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Marco, hai perfettamente ragione.
nulla da eccepire.

ma sai noi abbiamo riviste specializzate prepagate e spedite a circa 16000 iscritti, edite dal CNG con articoli in inglese, quindi ... perche pubblicare su RIG!

Piuttosto, tu ti sei o ti consideri un ingegnere geotecnico?
perchè sembra che l'ingegnere geotecnico sia una figura sconosciuta! una nuova professione che si svilupperà in futuro per i benefici introdotti dalle NTC (sic!)!












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Alla fine è vero quello che dice Marco, il geologo è poco visibile negli ambienti accademici geotecnici e pertanto quando si decide qualcosa a livello normativo, dato che i consulenti sono in genere gli accademici stessi, il geologo non viene cosniderato.

Per Riccardo:
Nè la normativa nè gli eurocodici obbligano a utilizzare il metodo statistico per ricavare i valori caratteritici. Io però non ho trovato da nessuna altra parte una procedura ripetibile e che dia lo stesso risultato.
E questo lo dimostrano molto bene Bond & Harris in alcuni grafici che fanno verticalizzare i capelli a dir poco.

In altre parole: se non si usa un metodo codificato, su 100 tecnici probabilmente avremo 100 valori caratteristici differenti, con fluttuazioni a volte assurdamente ampie.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Originariamente inviato da: mccoy

agi,
più precisamente la frase che citi:
"metodi e risultati delle indagini devonoessere esaurientemente esposti e commentati in una relazione geologica"
è contenuta nel 6.2.1: caratterizzazionee modellazione geologica del sito.

Per cui si parla di indagini finalizzate alla modellazione geologica, non quella geotecnica.



Si ma se faccio delle SPT in foro come dovrei esporne e commentarne i risultati se non dicendo la prova SPT ha dato 15/23/28 e quindi ne deriva un phi di circa x gradi? Altrimenti che tipo di risultati e di commenti sulle prove dovrei mettere nella geologica ai sensi del 6.2.1? Non voglio essere polemico, cerco di capire e possibilmente di creare insieme al contributo di tutti una linea guida che possa essere condivisa.

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Originariamente inviato da: riccardo
Marco, hai perfettamente ragione.
nulla da eccepire.

ma sai noi abbiamo riviste specializzate prepagate e spedite a circa 16000 iscritti, edite dal CNG con articoli in inglese, quindi ... perche pubblicare su RIG!

Piuttosto, tu ti sei o ti consideri un ingegnere geotecnico?
perchè sembra che l'ingegnere geotecnico sia una figura sconosciuta! una nuova professione che si svilupperà in futuro per i benefici introdotti dalle NTC (sic!)!

Quando mi sono laureato non vi era tale specializzazione, non so se vi è adesso...
spero che mi considerino gli altri un buon geotecnico.
Sul fatto che sia una professione emergente, su questo non credo vi siano dubbi.

Pubblicare: l'imnportante è che la rivista sia seria e specialistica e ben diffusa.

m.












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Originariamente inviato da: geognu
Originariamente inviato da: mccoy

agi,
più precisamente la frase che citi:
"metodi e risultati delle indagini devonoessere esaurientemente esposti e commentati in una relazione geologica"
è contenuta nel 6.2.1: caratterizzazionee modellazione geologica del sito.

Per cui si parla di indagini finalizzate alla modellazione geologica, non quella geotecnica.



Si ma se faccio delle SPT in foro come dovrei esporne e commentarne i risultati se non dicendo la prova SPT ha dato 15/23/28 e quindi ne deriva un phi di circa x gradi? Altrimenti che tipo di risultati e di commenti sulle prove dovrei mettere nella geologica ai sensi del 6.2.1? Non voglio essere polemico, cerco di capire e possibilmente di creare insieme al contributo di tutti una linea guida che possa essere condivisa.


Se fai delle SPT in foro si tratta di indagine geotecnica e non geognostica. O meglio, può anceh essere una fase dell'indagine geognostica finalizzata all'acquisizione di parametri geotecnici.

Perciò gli SPT vanno citati solo in indagine geotecnica o, alternativamente, nella relazione sulle indagini.

E ripeto, a questo punto è chiaro che NON siamo obbligati a ricavare phi, o Cu o qualsiasi altro parametro, dobbiamo soltanto fornire la terna: 15/23/28 .

Altrimenti, come ripeto, è troppo facile da parte del progettista asserire di saper fare la relazione geotecnica.

Il phi è un parametro geotecnico che in NESSUN modo fa parte della relazione geologica. Mi sembra così chiaro.

Se insistono, insistiamo anche noi legge alla mano, e facciamo valere i nostri diritti di lavoratori.

Bisogna scrivere una relazione a parte che ha un costo. Non va più bene il 2 X 1.


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Originariamente inviato da: mccoy
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agi,
più precisamente la frase che citi:
"metodi e risultati delle indagini devonoessere esaurientemente esposti e commentati in una relazione geologica"
è contenuta nel 6.2.1: caratterizzazionee modellazione geologica del sito.

Certo che fa parte del 6.2.1! il "paragrafo" 6.2.2 era stato citato per evidenziare in ambedue i "paragrafi" l'assenza del termine una relazione geotecnica sulle indagini. Capisco anche che ti riferivi ad una permeabilità relativa ma consistenza e addensamento sono comunque dati stimabili da prove geotecniche (come hai evidenziato)...quindi come vedi di contraddizioni ne esistono e non è sempre applicabile un principio generale....ripeto se poi la relazione geotecnica ha lo scopo di fornire solo informazioni di tipo qualititavivo, perche così mi sembra di capire, ho l'impressione che si voglia fare il gioco delle NTC svilendo l'importanza della relazione geologica...un vecchio collega, maestro, sosteneva qusi provocatoriamente che la relazione geologica non servisse a nulla....mi sembra quella la strada (un utile riferimento)


Circa la relazione sulle indagini geotecniche, ormai la maggior parte dei colleghi si orienta su questa per esporre i risultati delle stesse.
Ripeto, io non esporei niente altro che i nudi dati.

Volendo fare la distinzione tra due diversi elaborati - relazione geologica e relazione geotecnica sulle indagini - a questo punto, alla luce delle NTC 08, mi sembrerebbe più corretto parlare, più che di relazione geotecnica sulle indagini, di relazione sulle indagini geotecniche e modellazione geotecnica del sito, che non ha ancora nulla a che vedere con l'elaborato geotecnico senso stretto (verifiche geotecniche)...questa conterrebbe sezioni esplicative, range dei parametri geotecnici nudi e crudi riscontrati con le indagini strumentali, categoria di sottosuolo (sebbene sia da definire a rigore sulla base di Nsopt, cu, e vs, a mio parere riguardando la RSL ha che a fare con la geologia ), etc.
Capisco che il lato economico sia fondamentale ma ho l'impressione che ci si stia concentrando troppo sullo stesso...per carità è giusto farlo! ma credo che in questa fase sia propritario definire bene, come dice geognu, e come stiamo facendo, uno standard di lavoro.

Nella relazione geotecnica poi la stima dei parametri geotecnici caratteristici e di progetto e le verifiche geotecniche.

[b]Poi (o comunque contemporaneamente) pensiamo alla retribuzione economica....all'inizio i prodotti, anche se ottimi, si lanciano sul mercato con un certo prezzo (più o meno basso), poi strada facendo se ne definisce il "giusto" valore di mercato...almeno credo funzioni così! smile


Trovo la discussione estremamente interessante ma ancora in via di definizione! C'è ancora tanto di poco chiaro compreso l'interpretazione del 6.2.1.

Se l'autorità di bacino in Calabria richiede la verifica geotecnica entro la relazione geologica, bisognerebbe fare intervenire l'Ordine.



L'ordine è costituito da geologi come noi... visto che c'è ancora poca chiarezza in giro, e i temi di cui discutiamo ne sono la prova, sarebbe sicuramente opportuno che l'ordine intervenisse ma dopo aver svelato ogni dubbio a riguardo...anche perchè se fosse stato così chiaro, inserire ad es. la verifica di stabilità nella relazione geologica, sarebbe stato scorretto anche alla luce del vecchio DM 88.

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 14/07/2009 11:17.
agi #68351 14/07/2009 11:42
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agi,
la relazione geologica così come descritta nel 6.2.1 potrebbe sembrare riduttiva, in realtà non lo è. Se pensi che bisogna delineare il modello geologico, la geomorfologia, il rischio del territorio, il rischio sismico regionale (faglie attive).
Certo il dettaglio sarà proporzionale all'opera, ma sarà compito nostro renderla utile o meno al progettista.

Se poi il progettista è un tamarro, con tutto rispetto dei molti progettisti validi che conosco: sono suoi problemi.

Se invece noi lavoriamo da tamarri: allora ci meritiamo tutti gli sberleffi e gli epiteti che i progettisti ci indirizzeranno.

"relazione sulle indagini geotecniche e modellazione geotecnica del sito" è una buona definizione, anche se il modello geotecnico prevede preferibilmente la definizione dei parametri caratteristici.

scusa la venalità, ma non ci si concentra mai abbastanza sul lato economico!! Il lavoro deve essere fatto bene, ma compensato adeguatamente.

Alla fine devo dire che i geni civili con cui sto parlando questi giorni hanno le idee confuse, a volte MOLTO confuse, MOLTISSIMO.
Sembra ci sia la tendenza ad ignorare la parte geotecnica a favore della 'microzonazione sismica' ossia della Vs30.
Dalla quale qualcuno addirittura è convinto che si possano ricavare i parametri del terreno per la caratterizzazione geotecnica.
Inoltre le Vs30 dicono che faccia parte dell'indagine geologica. Ma, legge alla mano, questo non è vero.
Il lato positivo è che questa è richiesta obbligatoriamente per qualsiasi opera, a parte quelle provvisorie.
Inoltre, sarà richiesta la relazione per ogni singola struttura, non varrà per 2 palazzine nello stesso lotto.

Comunque metterò in rete, se me lo permettono, quello che risulterà dal gruppo di lavoro dei colleghi della Regione Abruzzo su questi aspetti appena sarà pronto. .



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Originariamente inviato da: mccoy
agi,
la relazione geologica così come descritta nel 6.2.1 potrebbe sembrare riduttiva, in realtà non lo è. Se pensi che bisogna delineare il modello geologico, la geomorfologia, il rischio del territorio, il rischio sismico regionale (faglie attive).
Certo il dettaglio sarà proporzionale all'opera, ma sarà compito nostro renderla utile o meno al progettista.

mccoy personalmente, e credo tutti noi geologi, questi contenuti li abbiamo sempre trattati nella relazione geologica...quindi fin qui niente di nuovo a parte il tema rischio sismico regionale (faglie attive) le cui conoscenze sono in continua evoluzione...

"relazione sulle indagini geotecniche e modellazione geotecnica del sito" è una buona definizione, anche se il modello geotecnico prevede preferibilmente la definizione dei parametri caratteristici.

Infatti non dico di riportare nella modellazione geotecnica i parametri geotecnici caratteritici ma il loro range desunto dalle indagini strumentali effettuate...questi li riporteremo nella relazione geotecnica insieme alle diverse verifiche se commissionate (e mi auguro tante volte)....

scusa la venalità, ma non ci si concentra mai abbastanza sul lato economico!! Il lavoro deve essere fatto bene, ma compensato adeguatamente.

E' vero! infatti il tema non è da trascurare...lo metterei un tantino in secondo piano almeno in questa prima fase...neanche io lavoro per la gloria anche se in passato tante volte mi è sembrato di farlo!

Alla fine devo dire che i geni civili con cui sto parlando questi giorni hanno le idee confuse, a volte MOLTO confuse, MOLTISSIMO.

Comunque metterò in rete, se me lo permettono, quello che risulterà dal gruppo di lavoro dei colleghi della Regione Abruzzo su questi aspetti appena sarà pronto. .



bene mccoy! magari se ci provassimo un pò tutti nelle diverse regioni potremmo tirare un pò le somme e capire ancora meglio come afrontare la situazione...

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 14/07/2009 16:21.
agi #68359 14/07/2009 16:45
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Originariamente inviato da: agi

bene mccoy! magari se ci provassimo un pò tutti nelle diverse regioni potremmo tirare un pò le somme e capire ancora meglio come afrontare la situazione...

saluti, agi


Concordo
si fanno urgenti chiarimenti in merito
gli ordini e il cng dovrebbero buttar giù due righe, si fa per dire, riguardo ai contenuti da prevedersi nelle relazioni ed a cui attenersi, entrando anche un minimo nel dettaglio se c'è bisogno con esempi applicativi sul tipo di cose che si sta discutendo qui (fino nspt si, c e phi no, ecc..)
Questo sarebbe fondamentale per cominciare a uniformare i comportamenti e, non secondario, evitare che pochi colleghi operino con schemi deleteri per altri. Oltretutto tale lavoro non sarebbe certo sprecato alla luce del fatto che molti enti si rivolgono in particolare a noi per avere lumi.
Teniamo conto che non sono quattro gatti quelli che se non hanno input precisi dall'ordine/cng o da enti pubblici non cambiano nulla nel modo di comportarsi indipendentemente dalle nuove norme, a cui nel frattempo cercheranno di rispondere col solito 'un colpo al cerchio ed uno alla botte' facendo più danni della grandine in termini di impostazione dei nuovi lavori.

Ultima modifica di Ale_m; 14/07/2009 16:48.
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mccoy personalmente, e credo tutti noi geologi, questi contenuti li abbiamo sempre trattati nella relazione geologica...quindi fin qui niente di nuovo a parte il tema rischio sismico regionale (faglie attive) le cui conoscenze sono in continua evoluzione...


beh, magari non tutti e non tutti scrivevamo le cose giuste. Adesso la legge specifica che bisogna concentrarsi sugli aspetti utili alla progettazione, escludendo perciò pagine e pagine di descrizione dettagliata delle vicissitudini della tetide e delle microfaune correlate laugh.

riflettendoci, può darsi che inserisca la definizione della categoria di suolo nella stessa relazione, ma chiamandola in maniera diversa, tipo: "Relazione geologica e relazione sulla microzonazione sismica".

Più precisamente si tratta di nanozonazione, ma non sono sicuro che gli ingegneri dei geni civili gradiscano il termine. laugh



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