LA cosa un pò strana è che dall'articolo di Peresan at al., questa sottostima eccessiva del catalogo INGV rispetto ai cataloghi americano e francese viene osservata anche per magnitudo minori (terremoti non forti) nei quali la citata saturazione non dovrebbe esistere.
Provo a dire cosa ho capito io.
La Ml viene calcolata sull'ampiezza massima del segnale registrato su un sismografo di tipo definito. Vuol dire che una volta misurata l'ampiezza dell'onda massima, tutto il resto del segnale non viene preso in considerazione. In pratica ipotizza che ci sia una rottura istantanea su tutta la superficie della faglia, rottura che genera un picco nell'onda e poi un decadimento secondo una legge in qualche modo costante per tutti gli eventi. Questa misura si perde, in pratica, la lunghezza nel tempo dell'evento ed eventuali altri picchi di grandezza inferiore a quello piu' grande.
La Mw fa una sorta di "integrale" di tutte le onde (lo so anche io che non e' un integrale, ho usato le virgolette), tenendo in considerazione non solo il picco massimo, ma anche i picchi piu' bassi e tutto il segnale, per tutto il tempo in cui arriva, quindi ipotizza che la rottura non sia istantanea, ma che impieghi del tempo a propagarsi, percio' misura tutto fino alla fine del segnale.
Valutando poi che ambedue le magnitudo sono calcolate rispetto ad un sisma di riferimento arbitrariamente scelto, le due grandezze non sono trasformabili l'una nell'altra cn una funzione di trasferimento e a confrontarle in un qualche modo mi sembra di voler confrontare mele con pere.