se vivessimo in un mondo bidimensionale cosa penseremmo di qualcuno che ci parla della terza dimensione? e soprattutto cosa succederebbe se entrassimo in "oontatto" con la terza dimensione, come potremmo capirla? visualizzarla?, misurarla?. (l'idea non è mia è da "Flatlandia", curioso libro della metà dell'Ottocento, che si inserisce nel filone delle domande che da quel periodo arrivano dritte dritte fino alla relatività einsteniana ecc. ecc, per dire cioè che anche le idee più geniali sono figlie del loro tempo e che la ricerca scientifica non ha dogmi o non è ricerca scientifica).

A proposito di misure ripetibili mi sai dire che ore sono così "sincronizziamo gli orologi"?
A proposito invece di "filosofie strampalate" come la mettiamo con l'entanglement?, o più semplicemente con i numeri complessi, gli insiemi dei numeri reali e razionali che sono infiniti ma uno è più grande dell'altro, ecc. ecc. eppure è proprio su queste "stravaganze filosofiche" che la ricerca scientifica va avanti. L'antimateria, o la materia oscura, non sono solo l'argomento del film tratto dal libro di Dan Brown.

si può essere buoni geologi o buoni frequentatori di scienza in generale anche ponendosi domande un po' "strane", non trovi?

P.S.: si può anche discutere di temi a carattere, diciamo così, generale, confrontando serenamente le proprie capacità dialettiche e retoriche, senza insultarci?

Ciao, Oscar.


oscar moretti