L’ampiezza delle onde sismiche a bassa frequenza, dove viene calcolata la magnitudo momento (al di sotto di 1 Hz), per forti terremoti è maggiore dell’ampiezza delle onde sismiche a 1 Hz, dove viene calcolata la magnitudo Richter, e questo è dovuto alle caratteristiche della sorgente sismica. Questa particolarità delle onde sismiche dei forti terremoti è alla base della differenza che si osserva tra magnitudo Richter e magnitudo momento. Si parla infatti di saturazione della magnitudo Richter per forti terremoti in quanto l’ampiezza della onde sismiche a 1 Hz non aumenta linearmente all’aumentare della magnitudo. La magnitudo Richter è ancora in uso grazie alla rapidità con la quale viene calcolata, ma la magnitudo momento è sicuramente la migliore stima della reale grandezza di un terremoto, essendo direttamente legata alle dimensioni e alla dislocazione della sorgente sismica. Si noti infatti che sin dai primi comunicati dell’INGV, relativi al terremoto del 6 aprile 2009, venivano indicate ambedue le stime di magnitudo.
E' vero gibbo, nel nostro caso può essere una risposta soddisfacente anche se di tipo qualitativo, poichè mi aspetteri un articolo con un'analisi quantitativa che dimostri anche ai tecnici che quella differenza di 0.5 è pienamente giustificata dalla teoria.
LA cosa un pò strana è che dall'articolo di Peresan at al., questa sottostima eccessiva del catalogo INGV rispetto ai cataloghi americano e francese viene osservata anche per magnitudo minori (terremoti non forti) nei quali la citata saturazione non dovrebbe esistere.
E' evidente pertanto che potrebbe esistere un errore sistematico ad esempio nei coefficienti di calibrazione della formula per la M(l), ci tengo a precisare che sto speculando senza avere alcuna prova e in un campo nel quale non sono esperto.
Un altro aspetto confondente è la presenza di Md (magnitudo durata) nei cataloghi e come questo dato, generalmente utilizzato per terremoti non forti M<4 si correli a M(l) e Mw.
Se abbiamo dei dubbi specifici posso chiedere se Peresan desidera intervenire. Il suo intervento sull'algoritmo di previsione CN era molto interessante ma molto specialistico e poco comprensibile ai non addetti ai lavori.
Una conclusione era che le previsioni non possono essere immediate perchè richiedono molto tempo di elaborazione e un'altra conclusione legata alla possibilità di forti aftershocks fino all'anno prossimo.