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E' esattamente quello che dicevo (o che avrei voluto dire):
la portata di progetto viene calcolata moltiplicando brutalmente superficie per altezza di pioggia (non fanno riferimento al tempo di ritorno, ma a quello si può porre rimedio).

Il resto serve alle verifiche delle sezioni di deflusso.

Mi permetto di aggiungere che è sempre opportuno sovradimensionare i collettori di scarico, vuoi per le inevitabili ostruzioni (e relativa mancanza di manutenzione), vuoi perchè i numeri sono solo numeri... (ed eliminerei anche i decimali approssimando sempre per eccesso).

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Portata di progetto:
- superficie: 500 mq
- altezza di pioggia: 60 mm (esempio)
- intensità: 60 mm/h (non fai un grosso errore se approssimi all'ora le altezze di pioggia, tranne che tu non abbia dati al di sotto dell'ora che caratterizzano il regime pluviometrico).

Q = 30 mc/s (portata lorda)

Essendo un prato e non una superficie del tutto impermabile, puoi applicare anche un coefficiente di deflusso tra 0,5 e 0,8 (in dipendenza del tipo di suolo che hai sotto il prato, più o meno permeabile) e quindi:

Q = 30*0,5 = 15 mc/s circa
Q = 30*0,8 = 24 mc/s circa

gb


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Tia Offline OP
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Massimo, in pratica semplificano la formula classica in Q = Area x P (quantità media delle precipitazioni), senza considerare il coefficiente di deflusso.
P coincide con l'intensità di pioggia. Il problema è che per determinarla o utilizzo dei valori di riferimento tabellari come suggerisce la pagina web (che secondo me non hanno poi così tanto valore), oppure per calcolarla dalle linee segnalatrici di probabilità pluviometrica con la formula i = a t^(n-1), una volta fissato il mio tempo di ritorno critico, devo comunque stimare un tempo critico di pioggia. O sbaglio?

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Originariamente inviato da: Tia
Massimo, in pratica semplificano la formula classica in Q = Area x P (quantità media delle precipitazioni), senza considerare il coefficiente di deflusso.
P coincide con l'intensità di pioggia. Il problema è che per determinarla o utilizzo dei valori di riferimento tabellari come suggerisce la pagina web (che secondo me non hanno poi così tanto valore), oppure per calcolarla dalle linee segnalatrici di probabilità pluviometrica con la formula i = a t^(n-1), una volta fissato il mio tempo di ritorno critico, devo comunque stimare un tempo critico di pioggia. O sbaglio?


Se non hai misure sperimentali, non potrai mai sapere quant'è critica una pioggia in quel particolare contesto.
Tieni presente però che, in media, la quantità di pioggia non aumenta linearmente con il tempo e che quindi l'intensità massima si verifica proprio all'interno della prima ora (sempre, ripeto, che tu non abbia registrazioni statisticamente significative alla mezz'ora o meno), tranne eccezioni.

gb

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Tia Offline OP
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Grazie bg per i tuoi preziosi consigli.

Per quanto concerne le misure sperimentali posseggo i dati delle serie storiche relative ad una stazione pluviometrica poco distante, dove, per una serie abbastanza significativa di anni, ho il valore di massima precipitazione riferito a 1-3-6-12-24 ore. Oltre ai coefficenti regionalizzati "n" ed "a" forniti dal PAI, relativi all'equazione h = a t^n.
Quindi tu dici di prendere il massimo valore di intensità oraria registrato?
E non c'è un metodo per legare questo valore ad uno specifico tempo di ritorno?

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Originariamente inviato da: Tia
Grazie bg per i tuoi preziosi consigli.

E non c'è un metodo per legare questo valore ad uno specifico tempo di ritorno?


Chi ha fornito i parametri "a" ed "n" dovrebbe aver fatto il calcolo per diversi tempi di ritorno (cfr, per capire in che senso, il documento sul sito www.protezionecivilesicilia.it - sezione rischio idrogeologico, "Parametri ecc").

gb

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Si tratta delle classiche formule per decrivere il moto uniforme (sezione e pendenza costanti): Chèzy, Gauckler-Strickler, Manning, Darcy-Weisback. Tali formule consentono di ricavare la velocità media noti i coeff. di resistenza (Bazin o Kutter) o il coefficiente di scabrezza (Strickler) e la pendenza.

Utilizzando ad es. l'eq. di Chezy è possibile in ultimo costruire la scala delle portate.

saluti, agi

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Scusa gb, ma forse non riesco a spiegarmi bene.
"a" ed "n" sono legati necessariamente a diversi tempi di ritorno, ed infatti il PAI fornisce diversi valori in funzione di diversi tempi di ritorno.

Ma supponiamo ad esempio di eseguire una verifica per un evento con tempo di ritorno di 200 anni.
Per poter calcolare l'altezza di pioggia da utilizzare nel calcolo (per intenderci i 60mm che citi nel tuo esempio), devo utilizzare la h = a t^n, introducendo i valori "a" ed "n" che il PAI mi fornisce per il tempo di ritorno di 200 anni. Quindi devo necessariamente riferirmi ad un tempo t.
La domanda è: quale valore di t è giusto scegliere?

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Il tempo t= Tc (tempo di corrivazione)...

il PAI fornisce i valori di a ed n? a ed n sono coeff. che dipendono da T e sono l'intercetta all'orgine e il coeff angolare della retta dei minimi quadrati. Il PAI li fornisce (in funzione delle precipitazioni) per ogni località e per diversi tempi di ritorno?

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 16/06/2009 16:44.
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Ponendo t = tc nella formula h = a*t^n si potrà determinare l'altezza di precipitazione h=hcritica con la quale calcolare poi la portata massima con il metodo che riterrai più opportuno: se segui questa procedura il metodo razionale credo vada bene.

saluti, agi

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