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#6847 27/03/2005 08:46
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OP Offline
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Salve, sono un lavoratore Co.Co.Pro e sono prossimo all'abilitazione alla professione di geologo.
Ora mi sorge un dilemma: una volta abilitato, cosa mi conviene fare? Mantenere il Co.Co.Pro, nella speranza di un'assunzione (la società non è grande e campa cavallo per un'assunzione per maternità di colleghe perchè sono quasi tutti uomini) oppure abilitarmi e aprirmi la partita IVA?
Con il Co.Co.Pro. ho i miei soldi "netti", ferie pagate (quando l'azienda chiude, non perchè li chiedo io), un orario di lavoro e un contrattino che mi para per un certo periodo.
Con la partita IVA sarei un "professionista in consulenza", prenderei di più, avrei la possibilità di scaricarmi l'IVA dagli acquisti che faccio (che so....casa, macchina, pc):
Tuttavia, mi chiedo, come cambia il rapporto? Avrei un contratto lo stesso a tempo determinato? Avrei le ferie pagate o l'azienda può mandarmi a fan.... in estate quando chiude per non pagarmi? Sicuramente perderei ogni possibilità di un'assunzione, essendo un libero professionista.
Io lavoro nel campo della cartografia e informatica, con la possibilità però, in futuro di partecipare a commesse nel campo del rilevamento geologico.
Insomma, che mi conviene fare? Proseguire con i Co.Co.Pro oppure, magari una volta terminato il contratto, aprire la p.iva e rilasciare la fattura?

#6848 27/03/2005 11:43
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geo Offline
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mah l'abilitazione e l'iscrizione all'albo convengono in ogni caso secondo me anche se devi pagare l'enap comunque per l'azienda pagarti come libero professionista è più conveniente che con il co.co.pro.non hanno alcun vincolo neanche nella durata del lavoro,se vogliono assumerti lo possono fare lasciandoti anche l'opzione di far eun alvoro da libero professionista se questo non intralcia i loro interessi,se non vogliono assumerti per te non cambia nulla,in ogni caso senza iscrizione all'albo non potrai esercitare


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
#6849 27/03/2005 15:43
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Ciao Geo, l'abilitazione la prenderò in ogni caso, devo solo decidere che tipo di rapporto devo mantenere con la società con la quale lavoro.
Insomma...vorrei capire se, lavorando da libero professionista, per cui con la p.iva, pur guadagnando di più, ho maggiori rischi di rimanere senza lavoro e se ho ancora diritto alle ferie.

#6850 27/03/2005 22:29
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Concordo con Geo sul fatto che, indipendentemente da tutto, ti convenga prendere l'abilitazione. Sta poi a te decidere se esercitare o meno.
Per ciò che riguarda i contratti con le aziende, a meno che non si tratti di assunzione a tempo indeterminato (magari....!!???), ti consiglio il Co.Co.Pro., così ciò che prendi è più o meno netto. In ogni caso, se non sei un dipendente, l'azienda può mandarti a fa.... in qualunque momento. Di solito se si lavora a P. IVA si è pagati a giornata: se ci sei ti pagano, se no....ti attacchi!
Considera che io ho lavorato per un anno e mezzo per conto di una società che si occupa di geotecnica: contratto di consulenza a P. IVA.
Mi sono reso conto che non ci stavo dentro tra pagamenti IVA, EPAP e c... vari. Ho chiesto di passare al Co.Co.Pro.; risposta: mi hanno rispedito a casa!
Pensaci bene. Se ti riesce di fare il libero professionista (leggi: trovati i tuoi bei santi in paradiso...)molto meglio.
Ciao e in bocca al lupo.


Rosario Madaffari
#6851 29/03/2005 19:45
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Lavorando come libero professionista non hai diritto alle ferie pagate.


Giuseppe Metelli
#6852 30/03/2005 13:02
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vai da un commercialista e fatti fare un prospetto in cui puoi confrontare i due tipi di rapporto di lavoro in termini economici, basato su cosa 'effettivamente' ti potresti scaricare se avessi PI, e quanto incide. E le tasse aggiuntive.
Se ti abiliti senza aprire la PI, in virtù della legge Biagi, non puoi piu assolutamente fare un contratto COCOPRO. Al limite il cococo sì.
Non so quanto potere contrattuale hai tu, ma se fossi un 'vero libero professionista a PI' non dovresti stare dalla mattina alla sera in ufficio, perchè in teoria, così facendo, avresti un unico cliente. E per convenirti la PI, devi avere anche più clienti. Poi nasce la questione degli studi di settore e della faccenda, che se hai speso tot. dovresti aver guadagnato tot..
In generale, valuta la paga (al netto vero), le ore, le intenzioni tue future, le ore che dedichi a questo cliente, il potere contrattuale che hai ecc... fatti consigliare da un commercialista.

#6853 04/04/2005 12:37
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SD Offline
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Ma i Co.Co.Co. non erano diventati illegali? Che io sappia sono buoni solo più per gli enti pubblici mentre per i privati avevano preso il nome di "contratto a progetto" di valenza max 1 anno. Correggetemi se sbaglio, ma a me pare che sia così...
Comunque consiglio al collega di aprire comunque la partita IVA una volta iscritto all'albo. Ti consentirà di lavorare anche altrove (oltre a dove lavori attualmente) e di farti conoscere altrove. Così il tuo attuale datore di lavoro, temendo di perderti, potrebbe pure assumerti regolarmente (come è successo a me). Sicuramente avresti maggiori possibilità di guadagno anche se inizialmente le spese (commercialista, EPAP e la stessa IVA) potrebbero sembrarti altine.
Ricordati comunque, se passi da un contratto di collaborazione all'IVA, di chiedere più soldi: con l'IVA quando il lordo è 1000 il netto è la metà, e non hai i contributi. Hai comunque più libertà (non hai orari di lavoro, ad esempio) e più prospettive, secondo me. Potresti considerarti un professionista (e lo saresti) mentrem il tuo datore di lavoro attuale sarebbe il tuo cliente più importante.
In parole povere, l'IVA è sicuramente più vantaggiosa di un contratto cococò. Inoltre la precarietà della tipologia contrattuale è praticamente identica. L'IVA ti potrebbe consentire maggiori prospettive per esperienze lavorative diverse. Dipende da quanto vuoi lanciarti. Il mio consiglio è di farlo, se sei giovane come me, a meno che ti capiti un contratto VERO (a tempo indeterminato) e tu voglia mettere su famiglia.
I contratti a tempo variabile, cococò compresi, dovrebbero essere pagati almeno il 50% in più rispetto a quelli tradizionali (ti devono pagare anche i mesi in cui sarai disoccupato).
In bocca al lupo e W i giovani geologi!!!


Si vis pacem para bellum.
#6854 05/04/2005 15:59
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Ringrazio tutti i colleghi per i consigli che mi avete dato.
Innanzi tutto sono ASSOLUTAMENTE intenzionato ad abilitarmi, questo è scontato, voglio però valutare quello che dovrò fare DOPO.
SD, è vero, il Co.Co.Co non esiste, infatti ho un contratto Co.Co.Pro., della durata di un anno, con possibilità di assunzione.
Il problema è: mi assumeranno sul serio? Avrò un'altra proposta di contratto annuale?
Diciamo che il lavoro che faccio mi piace e l'ambiente di lavoro anche, però non vorrei fossilizzarmi (oltretutto non guadagno una cifra...e pago l'affitto), vorrei, diciamo, espandere le mie conoscenze, crearmi una clientela insomma (io lavoro con i GIS), per cui devo valutare come ovviare a questa cosa.
Devo considerare, come giustamente detto, le varie spese (a proposito, è vero che si parla di eliminare l'EPAP?) e il rischio di rimanere a piedi, dato che sarei solo un consulente esterno, oltretutto ritengo che con la P.IVA precluderei ogni possibilità di assunzione (se ho la P.IVA chi è che mi assume se ha la possibilità di trattarmi da esterno?), però sarei libero, un cane sciolto.
Insomma, ci sono i pro e i contro, credo che la cosa migliore sia valutare solo se avrò la possibilità di crearmi una clientela al di là della società dove lavoro.
Vi ringrazio ancora, attenod altri commenti, e mi associo al grido di W i geologi

#6855 06/04/2005 07:04
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caro greenhouse
io credo che tu hai una visione un pochino distorta della libera professione.
Innanzitutto credo che la possibilità di essere un libero professionista non precluda la possibilità di essere assunto presso una qualsiasi società. Essendo un professionista sei libero di decidere i tuoi orari di lavoro conciliandoli magari con altri impegni presso chi ti assume.
In secondo luogo nel tuo post, leggo che aprendo la partita iva potrai comprarti la macchina la casa etc..
Ma forse non sai che se queste non sono dichiarati come beni strettamente legati alla tua professione, non puoi giustificarne le spese.
Inoltre, con la legge Biagi esistono possibilità di lavoro abbastanza flessibili tipo il part time che ti permette di assicuarti sia il misero piatto di "pane sicuro" che quello abbondante che però non si sa quando prenderai.

Un esempio su tutti:

Esercito da tre anni, fino ad oggi ancora non ho trovato un committente che alla consegna del lavoro mi ha pagato. Nei casi più fortunati ho ricevuto un pagamento posticipato di tre mesi.
Se poi condideriamo le P.A. stai tranquillo che i tempi di attesa per riscuotere la tua parcella sono anche di 1 anno.

Se vuoi un consiglio, abilitati, iscriviti e non aprire subito la P.I. se ti vogliono assumere chiedi un part time magari a 30 ore settimanali.
Una volta assunto se vedi che hai la possibilità di inseriti bene come professionista, apri la P.I. e tieni in mano tutti e due gli impegni. Altrimenti potrai sempre fatturare con prestazioni occasionali.
Tu sei nella possibilità di farlo, altri vorrebbero e non possono.

Ti auguro una scelta giusta

#6856 06/04/2005 07:31
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Quote:
Se poi condideriamo le P.A. stai tranquillo che i tempi di attesa per riscuotere la tua parcella sono anche di 1 anno.
..... aspetto da 4 anni io!!
ti batto amigos!

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