Nel convegno di Chieti ieri ad un certo punto ho lanciato il dubbio delle differenze di magnitudo Ml (5.8) e Mw (6.3) che rimane uno degli aspetti più 'misteriosi' del sisma aquilano. Non ho avuto una risposta diretta dal relatore.

Ne abbiamo parlato in precedenza, l'ipotesi della saturazione non appare verosimile perchè si dovrebbe manifestare verso una soglia di Mw = 6.5
Rimane l'aspetto delle basse frequenze, lette dall'algoritmo Mw ma meno da quello Ml. Nessuno però, men che meno dall'INGV, ha presentato una relazione circostanziata e quantitativa nella quale si giustificasse l'apparente incongruenza.

Alla fine del convegno Antonella Peresan, ricercatrice dell'università di Trieste, che ha presentato un lavoro sul modello CN di previsione dei sismi, mi ha indicato un suo lavoro del 2000 dove lei e altri sismologi evidenziano uan sistematica sottostima delle Ml nel catalogo INGV:

Peresan, Panza, Costa, 2000

Dall'abstract si legge che, per la regione centrale italiana, la differenza tra le magnitudo indicate dal catalogo NEIC dell'USGS e quello dell'INGV è di 0.5

E questa è esattamente la differenza tra 5.8 e 6.3 nel sisma dell'Aquila


Il catalogo LDG francese è stato utilizzato come verifica.

Conclusione: il catalogo INGV non è utilizzabile per gli algoritmi di previsione dei sismi.

Domanda: l'articolo è del 2000, come mai 9 anni dopo l'INGV sembra non avere eliminato questo apparente errore sistematico?

Purtroppo l'Istituto tace su questo, e mi ci sono voluti 2 mesi dal sisma per avere avuto quello che appare un chiarimento, sorprendente ma sempre un dato di fatto. Dalla dottoressa Peresan, che non è dell'INGV !!!

Qualora i tecnici dell'INGV leggessero questo thread, sono invitati senz'altro ad intervenire, se hanno argomentazioni contrarie o qualunque precisazione.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)