Premetto che ti do ragione: la normativa è lacunosa e, talvolta, contraddittoria.

Il punto è che comuni, province, regioni e prefetture non devono camminare da soli.

Per esempio, in un piano di p.c. per una diga i soggetti vanno messi attorno a un tavolo così da stabilire a chi competono le diverse fasi. Proprio per le dighe, ritengo che vi sia una gran confusione anche nel linguaggio di allertamento (diverso tra quello del gestore e quello della p.c.), nonchè nelle competenze tra gestore (che ha i suoi interessi) e soggetti pubblici ai vari livelli. Province e comuni non possono muoversi in modo autonomo: vanno condivise le azioni da intraprendere.

Non è semplice, lo so: proprio per questo sto tentando di concludere una pianificazione per una diga in questa direzione, tenendo anche presenti le realtà tecnico-organizzative della Regione.

Devo dire che ho trovato molta disponibilità, da parte degli Enti Locali, ad avviare questo percorso di condivisione, nuovo per molti aspetti.

Meno cristallina è l'azione centrale (Regione) in quanto, in assenza di una normativa precisa, ciascuno si sente autorizzato a farsi avanti e a battere i pugni sul tavolo, salvo poi staccare alle 14.30 e andare a casa !!!!! :-)

Ma qualcuno deve pur uscire dallo stallo e proporre una soluzione.

Parliamone...

gb