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mah, è una colata di detrito che ha avuto i primi moviemnti nel 1960, parte come scivolamento rotazionale e a causa di successive riattivazioni degenera (passatemi il termine) in una colata con spessori anche di 50m. modificando notevolmente la morfologia della valle; la colataraggiunge lunghezze superiori a 2.5 km. Durante le ripetute rattivazioni la frana ha presentato velocità anche di 100 m al giorno mettendo in serio pericolo diversi centri abitati. Nel 1992 hanno installato un sistema di allarme in caso di movimenti significativi, hanno messo in opera diversi interventi: captazioni delle acque sotterranee, arginature e canalizzazioni della colata con movimenti di terra, galleria drenante..... generazioni di studenti hanno visto quest'imponente frana, molto significativa a livello didattico e molto bella se così si può dire da vedere. ma quello che cautamente dico è che trovo anomalo che in tanti anni non si sia mai riusciti a porre rimedio alla cosa (sono però rimasta al 1999)
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Adesso pare che il rimedio consista nell'abbandono di parte del paese, poiché la frana di Lamosano (o del Tessina) non si può fermare. Già da tempo si prospettava tale soluzione, si è comunque tentato di sistemare la cosa attraverso molti inteventi. Non sempre è possibile risolvere tali situazioni, quando non si può è necessario abbandonare i luoghi.
Giovanni Toffolon, geologo, n. 591 Ordine del Veneto Rilevamenti geologici,consulenza Protezione Civile Motta di Livenza (TV)
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La legge del 1908 prevedeva non solo il consolidamento ma anche il trasferimento degli abitati colpiti da frana.
Non so se e come le Regioni abbiano legiferato in questo settore.
Ricordiamoci che le frane di grandi dimensioni quasi mai si riesce a fermarle.
Anche perchè le opere di drenaggio possono provocare diminuzioni di volume del terreno di fondazione dei fabbricati con conseguenti cedimenti differenziali per cui si è nel classico caso in cui la medicina fa più male che bene.
Questo però non lo troverete mai scritto su alcun testo di geotencica o di geologia applicata ma il problema esiste ed è un fattore che limita molto la possibilità d'interventi in questa direzione che, per consolidare una frana, è quella maestra.
Vi garantisco che quando ci si trova realmente in mezzo a queste situazioni molte volte c'è solo da pregare Domine Iddio, come del resto da sempre hanno fatto le popolazioni montane colpite da queste calamità anche perchè a volte si verificano dei veri e propri miracoli (e non lo scrivo perchè siamo all'inizio della settimana santa).
Ciao Antonio
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a quando risale questa decisione e . chi lo ha deciso (curiosità)
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Tempo fa (roba di mesi, comunque)lessi sul giornale a proposito del malcontento degli abitanti costretti ad evacuare, che si lamentavano dei pochi soldi dati loro come risarcimento per il valore delle case. Non so tuttavia quanti siano gli abitanti, né di quali frazioni si tratti, mi ero ripromesso di guardare un po' di cose a proposito poi non ci sono riuscito. Saluti
Giovanni Toffolon, geologo, n. 591 Ordine del Veneto Rilevamenti geologici,consulenza Protezione Civile Motta di Livenza (TV)
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L'intervento più importante sulla frana del Tessina (che credo sia la frana più grande o tra le più grandi attualmente in Italia) fu realizzato qualche anno fa (non ricordo quale)su indicazione del compianto prof. Semenza il quale propose la costruzione di una galleria di drenaggio che doveva intercettare le acque del sistema carsico del M. Dolada che a suo dire erano responsabili dell'evento franoso. La galleria pare abbia funzionato fino a poco tempo fa quando si sono manifestati di nuovo segni di movimento.
Gianluca
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Purtroppo dobbiamo renderci conto che quando le frane superano certe dimensioni non c'è modo di consolidarle.
Antonio
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la galleria drenante ideata dal prof. Semenza (che è stato un mio validissimo prof.) drenava parecchia acqua. ma pare che ci sia stato qualche problema a livello del modello idrogeologico locale: ricordo che i movimenti avvenivano ugualmente
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