Quote:
se, conosciuta "la geologia" della zona, dal modello geologico ottenuto oltre che dai rilievi di campagna ad esempio tramite prove penetrometriche dinamiche fino a una decina di metri di profondità si può affermare con una sufficiente attendibilità di aver raggiunto il substrato e che da quella profondità in giù le condizioni non possono che migliorare o almeno conservarsi..., ipotizzare che il comportamento del terreno fino a 30 m almeno conservi le caratteristiche ricavate, sarebbe una forzatura esagerata anche se a favore di sicurezza?
A mio parere sì, ma forse in alcuni casi l'unica soluzione alla rinuncia all'incarico.


Anche questo dipende dall'ufficio competente e dovrebbe essere chiarito.
Una volta dato l'assenso dal genio civile, ad esempio, dobbiamo davvero ragionare se sono previste inversioni al di sotto delle ghiaie, e questo sotto la nostra responsabilità. Con substrati rocciosi è più facile, anche perchè spesso possiamo fondare le nostre deduzioni su rilievi di superficie.

Se qualcosa non va e un eventuale CTU farà eseguire una verticale fino ai 30 m, e stabilirà che la Vs è minore di quella da noi estrapolata, perchè le nostre previsioni non contemplavano quell'orizzonte poco addensato spesso 15 m, potremmo trovarci nei guai.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)