Originariamente inviato da: Alex-64

Quello che temo, comunque, e che finita la paura per assenze di scosse tutto torni come prima e gli interessi principali dei cittadini torneranno quelli di sempre rivolti principalmente alle sagre e alle feste popolari. Il terremoto rimarrà un brutto ricordo da cancellare e dal quale non trarre nessun insegnamento.
......
Una collettività matura e cosciente di ciò che è accaduto e di ciò che potrebbe accadere metterebbe sotto torchio i propri amministratori, per ciò che finora non hanno fatto, per non aver voluto saper conoscere i rischi naturali ai quali il proprio territorio è esposto, mentre attualmente li vediamo sfilare nelle TV con atteggiamento vittimistico, senza che nessuno gli ponga domande scomode del tipo "ma lei finora cosa ha fatto?" "la sua amministrazione ha un servizio ed un piano di protezione civile?" "perchè non ha mai proposto studi di pericolosità sismica sul suo territorio visto anche gli eventi passati?".
So, ad esempio, che in Abruzzo sono stati condotti diversi studi sul pericolo valanghe ma mai sono stati resi pubblici o utilizzati in piani di protezione civile, sempre per questioni di profitto legate, questa volta, al mondo imprenditoriale dei comprensori sciistici.....


Ottimo

Questo mi pare IL punto di partenza affinchè venga affrontata , da oggi in poi, la questione riguardante l'edilizia pubblica e privata, in Abruzzo e nelle altre Regioni.

I semplici (=ignoranti) cittadini come me si sono adesso fatti una mezza cultura in materia e mentre gli stessi cittadini da oggi in poi hanno il DOVERE di richiedere il rispetto delle regole -semmai rinunciando a soprelevare tutto il soprelevabile, ad abbattere pilastri che impediscono la manovra nei garage ecc- spetta ai tecnici ESIGERE il rispetto dei protocolli in materia -senza chinare il capo, senza pensare che 'tengo famiglia'.
Perchè un semplice 'corso di aggiornamento' non è sufficiente. Qui ci addentriamo nel campo di una questione morale. E di fronte all'immoralità dei 'clienti' DEVE esistere la rigidità del tecnico che disposto a pronunciare dei NO sacrosanti -al cliente e al politico che interviene per fare pressioni- laddove si chiede di chiudere un occhio, o tutti e due.
la sequenza è :
regole>rispetto delle regole>controlli>verifiche

sono un'ingenua, lo so.


'Se l'intelligenza è la nostra salvezza, la stupidità è la più grande minaccia, e per questo merita di diventare oggetto di ricerca'(J.A.Marina, in Il fallimento dell'intelligenza)