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#6699 15/03/2005 15:44
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Non ho da difendere proprio nessuno.
Tuttavia quando si parla senza conoscere i fatti (io non dico di conoscerli ma quanto meno ne ho un'idea perchè ho avuto la compiacenza di chiedere lumi a chi ne può sapere più di me)e si da dell'ignorante in maniera gratuita, se permetti mi girano.
Tra i fattori strutturali e geometrici sfaforevoli alla stabilità di un versante, rientrano senz'altro le faglie, le fratture ecc.
E' ovvio che la cosa va intesa nei modi corretti.
Certamente, e qualcuno molto attento lo ha accennato, alla politica ed ai giornalisti fa comodo ascoltare alcune e solo alcune spiegazioni, meglio se interpretate a senso unico, così la colpa di tutto è del Padreterno, o della natura se si preferisce.
E vada quindi al diavolo la cultura della prevenzione che non porta voti e comporta minori spese e miglior risultato.
Con buona pace dell'attuale governo (e di molti di quelli passati) che tanto ha dato al Sud e di quanti si ergono a paladini delle verità assolute. mad


Rosario Madaffari
#6700 15/03/2005 17:19
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e meno male che io insisto e io ho qualcosa che mi rode... smile

mah... (2)

#6701 17/03/2005 22:34
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fonte: ORG Calabria

La frana della frazione Cavallerizzo di Cerzeto è un dissesto di enormi proporzioni storicamente noto. Le prime notizie di danneggiamenti in particolare alla sede viaria della strada provinciale risalgono addirittura al 1860 e sono rintracciabili presso l’Archivio di Stato di Cosenza.

Numerose le segnalazioni di danni provocati dal lento ma continuo movimento della massa in frana sono rintracciabili nelle cronache del secolo appena concluso.

Negli anni 90 l’area in frana è stata oggetto di approfonditi studi da parte di ricercatori dell’Istituto per la Protezione Idrogeologica della Calabria (CNR-IRPI) che ne hanno definito dimensioni, meccanismi cinematici e cause innescanti. I livelli di pericolosità e di rischio dell’area sono del resto stati segnalati dal Piano di protezione Civile della provincia di Cosenza (2000).

Ancora più di recente, in ottemperanza a quanto disposto dal D.L. 180/98 emanato a seguito dei luttuosi fatti di Sarno, l’Autorità di Bacino Regionale ha dapprima inserito l’area in frana della Frazione Cavallerizzo di Cerzeto tra le aree a rischio frana molto elevato (Piano Straordinario D.L. 180/98) e successivamente ha ricompresso la stessa area tra le perimetrazioni di rischio frana moto elevato (R4) del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con Delibera di Consiglio Regionale n. 115 del 28.12.2001. Per tale motivo per altro l’area in frana era sottoposta dal 29 ottobre 2001 (data di adozione del PAI e delle relative misure di salvaguardia) a vincolo di inedificabilità assoluta.

Di fronte a tutto questo non è possibile far finta di niente ed attribuire al fato gli eventi parossistici di questi giorni, sebbene scatenati da una piovosità persistente ma affatto eccezionale viste le serie storiche registrate, e classificarli come imprevedibili e inevitabili!

Di fronte a tutto questo invece ci sono alcune domande che l’intera comunità, tecnici, amministratori, politici hanno il dovere di porsi perché in futuro si possa evitare il ripetersi di tali catastrofi: Perché pur essendo il fenomeno franoso storicamente noto e conosciuto nelle sue tendenze evolutive non si è fatto nulla in termini di interventi di mitigazione del rischio? Perché non si sono progettati e finanziati lavori di consolidamento delle pendici in frana che avrebbero potuto prevenire ed evitare quanto è successo? E come mai si è continuato a pianificare ed autorizzare nuove edificazioni in un’area la cui instabilità era arcinota?


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#6702 18/03/2005 05:29
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Vallo a capire?

Solo in alcune Regioni esiste un servizio geologico abbastanza efficente ma spesso deve lottare con gli amministratori locali che fanno di tutto per svicolare

#6703 18/03/2005 11:55
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E non solo contro amministratori locali che fanno finta che i problemi non esistano.......
Ma soprattutto contro governi centrali che propinano ponti e ponticelli sullo Stretto.
Ogni commento è superfluo.


Rosario Madaffari
#6704 18/03/2005 16:31
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Mi permetto di dire che ponti e ponticelli non centrano proprio nulla.
Si tratta di volontà. Probabilmente qualcuno anche a livello medio locale, non comunale..., fa i suoi conti e dice meglio lasciare andar giù tutto e approfittare della ricostruzione. Anche perchè qualcun altro lo lascia fare.
Ormai con le autonomie locali non è il caso, in questo campo, di dar colpe a Roma, ma sarebbe più opprotuno cercare responsabilità regionali e provinciali.

Attenzione, questo non è un messaggio provocatorio, stop ai permalosi su questo forum.


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#6705 18/03/2005 18:05
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Ma il governo centrale ora in fatto consolidamento abitato non ha competenze e quindi la critica non è pertinente.

I soldi li sperpera in modo molto, ma molto peggiore di quanto non possa essere il ponte sullo stretto: nella guerra in Irak.

Ciaoa Antonio

#6706 19/03/2005 14:09
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Trossero, in linea di principio hai ragione.
Tuttavia, e la cosa è venuta fuori più volte nel corso di questa discussione, la situazione di Cerzeto è arcinota da anni, anche in periodi, cioè, in cui le autonomie locali non erano ancora ben "consolidate".
Che vi siano responsabilità comunali e regionali è fuori discussione, però un piccolo comune quale Cerzeto senza l'aiuto del governo centrale difficilmente può venir fuori da una situazione del genere.
Visto che problemi di questo tipo investono moltissime zone d'Italia, il mio messaggio provocatorio è: dove sta scritto che troppa autonomia locale sia positiva e propositiva??
Ah, se mi sentissero Bossi e i suoi con la loro devolution (si scrive così vero???).
Per Antonio: sei sicuro che il Ponte sullo Stretto non provochi più vittime di una guerra? (leggasi guerre di mafia).
Abbiate pazienza, lo ripeto, il sud ha bisogno d'altro!! E sia chiaro che l'essere permalosi non c'entra nulla, quando si discute si discute.


Rosario Madaffari
#6707 20/03/2005 08:45
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Vedrai che i soldi ora che il dissesto è grave arriveranno a palate.
Il problema è tutto qui. ci sono troppi interessi perchè i soldi a palate finiscano a lobby locali e nazionali. Tuttavia, in questo momento, non mi interessa affrontare questo argomento.

Mi interessa molto di più conoscere come si muove la frana.

#6708 20/03/2005 08:47
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avete mai visto/sentito parlare della frana del tessina(alpago- BL)?

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