L'argomento è un po' pesantuccio ma consente di capire cosa non va in Italia nel sistema di Protezione Civile ed anche nella prevenzione.
Allo stato attuale, la normativa nazionale non chiarisce in maniera univoca le competenze degli Enti, facendo risultare tale materia concorrente, generando, però, di fatto una certa confusione.

- Ad esempio sapete a quali Enti compete per legge la pianificazione di emergenza?
- A quale Ente spetta per legge (sempre nazionale) il compito del servizio di piena e del pronto intervento idraulico (ma anche in caso di frane) per il rischio idrogeologico?

Va da se che la pianificazione di emergenza presuppone degli scenari di rischio che si basano su studi, i quali vanno anche ad interessare la pianificazione territoriale (la pianificazione di emergenza è sovraordinata agli altri piani) consentendo così di poter esercitare la prevenzione.
Ad esempio per il rischio sismico lo scenario di danno dovrà essere dettato anche da uno studio di microzonazione sismica, come un evento di piena dalle possibili aree di esondazione e così anche per gli eventi franosi o vulcanici.
Se non viene definita in maniera univoca ed a scala nazionale a chi spetta la pianificazione di emergenza e soprattutto il ruolo dell'Ente all'interno del piano che lo stesso Ente elabora, si genera uno stato come quello attuale, dove alcune Regioni "sensibili" hanno legiferato in merito per meglio definire alcune competenze ed altre no, generando così uno stato di confusione e disorganizzazione dei ruoli.
Tale stato legittima l'inerzia di alcuni Enti che si sentono deresponsabilizzati garantendogli un alibi per eventuali responsabilità.

Spero che su questo argomento qualche collega abbia da aggiungere qualcosa, perchè credo sia all'origine dell'attuale inefficienza di molti Enti nel campo della Protezione Civile.

Ultima modifica di Alex-64; 11/06/2009 11:44.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti