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Qui c'è la valutazione di un esperto dell'INGV sull'uso degli sciami sismici come precursore di terremoti.
In altre parole vengono descritte le valutazioni che vengono fatte, in base alle scosse che già accadute, di scosse a magnitudo maggiore

http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_0_precursori_terremoto.pdf

La cosa sconfortante è che la probabilità calcolata il 5 aprile per il terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile era inferiore allo 0.4%. O i modelli sono totalmente sballati o gli aquilani hanno avuto molta sfortuna.

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Originariamente inviato da: zoomx
Qui c'è la valutazione di un esperto dell'INGV sull'uso degli sciami sismici come precursore di terremoti.
In altre parole vengono descritte le valutazioni che vengono fatte, in base alle scosse che già accadute, di scosse a magnitudo maggiore

http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_0_precursori_terremoto.pdf

La cosa sconfortante è che la probabilità calcolata il 5 aprile per il terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile era inferiore allo 0.4%. O i modelli sono totalmente sballati o gli aquilani hanno avuto molta sfortuna.


Io sono in attesa che parecchi analisti vengano licenziati per i fatti di L'Aquila.

Qui non si può parlare di sfortuna ma di errate valutazioni.

Quanto successo nel 700 doveva essere un campanello d'allarme che non è suonato... per colpa di chi, sfortunatamente, non è dato sapere.

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Ditemi se è una mia impressione, ma Marzocchi prima dice che l'algoritmo Etas va bene solo per gli aftershocks e non funziona con i foreshocks, poi lo applica allo sciame di L'Aquila composto da foreshocks...per concludere che ETAS dava come output una probabilità molto bassa di un grande evento.

Ma come fa quell'output ad essere affidabile se il modello, come lui diceva, è valido solo per gli aftershocks?


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Or ora ho letto che il citato articolo costituisce anche la posizione ufficiale dell'INGV:

http://portale.ingv.it/primo-piano/archi...ne/2-precursori

Solleciterei una discussione a proposito invitando i colleghi dell'INGV, se lo desiderano, a replicare.

Perchè non sono stati utilizzati altri modelli o controllati a posteriori? Non credo proprio che il modello ETAS sia l'unico esistente.

Il modello è stato 'calibrato' per la situazione italiana in specie la sismicità storica dell'Appennino?



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Scusate se batto e ribatto sull'argomento, ma nel precedente link leggo anche quanto segue:

Quote:
La scelta è obbligata in quanto non esistono, a tutt'oggi, altri modelli verificati sperimentalmente che stimano quantitativamente l'aumento di probabilità indotto da uno sciame sismico. Si ribadisce ulteriormente che il modello ETAS non fornisce prestazioni soddisfacenti nella previsione probabilistica dei mainshock e il suo utilizzo principale rimane nella stima delle probabilità di occorrenza degli aftershock. Ciononostante, essendo uno dei pochi modelli che forniscono stime quantitative, queste possono servire da riferimento per future auspicabili quantificazioni più precise.


Prima si dice che ETAS è l'unico modello esistente, poi che è uno dei pochi modelli...



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Prima si dice che ETAS è l'unico modello esistente, poi che è uno dei pochi modelli...


Credo che la differenza stia nel "verificati sperimentalmente".


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mmmmmmmm.....,
sarebbe interessante conoscere gli esiti delle verifiche a posteriori degli ultimi grandi sismi in italia con questo metodo.

Da quanto ho capito, in California (S. Francisco) per un periodo utilizzavano i foreshocks per stabilire la probabilità di occorrenza del sisma e oltre una certa soglia (p=0.05) avvisare la popolazione, ma attualmente non fanno più niente ...


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ETAS= Epidemic Type Aftershock Sequence

Utilizzato anche per foreshocks, ma in terremoti continentali non predice pe rniente bene:

http://pubs.usgs.gov/of/2005/1131/UJNR_ThursFri/Jordan_1/UJNR_Jordan_EPR.pdf

Una trattazione dettagliata del modello, ceh conclude:

Quote:
Taking these results all to-
gether, this suggests that the physics of aftershocks is
sufficient to explain the properties of foreshocks, and
that there is no essential physical difference between
foreshocks, aftershocks and mainshocks.


http://hal.archives-ouvertes.fr/docs/00/10/99/14/PDF/0205499v2.pdf


abstract:

Quote:
Foreshock probability in Southern California explained by clustering models
Zhuang, J.; Jackson, D. D.
American Geophysical Union, Fall Meeting 2006, abstract #S13A-0213
The foreshock is one of the most popular issues in the researches on seismicity and earthquake prediction, and even of public attentions. Up to now, there are still many problems on foreshocks under discussions. The first problem in foreshock studies is how to define foreshocks from other shocks. The second problem is whether a foreshock is a mainshock whose aftershocks happen to be large. The third problem is how to make use of foreshocks in prediction. To make a good understanding to the above problems, we need a good model of earthquake clustering. In the ETAS model, it is assumed that the seismicity can be divided into a background component and a clustering component, and that each event, no matter it is from the background or it is directly triggered by another event, triggers its own offspring according to some general rules. In this study, we firstly give a brief description of necessary concepts and methodologies associated with the ETAS model in this study, such as triggering ability, thinning operation, stochastic declustering. We secondly concentrate on the discrepancies of the ETAS model and earthquake data, by which we proposed an improved version of the model. Then, different from conventional studies, we re-define foreshocks as events that are from the background and that have at least one larger descendant in all the generation. Making use of the ETAS model and the updated version, we investigate the features of foreshocks in the Southern California region. it is found that the ETAS model tends to produce more foreshocks (about 20% in the background events) than in the real data (about 10% in the background events). Such discrepancies could be explained by a more complicated clustering model, where the differences in clustering characteristics between background events and clustering events are considered.
Keywords: 7209 Earthquake dynamics (1242), 7223 Earthquake interaction, forecasting, and prediction (1217, 1242), 7260 Theory, 7290 Computational seismology



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SECONDO ME SI ARRAMPICANO SUGLI SPECCHI, si sa che la modellistica in questo campo è molto sperimentale, i pochi modelli si applicano sui fores. quindi non capisco questo tentastivo di giustificare una previsione.
Non vorrei qualcuno avesse problemi (comprensibili di coscienza).
Invece di scomodare la statitica andiamo a vedere cosa ci dicono le serie storiche dei terremoti appenninici zona per zona, forse non si trova una "lgge" statistica o un modello previsionale ... ma non vorrei sbaglairmi ma qualche indicazione anche empirica su cosa si poteva fare sicuramente salta fuori.

In un contesto di crisi sismica mi pare che nessuno (nemmeno a L'acquila, capoluogo di regione ma da qualche comune qualcosa è stato fatto invece)possibile che non si siano individuate le aree di attesa, non si sia fatta una adegiuata informazione alla popolazione sulle norme di autoprotezione, che non si sia richiesto un presidio operativo di protezione civile a disposizione magari di persone che abitavano in immobili precari, che non si siano verificate le eventuali lesioni almeno sugli edifici strategici x valutarne la funzionalità ed eventualmente rovare alternative.
E' vero che non si poteva evacuare una regione è anche vero parlarne ora ma qualcosa di quanto ho detto si poteva fare.
Mi risulta che diverse vittime sono state ritrovate vestite (segno che la paura c'era) che molte vittime sono state uccise da voltine di copertura dei solai fatte in mattone e appoggiate all'intonaco alcune uccise da mobili ... qui si poteva e si doveva dare informazioni forse qualche in morto in meno ci poteva essere con il guadagno che nella peggiore occasione si era fata una esercitazione ampia e prolungata.

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ritornando al topic mi scuso per la digressione, probabilmente ci vorrebbero piu geologi e meno ingegneri e fisici.
Laddove non si hanno abbastanza numeri per fare della statistica sensata bisogna affidarsi al buon senso all'esperienza alla storia ... non sono i numerini che salvano la gente, pensate alle verifiche idrauliche, bastano degli zerovirgolazerox e tutto torna ma la realtà è altra cosa.

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