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Andrea,
osservo che quel khk proprio non ti va nè giù nè sù grin
la parte geotecnica tuttavia ci compete e ci viene richiesta dal mercato.
Ciò non toglie che dobbiamo applicare il buon senso in tutto, sopratutto nella parte preliminare relativa al rischio geologico regionale e locale.
Sono d'accordo con molte delle tue osservazioni, ma non dimentichiamo che per alcuni aspetti bisogna ancora decidere qual'è il migliore modo di agire nella pratica, la legislazione è recente e non contempla tutte le possibilità.

Citavo prima il tromometro (o tromino), ci sono state molte discussioni sulle MASW e altri mezzi geofisici, sulle Vs e altre correlazioni, ecc. ecc.
La comunità dei geologici non è ferma ma sta sperimentando e cercando di determinare le più utili, accurate e praticamente applicabili tecniche di determinazione della risposta sismica locale.

In fase di pianificazione del territorio, alcune regiioni stanno all'avanguardia ma altre putroppo dormono sonni profondi.



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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McCoy,
l'ho mandato giù... crazy, un bel pò di giorni a raccapezzarmici nella circolare, grazie anche, e tanto, al tuo aiuto. Però alla fine mi sono ritrovato con uno 0,unpò da aggiungere alle resistenze, a loro volta e per fortuna ridotte da quel nuovo coefficiente che nella prima stesura de DM 2008 non c'era. (Non so se ci sono nuove direttive, tanto dever passare di nuovo un anno e qualche mese...per vederle applicate).

Sono pienamente d'accordo con te che che, nell'ambito delle costruzioni, il mercato della geotecnica è attualmente ancora l'unico dove il suffisso geo si inserisce con dignità, e dove noi dove dobbiamo cercare di remare per far rispettare la nostra figura professionale.

Credo però indispensabile che noi geologi si faccia le dovute pressioni affinchè nelle leggi a venire (domani..non fra decenni) sia dato il giusto risalto al rischio geologico in generale, perchè è quello che determina dissesti molto più del dimensionamento delle fondazioni. Quelle di L'Aquila ad esempio erano in muratura, ma proprio pietra su pietra con in mezzo quasi nulla, e hanno retto bene...così come quelle della casa degli studenti, stando all'immagine da te postata.

Riguardo al tromino, trovo strano che ci siano geologi che girano per L'Aquila con questo strumento e molti di noi, me compreso, non ne conoscevano l'esistenza,(magari aprire una pagina sui tanti siti dell'ordine per informare e linkare dove apprendere nozioni)...spero comunque che quando sarà individuato il mezzo migliore per una corretta indagine geofisica e quindi per un ottimale calcolo della risposta sismica locale, non sia troppo tardi per cambiare di nuovo il TESTO UNICO...

Nel frattempo però, riguardo alle regioni, non sarebbe il caso che l'Abruzzo, cosi come le altre, piena di territori comunali in zona 1, Rivisondoli compresa, non obbligasse le amministrazioni a dotarsi di carte geologiche e geomorfologiche nuove redatte in scala appropriata anche locale in particolari condizioni, buttando finalmente nel loro degno posto quelle ricalcate dai fogli al 100.000 rilevati 50 anni fa? Allo scopo, non sarebbe il caso che gli ordiuni si orientassero anche in questa direzioni oltre quella di battagliare con ingegneri ed architetti per la geotecnica?

Con il solito piacere di colloquiare con te,

Andrea Ciampaglia

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Piacere mio Andrea,
è vero, il Khk non incide generalmente tanto, a differenza del khi.

Mi sono espresso male circa i tromini, non parlavo dell'Aquila ma dell'Italia.

Sulla cartografia sono ovviamente d'accordo, ma anni fa (circa 15) partì il progetto CARG, non ho idea a che punto si trovi...


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Originariamente inviato da: Nicola Alberti
Riporto un mio post pubblicato su questo thread
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=63271#Post63271

perchè lo ritengo in tema
C'è ancora gente che si chiede come mai certi edifici cadono ed altri no, attribuendone la colpa solamente al fatto che siano costruiti male; passi per la gente della strada ma, duole affermarlo, ieri ho sentito l'intervista ad un ingegnere che sosteneva questo.

Perchè nessun geologo che ci rappresenta agli alti livelli (ce ne sono ?) si prende la briga di spiegare, prima di tutto alla stampa, che esiste un rapporto tra sforzi e deformazione, che esiste un numero che si chiama Cofficiente di Poisson, che ogni movimento tellurico ha una distanza critica, che esistono onde dirette e onde rifratte, che le onde sismiche NON SI PROPAGANO sempre allo stesso modo, perchè i loro tempi e di conseguenza le loro velocità dipendono da quali strati attraversano, che esiste una teoria che parla di rebound e perchè nessuno dice che tutto questo (e molto altro ancora) dipende da una sola, unica, vessata, malconsiderata, odiosa parola che si chiama GEOLOGIA ????

MA SOPRATTUTTO PERCHE' NESSUNO RACCONTA CHE NON ESISTONO LE SCOSSE DI ASSESTAMENTO VISTO CHE NON C'E' NIENTE CHE DEBBA ASSESTARSI

E ancora, PERCHE' NESSUNO COMUNICA CHE GLI UNICI A CONOSCERE QUESTE COSE SONO I GEOLOGI ????


esprimo il mio apprezzamento....
ma spiegare queste cose è veramente difficile a chi non è del campo. già parecchie persone non hanno la minima idea di cosa sia una faglia, fargli tutto il discorso sul coefficiente di Poisson, il modulo di Young, gli stati tensionali e via dicendo sarebbe da pazzi.

ha ragione chi ha detto che un costruttore, pur di costruire, se ne frega altamente del parere di un esperto, e magari ne chiama un altro che gli da il consenso di fare quello che vuole.
vi lascio il link di un articolo. a quanto pare, almeno per quanto riguarda l'ospedale, il problema era il cemento, impastato con sabbia di mare e di pessima qualità
articolo ospedale l'Aquila

Ultima modifica di Aphorrais; 10/04/2009 19:18.
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esprimo il mio apprezzamento....
ma spiegare queste cose è veramente difficile a chi non è del campo. già parecchie persone non hanno la minima idea di cosa sia una faglia, fargli tutto il discorso sul coefficiente di Poisson, il modulo di Young, gli stati tensionali e via dicendo sarebbe da pazzi.

ha ragione chi ha detto che un costruttore, pur di costruire, se ne frega altamente del parere di un esperto, e magari ne chiama un altro che gli da il consenso di fare quello che vuole.
vi lascio il link di un articolo. a quanto pare, almeno per quanto riguarda l'ospedale, il problema era il cemento, impastato con sabbia di mare e di pessima qualità
articolo ospedale l'Aquila


Guarda qua nessuno vuole fare lezione a nessun altro, non è questo il problema.
Bisogna semplicemente far capire alla gente, e purtroppo anche ad altri professionisti, che non si può cercare di risolvere questo problema in maniera semplicistica come invece in Italia si usa fare.
E' necessario che l'opinione pubblica comprenda che non si può costruire dappertutto, che ci sono equilibri in natura che vanno rispettati pena l'instabilità, che la morfologia ha un suo motivo di esistere e che non basta fare i calcoli dei cementi armati per far stare in piedi una casa.
Quando (e solo quando) su questi elementi non ci saranno più dubbi potremmo dire che il geologo sarà inserito bene nel novero tecnico di questo Paese.

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McCoy,
al progetto Carg ho partecipato nella sua fase iniziale seguendo il corso di formazione professionale per geologi rilevatori della regione Abruzzo (anno 1991), poi ne ho perso le tracce, anche perchè è passato di mano in mano, dall'Aquater fino, attualmente, all'ISPRA. Mi trattengo nel discutere sulle assunzioni... anche perchè di Andrea Ciampaglia potevano comunque farne a meno, considerando la preparazione di tutti i rilevatori che ne hanno fatto parte.
Le carte, rilevate al 25.000, sono redatte al 50.000, e sono molto ben fatte, in particolar modo il rilievo del quaternario, che per noi geologi applicati alle costruzioni è il più importante. Comunque il foglio L'Aquila insieme a molti altri dell'Abruzzo sono già stati pubblicati o in via di publicazione e sono visibili nel sito dell'ISPRA all'indirizzo: http://www.apat.gov.it/Media/carg/centro.html.

Credo siano davvero una buona base di partenza per rilievi al 10.000 su territori comunali (quelli di cui parlavo prima). Purtroppo il quadratino riguardante la mia zona è ancora bianco, e partire dai vecchi 100.000 per fare un rilievo è come non avere nulla tra le mani...ma tant'è...di necessità virtù, purchè facciano sorgere le nostre giuste necessità.

ciao
Andrea Ciampaglia

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Ti ringrazio per al notizia Andrea,
avevo proprio perso traccia del progetto e finalmente, anche se i fogli in stampa non si possono dire numerosi, almeno ne abbiamo 4 pronti. Ma si dovrebbe accelerare il completamento del progetto, dal 1991 al 2009 sono trascorsi 18 anni frown

Di nuovo, non posso che essere d'accordo con quello che dici e quello che dicono gli altri colleghi che hanno postato qui.
La parte geotecnica non dovrebbe farci perdere d'occhio la parte sul rischio idrogeologico e sul rischio sismico, la cui competenza, coem anche sottolinea la più recente normativa sismica, è specificamente nostra.

L'argomento conclusivo è che è inutile, o dannoso, edificare, se il sito è a rischio di frana, alluvione, rotolamento massi, liquefazione del sottosuolo o amplificazione sismica, per dirne alcuni.
O perlomeno, quando è possibile, si può costruire ma con le adeguate misure. Che, certamente, costituiscono un costo aggiuntivo.


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Ho sentito un pò di progettisti che hanno fatto ricognizioni sugli edifici da loro progettati (al cui progetto ho partecipato). Si tratta di lavori relativamente recenti. Dalle informazioni preliminari è risultato che gli edifici progettati a partire dai primi anni '90 con relazione geologica, con caratteristiche costruttive antisismiche di base, sia in calcestruzzo armato che in muratura, hanno sopportato il sisma piuttosto bene, in alcune zone senza neanche lesioni.

Nella zona di Pettino, situata proprio sulla traccia della faglia il cui movimento ha causato il sisma, si sono osservati dei collassi di cementi armati, edifici rimasti incredibilmente verticali ma con un piano (l'inferiore) in meno. Nella maggior parte dei casi le tamponature sono partite, ma i telai hanno retto, impedendo il crollo. Come è stato detto in altri posts, nonostante la presenza della linea di faglia l'area era stata destinata a zona di espansione residenziale.

Dal punto di vista del terreno di fondazione, la relazione caratterizzava il rischio idrogeologico, la resistenza del terreno e soprattutto l'eventuale presenza di disomogeneità, caso non frequente ma neanche rarissimo.
Allora non era richiesto molto di più, con la nuova normativa viene richiesto uno studio più completo che comprende la caratterizzazione, più o meno dettagliata, della risposta sismica al di sotto delle costruzioni.
Nuova normativa ancora non obbligatoria se non per opere strtegiche e di rilevanza.


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scusate se mi inserisco nella discussione... volevo farvi una domanda a proposito della classificazione sismica dei comuni Italiani. ho notato che L'Aquila è in zona 2, mentre altri comuni, che secondo una mappa dell'INGV sono meno pericolosi dal punto di vista sismico, sono in zona 1
vi lascio il link delle due mappe.
pericolosità sismica

classificazione comuni italiani

come mai non combaciano? di cosa si è tenuto conto per fare la seconda classificazione?

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Sì, nella vecchia classificazione dei comuni, adottata nei progetti che seguono il DM '96 la sismicità di L'Aquila era sottostimata.

Con la mappa delle massime intensità macrosismiche risentite l'INGV inserì l'AQ nel novero dei siti più pericolosi d'Italia.

La più recente mappa probabilistica (pericolosità sismica) ha inserito l'AQ e tutto l'appennino centro-meridionale nella fascia a maggiore pericolo, assieme al Friuli e all'Etna.


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