Mi scuso con McCoy per l'intromissione, ma da ex vulcanologo noto con dispiacere che sta continuando una velata polemica, in alcuni Post, sui precursori sismici ed il terremoto dell'Abruzzo. In particolare si continua a parlare di:
1) sciami sismici con eventi fino alla magnitudo 4 (Fore-shocks) antecedenti l'evento principale (Main-shock) che avrebbero indicato l'imminente terremoto,
2) Giampaolo Giuliani ed una presunta previsione del terremoto tramite il gas radon, che avevano portato il tecnico ad "avvisare" le Amministrazioni locali. La Protezione Civile (credo) ha poi denunciato il tecnico per procurato allarme,
3) la Protezione Civile-INGV che ha ignorato l'allarme del tecnico del Gran Sasso e gli sciami sismici.

Ora, sappiamo tutti che le condizioni necessarie e sufficienti per determinare un precursore sismico sono:

* l'osservabilità dell'evento
* la determinazione quantitativa dell'evento
* la determinazione delle correlazioni causali con il terremoto
* la costruzione di un modello fisico-matematico che spieghi l'evento, che ne permetta la discriminazione, la localizzazione spazio-temporale e che permetta a chi segue la stessa procedura il raggiungimento degli stessi risultati.

Relativamente ad uno sciame sismico è difficile dire a priori se di un fore-shock (ovvero che anticipa un sisma di magnitudo nettamente più alta) oppure è uno sciame "indipendente" con un inizio ed una fine, a se stante (di quest'ultimi se ne registrano veramente tanti in tutta Italia). Chiaramente con il senno di poi.......

Relativamente a Giuliani, il tecnico aveva approntato un sistema di monitoraggio sismico e delle emissioni del gas Radon tramite n°3 stazioni di rilevamento. I dati avevano evidenziato una certa correlazione tra le emissioni del Radon e i successivi sismi. La correlazione tra gas radon e terremoti viene osservata da circa 50 anni, ma a tutt'oggi non sono state trovate:
1. le correlazione causali
2. un modello fisico-matematico
in quanto il gas radon non viene sempre rilevato in tutta Italia ed inoltre non permette di discriminare ne il luogo preciso ne l'ora.

Sembra banale, ma questi dati sono di fondamentale importanza e solo chi non ha mai avuto a che fare con protezione civile ed piani di evacuazioni può pensare che siano informazioni inutili. Basti pensare che l'evacuazione di una città non è un'azione semplice, specialmente in assenza di un piano specifico, si creerebbe il panico, caos nelle strade che potrebbe portare sicurmente a vittime, atti di sciacallaggio, senza avere la certezza che tale evento sismico accada. Quale amministratore o Ente può prendersi questa responsabilità? E poi per quanto tempo dovrebbero stare fuori di casa?

Quindi aveva ragione Giampaolo Giuliani che un terremoto poteva sicuramente avvenire, i suoi dati evidenziavano un segnale d'allarme, ma sopratutto avevano ragione anche Bertolaso e Boschi che in assenza di un modello previsionale certo non potevano prendersi la responsabilità di una decisione del genere, ovvero di evacuare mezza regione Abruzzo..... e sulla base di cosa? Su sciami sismici "fini a se stessi" o previsioni di questo genere (vedi quarta risposta).

Non esistendo quindi, allo stato attuale delle conoscenze, un precursore sismico attendibile, (ad esempio ci sono molti studi sui fenomeni indotti da rocce sotto stress tettonico come emissioni di gas radon, perturbazioni del campo elettromagnetico, sciami sismici ecc, dai quali si evince che tali fenomeni sono solo indizi e che non permettono una predizione esatta del fenomeno) ci dobbiamo concentrare su quello che abbiamo a disposizione. Siamo infatti a conoscenza:
1. di quali sono i paesi e le citta a rischio sismico,
2. della massima intensità sismica attesa su una certa area,

le carte ci sono, L'INGV ha fatto un buon lavoro, basterebbe fare prevenzione mettendo in sicurezza tutte gli edifici delle aree a maggior rischio.
In Giappone e in California, un terremoto di intensità pari a quella registrata per l'Abruzzo, non avrebbe fatto vittime e avrebbe creato danni decisamente minori. In Abruzzo invece , in un'area ad elevato rischio sismico, "il palazzo del Governo" ovvero la Prefettura e l'ospedale, due edifici che in gergo vengono definiti "strategici" ovvero che in caso di calamità devono funzionare per coordinamento e soccorso, sono crollati e sono inagibili. In una Regione con un tale Rischio Sismico è inammissibile che edifici relativamente nuovi siano crollati, che la prefettura sia crollata, che l'ospedale (inaugurato nel 2000) sia inagibile. Perchè gli edifici strategici non sono stati messi in sicurezza? Questo è il vero problema, non le polemiche su un "allarme terremoto" lanciato da Giampaolo Giuliani o dagli sciami sismici, ripeto, la prefettura che avrebbe dovuto coordinare i soccorsi è crollata!!!!

Fintanto che non verrà trovato un precursore sismico che possa definirsi tale, la messa in sicurezza degli edifici, per prevenire morte e rovina, resta un dovere primario dello Stato che però sembra più interessato in progetti improbabili come il Ponte di Messina, nel quale vengono dirottate risorse (svariati miliardi di euro) che potrebbero essere utilizzate proprio per la messa in sicurezza degli edifici nelle aree più a rischio.
D'altronde queste sono scelte politiche ad ampio raggio sulle quali i cittadini ed i tecnici possono fare ben poco.

Massimo


Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace.
(Tacito, Agricola, 30).
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