Hai ragione Alessandra però da qualche parte bisogna cominciare, anche per avere almeno la coscienza a posto. Io chiederò, appena mi sarà data la possibilità, ai candidati queste cose poi se non sarò soddisfatto nessuno mi obbliga ad andare a votare.
Forse, se ognuno di noi cominciasse da questo aspetto e non dal fatto che il voto viene dato pe "amicizia" dopo la classica offerta di porchetta, le cose può darsi che cambino.
Per quanto riguarda le preoccupazioni è difficile oggi a Teramo sapere qual'è il rischio sismico della città e delle sue frazioni, fin quando non si conoscono sia le vulnerabilità degli edifici che le amplificazioni sismiche locali. Gli scenari speditivi di danno, in caso di attivazione di una delle 5 sorgenti sismogenetiche prese in considerazione dallo studio dell'INGV, nella peggiore delle ipotesi, presentano un valore del VI grado della MCS. Io credo invece che il valore è abbastanza sottostimato visto che con un 6.2-6.3 Mw aquilano già a Teramo si è avuto il VI grado (considera che le simulazioni sono state elaborate per magnitudo da 6.6 a 6.9) a prescindere dalla direzione di rottura della faglia.
Comunque Teramo si può certamente affermare che non è assolutamente nelle condizioni di rischio dell'Aquila, ciò non toglie che affinchè non si studia il rischio sismico della città attraverso studi di microzonazione sismica e vulnerabilità degli edifici, le sorprese negative non possano mancare. I terremoti del 1950 e 1951 oggi giorno a Teramo produrrebbero più danni e forse qualche vittima, su questo bisogna che la città si prepari in tempo sia come pianificazione di emergenza che con possibili azioni di prevenzioni nelle zone e negli edifici più vulnerabili.