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ecco le dichiarazioni per i pochi che non le conoscessero ,riassunte

I geologi Antonio Moretti(docente della facoltà di Scienze ambientali a L'Aquila e componente del gruppo nazionale Difesa dai terremoti) e l'ex direttore della carta geologica del Gran Sasso Leo Adamoli rimarcano una poco confortante relazione tra le principali faglie della zona.

Ossia ci sono tre faglie o strutture sismotettoniche
quella che parte da Amatrice e finisce ad Arischia (quindi zona vicino Montereale e Campotosto e come estrema propaggine Pietracamela) che è accoppiata con un'altra che parte dal Monte Pettino L’Aquila, Barisciano e Navelli
ed infatti è partito da qui il 5.8 e poi subito il 5.3 di Montereale (la scossa delle 19,49 )

non si era capito(per i non addetti ai lavori)che Montereale in vero non fa parte non della stessa struttura ma di una struttura gemella che si è attivata dopo il sisma dell'Aquila.

Da Montereale si è avuto solo 5.3 perchè, secondo Moretti,
già parzialmente scaricato nel 50(deo gratias!) col 5.5

altrimenti avremmo avuto sicuramente un botta più intensa !

Come si vede sono settimane il balletto continua
tra aquilano (o valle dell'aterno) e risponde l'altra struttura Gran Sasso in questo caso nella sua propaggine vicino Campotosto
ma non a tutti era chiaro che sono due strutture diverse sebbene collegate che si eccitano vicendevolmente(o una eccita l'altra) http://www.ingv.it/ ormai è proprio un botta e risposta!Sperando che il balletto continui senza contraccolpi e che abbiano già dato quello che dovevano dare.

Poi c'è la terza struttura quella di Sulmona che lavora sul fronte della Maiella ma cmq vicina abbastanza per risentire della deformazione provocata dal 5.8 dell'Aquila..
In genere c’è uno sfasamento di qualche anno e dipende dal tempo di rilassamento della astenosfera, il cosiddetto visco elastico (cosi' dice Moretti)

ossia in parole povere il tempo impiegato a secondo dei parametri strutturali e visco elastici affinchè la deformazione arrivi a toccare e premere caricandola ,la faglia che insiste su Sulmona,e ciò potrebbe funzionare da innesco del rilascio di energia che si accumula dal 1706.

Se il funzionamento descritto è corretto si può intepretare(questa è una mia supposizione!)il lasso di tempo dal 1703(terremoto a l'Aquila)ed il 1706 come il tempo di rilassamento viscoelastico ,d'altronde la vicinanza temporale e delle due faglie rende il tutto molto sospetto e purtroppo plausibile!

E nel 1706 di ebbe il sisma devastante,di magnitudo 7.

Ecco quindi che quando molti geologi affermano che tra 1-2 forse 10anni ci potrebbe essere un forte terremoto a l'Aquila,forse ne è questo il meccanismo!

Se poi a questo aggiungiamo(ma basta da solo un terremoto di tale magnitudo ) che Sulmona poggia su un basamento
detritico del pleistocene che pare amplifichi le accelerazioni( Enrico Miccadei esperto di morfoneotettonica e non di sismologia) ecco che forse tranquillizare non è doppiamente molto responsabile come non lo è stato per l'Aquila.

Questo ovviamente non significa che la gente deve buttarsi dalle finestre o fare harakiri,quindi uccidersi preventivamente, ma voler tenere traquilli chi ha costruito le abitazioni su faglie attive a massima pericolosità non è responsabile,chi ha deciso di costruire la sua abitazione li deve pure rendersi conto che la paura e l'ansia non potrà cacciarle mai e che è meglio impari a conviverci ed a prevenire e costruire secondo la zona ed il terreno
o non rimane che trasferirsi in una zona a basso o bassissimo rischio sismico..

ciao

Ultima modifica di madi; 15/05/2009 19:27.