Originariamente inviato da: galapagos

MI sembra quindi che tu sostiene che nella relazione geologica si possa riportare la stratigrafia di dettaglio (sondaggio), i dati delle prove (es. CPT) ma non l'interpretazione rigorosa ma solo parametri "caratteristici" (non di progetto) dei litotipi.
Siccome evidentemente non ho ancora capito bene la nuova normativa (premetto che non voglio essere ironico) qualcun'altro può confermare quanto sopra.

p.s.:
in C6.2 c'è scritto letteralmente: " Nella descrizione dei caratteri geologici del sito devono essere definite le caratteristiche intrinseche delle singole unità litologiche.........Nelle unità litologiche costituite da alternanze...... devono essere descritte le caratteristiche dei singoli litotipi e quantificati gli spessori e la successione delle alternanze."

Domanda: quali sono le caratteristiche intrinseche dei litotipi? Mi riferisco naturalmente oltre che al colore, grado di alterazione, ecc.

Hola y hasta luego|



la norma richiede che i caratteri stratigrafici siano presenti già a partire dalla relazione geologica, cosa che al di là della norma mi sembra ovvia.
Quindi nella geologica riporterai certamente sondaggi, penetrometrie, indagini geofisiche e quant'altro ti serve e che descriverai comunque dettagliatamente.
Nella geologica si utilizzeranno i valori acquisiti nelle prove in modo da valutare la consistenza o la densità dei terreni ed i loro parametri medi, per sapere con cosa si ha a che fare, idem con quanto serve per effettuare una classificazione di un ammasso roccioso ad es° con bieniawski. Questi sono elementi fondamentali per valutare le pericolosità di un sito e comunque in genere nella geologia applicata.

L'iter procedurale per arrivare ai valori caratteristici, e poi a quelli di progetto, è nella geotecnica.
Nella geotecnica verranno riprese le prove effettuate, ridescritte (magari sintetizzando un po' e facendo riferimento alla geologica) ed interpretate per trovare i valori caratteristici. Per i rilievi geomeccanici invece, secondo me, si dovranno inserire di sana pianta i più rilievi che servono per arrivare ai valori caratteristici, più rilievi in quanto per trovare i valori caratteristici sono necessarie per forza più coppie di c e phi. Per capirsi: hai un affioramento, nella geologica lo puoi trattare come elemento unico (salvo evidenze particolari), nella geotecnica no perchè ti serve pervenire a più c e phi, quindi c'è una certa differenza d'impegno sia in sito che in studio (se l'affioramento è troppo poco esteso allora per la geotecnica ci serviranno più affioramenti, fermo restando che potrebbe anche essere troppo poco esteso per la geologica, ma direi che il concetto di base è quello).

P.S. Il tutto secondo me, non sono depositario di certezze ne di linee guida, cerco di muovermi solo seguendo un iter che mi sembra logico

Per caratteristiche intrinseche basta pensare alla differenza che c'è ad esempio fra un calcare e un argillite, caratteristiche che si riflettono poi sulla stabilità, sull'idrogeologia, sulla resistenza all'erosione, sulla morfologia, sulla generazione di ambienti, ecc..

Ultima modifica di Ale_m; 08/07/2009 13:18.