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Non è un libro ma un manualetto " Geologia d'urgenza nelle calamità naturali" dove ho sintetizzato le esperienza acquisite quando ero in Regione in fatto di frane, alluvioni e sismi oltre a quelle acquisite con la libera professione in fatto di siccità ed epizoizie.
Più che giusto quanto scritto da Giovanni ma vi è anche il problema in piena emergenza di riuscire a localizzare le parti della frana che si muovono più velocemente per potere permettere lo sgombero delle masserizie con il minor rischio possibile e questo lo si fa con tanti osservatori che controllano dei traguardi ed osservano l'evolversi delle lesioni nei fabbricati.
Io ho sempre ritenuto che occorra scappare a gambe levate quando si manifesta uno dei seguenti eventi: rottura dei vetri delle finestre chiuse, difficoltà delle porte ad aprirsi e cigolii vari, non bisogna assolutamente aspettare che gli stipiti delle porte e delle finestre comincino a perdere di verticalità.
C' poi da controllare le condizioni delle strade per evitare che i veicoli con le masserizie restino intrappolati, o peggio ancora che su di loro si riversino i fabbricati.
Le strade più strette dell'altezza dei fabbricati non vanno assolutamnete più percorse sin dai primi sintomi di movimento della frana anche se questi si verificano realtivamnete lontano .
Intervenire solo se si indossa un vestiario adeguato alla circostanza e pretendere che anche gli altri lo indossino, quindi elemetti e scarpe da cantiere etc. Attenersi sempre alle disposizioni dei Vigili del fuoco senza rinunciare ad esprimere le proprie opinioni con i comandanti anche perchè la nostra funzione in questi casi è di consulenza .
Ciao Antonio
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