Non voglio convincere nessuno però mi farebbe piacere che per un attimo qualcuno si fermi a ragionare un pochino.
Non molto tempo fa mi ero interessato alla possibilità di prevedere, attraverso strumentazione specifica, frane di crollo. Ricordo l'esperienza di mia moglie con l'Università di Bologna in un progetto che vedeva coinvolta anche l'Università di Padova, per attuare un sistema di previsione di debris flow a Cortina D'Ampezzo. Il monitoraggio consisteva essenzialmente in una serie di geofoni che azionati dalle vibrazioni azionavano un semaforo su una strada. Non so se il progetto è andato avanti e se funziona visto i numerosi inconvenienti che presentava.
Ultimamente ho sentito alcuni geologi del Trentino Alto Adige su alcuni sistemi adottati per la previsione di frane di crollo su alcune strade, sempre con stazioni meteo, geofoni e sistemi topografici. Stanno, in molti casi, abbandonando l'idea per la crescente inaffidabilità delle previsioni ed in questi casi non c'è da evacuare nulla.
Ora madi ti chiedo, sai una frana è in superficie, possiamo osservarla e monitorarla, come credi sia possibile capire cosa possa accadere a 5, 10, 20, 30, 50 Km di profondità?
Quale minima idea abbiamo delle forze in gioco e della possibilità che queste scatenino magnitudo elevate? Cosa conosciamo della superficie di rottura?
Nel frattempo viene dedicato molto, troppo, spazio alla possibilità di prevedere un terremoto soprattutto qui in Italia dove, reduci da olocausti sismici, ancora stiamo discutendo su una normativa sismica ed una zonazione sismica frutto di compromessi tra chi vorrebbe garantita la sicurezza dei cittadini e chi vuole difendere le speculazioni del mercato immobiliare.
Stiamo purtroppo a questo livello e certo continuare a discutere di previsione senza con decisione ribellarci a tale sistema è come ammettere l’impossibilità di far cambiare idea ai nostri governanti che seguiranno sempre gli interessi di una forte e radicata classe di speculatori.
E’ secondo te normale? È civile?
Parlare in questo momento in Italia di previsione, quando tutti dovremmo puntare il dito sulla mancata prevenzione è semplicemente dare una mano a chi su tali situazioni si è sempre arricchito e che ha costruito la sua ricchezza sulla pelle dei cittadini. Per tale mondo parlare di previsione è un arma di distrazione di massima che gioca a loro favore.
Ecco perchè non puoi mettere assolutamente sullo stesso piano la previsione e la prevenzione, investendo analoghe risorse.
Quello che pensa Luca l'ho pensato anche io più volte....si poteva fare di più che non rassicurare la popolazione?
Ma di fronte ad un gap culturale simile, ed agli enormi ritardi sulla conoscenza della pericolosità sismica aquilana dovuta all'inerzia delle Amministrazioni, come si sarebbe potuto recuperare all'ultimo momento?
Come ci si sarebbe potuti organizzare?
Io credo che noi geologi, soprattutto qui in Abruzzo, dovremo impegnarci molto affinchè non avvenga, come è accaduto finora, di essere sormontati dall'ignoranza dilagante che investe la Regione a tutti i livelli....dalle istituzioni, all'informazione, alla società civile, al mondo scolastico (i cui Direttori Scolastici a Teramo fanno a gara per invitare Giuliani), al mondo imprenditoriale (a mio avviso, in Abruzzo, il peggiore).
Non saremo mai come l'Emilia Romagna o la Toscana, però potremmo migliorarci, se soprattutto si pensa a diffondere la cultura della prevenzione che in questa Regione manca a tutti i livelli.
Ultima modifica di Alex-64; 16/06/2009 07:42.