dal messaggero........Ma non è la sola magnitudo o l’assenza del “boato” a rendere queste ultime scosse diverse da quella terribile del 6 aprile e da quelle più piccole registrate nelle ultime settimane. La faglia interessata, infatti, sarebbe un’altra. «L’ipocentro - spiega Michelini - è più a Nord rispetto alla scossa più forte di aprile. E’ vicino ai comuni di Barete, Capitignano e Pizzoli». Anche la profondità non è uguale. «Queste ultime scosse – spiega Messina – sono avvenute a 14 chilometri e 200 metri di profondità, circa 4 chilometri in più rispetto a quella del 6 aprile». Faglia diversa, più profonda, e magnitudo leggermente più elevata di quella delle scosse di assestamento precedenti.

«Il forte terremoto - dice Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv - che dà origine allo sciame sismico provoca un forte disequilibrio e di conseguenza alcune faglie possono arrivare più facilmente alla rottura». Quindi nella zona della faglia che si è aperta il 6 aprile scorso possono essersi attivate altre faglie, piccole o grandi. Questo può dar luogo a due scenari diversi. Il primo è che queste scosse più intense allungheranno i tempi di assestamento del suolo e quindi ci vorranno alcuni mesi per ritornare a sopportare scosse più lievi. Il secondo, meno confortante, è che una seconda faglia dia luogo a un altro sciame sismico. «E’ una possibilità, ma non è detto che sia probabile. Non è infatti possibile prevedere l’inizio di un terremoto, così come non è possibile prevederne la fine», conclude Messina