fonte: ORG Calabria

La frana della frazione Cavallerizzo di Cerzeto è un dissesto di enormi proporzioni storicamente noto. Le prime notizie di danneggiamenti in particolare alla sede viaria della strada provinciale risalgono addirittura al 1860 e sono rintracciabili presso l’Archivio di Stato di Cosenza.

Numerose le segnalazioni di danni provocati dal lento ma continuo movimento della massa in frana sono rintracciabili nelle cronache del secolo appena concluso.

Negli anni 90 l’area in frana è stata oggetto di approfonditi studi da parte di ricercatori dell’Istituto per la Protezione Idrogeologica della Calabria (CNR-IRPI) che ne hanno definito dimensioni, meccanismi cinematici e cause innescanti. I livelli di pericolosità e di rischio dell’area sono del resto stati segnalati dal Piano di protezione Civile della provincia di Cosenza (2000).

Ancora più di recente, in ottemperanza a quanto disposto dal D.L. 180/98 emanato a seguito dei luttuosi fatti di Sarno, l’Autorità di Bacino Regionale ha dapprima inserito l’area in frana della Frazione Cavallerizzo di Cerzeto tra le aree a rischio frana molto elevato (Piano Straordinario D.L. 180/98) e successivamente ha ricompresso la stessa area tra le perimetrazioni di rischio frana moto elevato (R4) del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) approvato con Delibera di Consiglio Regionale n. 115 del 28.12.2001. Per tale motivo per altro l’area in frana era sottoposta dal 29 ottobre 2001 (data di adozione del PAI e delle relative misure di salvaguardia) a vincolo di inedificabilità assoluta.

Di fronte a tutto questo non è possibile far finta di niente ed attribuire al fato gli eventi parossistici di questi giorni, sebbene scatenati da una piovosità persistente ma affatto eccezionale viste le serie storiche registrate, e classificarli come imprevedibili e inevitabili!

Di fronte a tutto questo invece ci sono alcune domande che l’intera comunità, tecnici, amministratori, politici hanno il dovere di porsi perché in futuro si possa evitare il ripetersi di tali catastrofi: Perché pur essendo il fenomeno franoso storicamente noto e conosciuto nelle sue tendenze evolutive non si è fatto nulla in termini di interventi di mitigazione del rischio? Perché non si sono progettati e finanziati lavori di consolidamento delle pendici in frana che avrebbero potuto prevenire ed evitare quanto è successo? E come mai si è continuato a pianificare ed autorizzare nuove edificazioni in un’area la cui instabilità era arcinota?


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