Con tutto il rispetto per le Prefetture (verso le quali c'è molta, troppa deferenza, a volte), la loro competenza inizia con gli eventi di tipo c) (ex legge 225) e finisce... con il confine di provincia! E poi le Prefetture non hanno tecnici (perlomeno qui, non so altrove).
Solo un ente sovraprovinciale può avere una visione d'insieme e questo ente è la Regione.
Ripeto, con il fondamentale e irrinunciabile contributo di tutti: prefetture, province e comuni.
gb
Si ma alla Regione, per legge, non spetta la pianificazione d'emergenza. Il Dlgs 112/'98 dove lo mettiamo?
Se vuoi sapere la mia allora neanche la Regione ha una visione d'insieme, tale visione d'insieme per il rischio idrogeologico lo può avere solo l'Autorità di Bacino che non sempre è una struttura regionale, oppure l'avevano (per i grossi bacini idrografici) i vari Magistrati alle Acque o Provveditorati alle OO.PP..
Lo Stato una volta infatti era organizzato con Uffici del Genio Civile Provinciale coordinati a volte da strutture centrali con perimetrazioni interregionali (Magistrati alle Acque, Uffici Idrografici). Una struttura centrale con efficiente dislocazione provinciale. Con l'avvento delle Regioni le competenze sono state trasferite a colpi d'accetta tanto da richiedere l'elaborazione di una legge (L. 183/'89) compromesso tra il decentramento amministrativo e la gestione dei bacini idrografici in maniera unitaria.
Per quanto riguarda la convocazione ad un tavolo a sottoscrivere un protocollo d'intesa, non c'è bisogno di personale tecnico.
Le Prefetture hanno l'autorità istituzionale per farlo.
Il modello d'intervento per un evento di tipo "b" può essere proposto ed avanzato dall'Ente competente alla pianificazione d'emergenza, il quale Ente è dotato, a differenza delle Prefetture, di personale tecnico.
Le Province che si sono dotate di un Piano di Emergenza, per forza hanno dovuto far sottoscrivere protocolli d'intesa.
Allo stato attuale o si ripensa seriamente alla nuova organizzazione dell'apparato amministrativo (eliminando alcuni enti come le Province) oppure ci si adopera per farli funzionare al meglio con le competenze ad esso già delegate.
Le Regioni devono invece capire che se delegano delle competenze agli enti locali lo devono fare come prescrive la legge e non creando le condizioni affinchè la competenza non possa essere esercitata in maniera autonoma (senza trasferimento di risorse e mezzi riservandosi spesso gli introiti).
Questo discorso vale per gran parte dell'Italia dove le Regioni sono a Statuto Ordinario.
Il ruolo della Regione non è quello di sostituirsi alle Province o ai Comuni ma è quello di legiferare affinchè ci sia coordinamento nelle azioni, cosa che sitematicamente non avviene.
Cosa sarebbero le Regioni senza le Province? Dei piccoli Ministeri distanti dalle realtà locali ed incapaci di coordinare i numerosi comuni presenti al loro interno.