Ok abbiamo sonnecchiato entrambi anche se il relatore era abbastanza "scoppiettante", a dire il vero. Però uscirei dalla questione meramente tecnica e affronterei la cosa in modo più diretto sul quesito posto all'inizio.

Ammesso che

1) la decisione sulle prove da eseguirsi (laboratorio o sito non interessa la committente) è del geologo
2) le prove costano ma neanche il nostro lavoro dovrebbe essere "svenduto"
3) ogni cosa va fatta secondo una scaletta di priorità

Perchè è responsabilità del geologo il prezzo del laboratorio X o del sondatore Y?

Prima di tutto viene la "necessità" di eseguire una campagna d'indagine diretta in un certo modo e poi i prezzi.

Suppongo che ogni Collega (supposizione azzardata a dire il vero) che affronta un lavoro si riferisca a standard culturali simili, ad esempio se per definire la direzione di una falda servono almeno tre punti ci saranno 3 verticali d'indagine. Se poi oltre alla direzione e al gradiente possono servire anche informazioni più dettagliate o prove di falda verranno proposte ma sempre in modo più o meno omogeneo.

Il problema quindi si pone in modo commerciale da una parte e culturale dall'altra.

Dal punto di vista commerciale sul prezzo delle singole prove.
Dal punto di vista culturale sulla necessità delle singole prove.

A volte mi è capitato di "sbaragliare" la concorrenza proponendo un numero maggiore di prove e quindi un prezzo superiore ma nel contempo dimostrando che nel prosieguo delle attività certe cose DOVEVANO essere fatte quindi i miei preventivi di spesa erano ragionati mentre gli altri erano o poco ragionati o sottintendevano un'aumento di prezzo in corso d'opera. E' ovvio che per fare questo bisogna innescare un dialogo con il cliente e queso dialogo deve essere impostato su tre cardini fondamentali:

1) noi lavoriamo per risolvere il SUO problema al minor costo possibile ma anche con la qualità minima indispensabile perchè la soluzione sia effettivamente una soluzione e non un pezzo di carta da tenere nel cassetto;
2) per essere apprezzati come geologi dobbiamo dimostrare che il nostro lavoro è quello più importante, anch'io ho la tendenza a mettere il elenco prezzi la relazione per ultima secondo un ordine consequenziale di cose ma questo è psicologicamente sbagliato. Tutto il teatrino lo gestiamo noi, il nostro prezzo va messo in cima e non nascosto in fondo, senza di noi tutti quei bei buchini non hanno senso e neanche si sa dove devono essere fatti.
3) non dobbiamo lavorare a "tutto incluso". Tutti i lavori prevedono delle fasi e tutte le fasi sono importanti, dal primo sopralluogo al timbro sulla relazione. Quello che salterà fuori di fase in fase sarà necessario per la fase successiva. Anche se conosciamo un territorio è necessario che questo schema di lavoro diventi uno schema di relazione con il cliente che chiede sempre tutto e subito per sua convenienza, ma per SUA convenienza non è detto che sia il modo migliore per svolgere un lavoro. Fino a prova contraria sappiamo noi meglio di loro come si fa e per questo ci chiamano.

Una volta impostato il dialogo con il cliente segue:

offerta formale per la redazione del piano d'indagine compresi sopralluoghi

redazione del piano d'indagine e dei relativi capitolati tecnici per le forniture di buchi e analisi

offerta formale per seguire le indagini in campo basata sul piano d'indagine di cui sopra e per redigere la relazione finale.

Ovvio che anche a me sono capitate botte di concorrenza da capogiro, soprattutto da parte di colleghi che avevano un bel lavoro statale ed "esercitavano" per hobby però ritengo che sia fondamentale e strategico seguire una strada ben precisa:

1) dividere con piena chiarezza lavoro di consulenza e professionale del geologo da lavori d'impresa anche a mezzo di strumenti molto semplici come invitare ad inviare offerta direttamente al cliente sulla base di specifiche tecniche e schemi di quotazione unici
2) attenersi, per il proprio compenso al reale calcolo delle ore impiegate per svolgere il lavoro valorizzate ai prezzi correnti e ai costi di mantenimento.

Per il secondo punto io faccio riferimento più che al prezzario dell'ordine al costo di un dipendente con la mia stessa specializzazione e stesso numero di anni d'esperienza impiegato in un'azienda (fosse anche pubblica)) aumentato del 50% per richio d'impresa o di professione quale mancati incassi, penuria di lavori e lavori che non possono essere acquisiti nel frattempo.

Questo costo deriva da salario orario lordo + overhead (cioè costi vari di affitti, spese telefoniche e spese di gestione) in ragione al 20% del costo orario.

Stranamente, computando così, il mio prezzo orario oscilla a circa il 20-30% in più di quello esposto in prezzario dell'Ordine, giusto per dire che la dignità della professione mica è difesa da un elenco prezzi ma dal calcolo effettivo del valore del proprio lavoro come valore monetario.

Qualche volta ho l'impressione che noi stessi ci crediamo poco alla nostra professionalità e siamo quasi "timidi" nel chiedere ciò che ci è dovuto.

Torno alla domanda iniziale che hai posto:

No non mi sembra tanto però neanche poco, dipende dall'area che avevi sottomano e dall'uso che il signore ne voleva fare. Dipende cioè dalla necessità effettiva. Ammesso questa prima osservazione ne deriva una seconda, ma a te che ne viene in tasca nello sponsorizzare sondatori? Sai com'è io mi sono stufato di far girare soldi e clienti per loro nome e conto e rischiare di perdere lavori per i loro prezzi e le loro "guerre di settore". Se sono in guerra ci guadana il cliente, se sono in pace ci perde il cliente ma d'altro canto io rischio il mio con la mia professionalità e i miei prezzi perchè devo rischiare anche per gli altri?

Saluti e alla prossima giornata di studio ... però prima d'iniziare questa volta ci prendiamo un caffè ;-))