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[quote] riflettendoci, può darsi che inserisca la definizione della categoria di suolo nella stessa relazione, ma chiamandola in maniera diversa, tipo: "Relazione geologica e relazione sulla microzonazione sismica". Più precisamente si tratta di nanozonazione, ma non sono sicuro che gli ingegneri dei geni civili gradiscano il termine. Io invece pensavo di riportare nella relazione geologica tutte le considerazioni inerenti i previdibili fenomeni di amplificazione topografica (in base alla morfologia del sito) e stratigrafica (sulla base delle conoscenze geologiche del sottosuolo di letteratura geologica) facendo soltanto un'ipotesi sulla categoria di suolo di fondazione ... la tipologia di suolo vera e propria invece la riporterei nella "relazione sulle indagini e modellazione geotecnica" sulla base dei dati strumentali acquisiti... saluti, agi
Ultima modifica di agi; 17/07/2009 10:01.
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agi, nella tavola rotonda di stamane abbiamo fatto un gran baccano e concluso non molto, ma questo fatto credo sia stato chiarito. La norma recita: 7.11.2 CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA AI FINI SISMICI Le indagini geotecniche devono essere predisposte dal progettista in presenza di un quadro geologico adeguatamente definito, che comprenda i principali caratteri tettonici e litoligici, nonché l’eventuale preesistenza di fenomeni di instabilità del territorio. Le indagini devono comprendere l’accertamento degli elementi che, unitamente agli effetti topografici, influenzano la propagazione delle onde sismiche, quali le condizioni stratigrafiche e la presenza di un substrato rigido o di una formazione ad esso assimilabile. Abbiamo concordato più o meno tutti sull'interpretazione: la definizione dell'amplificazione del suolo ai fini progettuali fa parte della relazione geotecnica. Compreso il coefficiente topografico. Quindi: Vs30, categoria di suolo, coefficiente di amplificazione topografica, tutto andrebbe in relazione geotecnica e sotto la responsabilità del progettista. Mi sembra tutto sensato dato che sono parametri che servono alla definizione delle azioni sismiche ai fini della progettazione geotecnica e strutturale.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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agi, 7.11.2 CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA AI FINI SISMICI Le indagini geotecniche devono essere predisposte dal progettista in presenza di un quadro geologico adeguatamente definito, che comprenda i principali caratteri tettonici e litoligici, nonché l’eventuale preesistenza di fenomeni di instabilità del territorio. Le indagini devono comprendere l’accertamento degli elementi che, unitamente agli effetti topografici, influenzano la propagazione delle onde sismiche, quali le condizioni stratigrafiche e la presenza di un substrato rigido o di una formazione ad esso assimilabile. Abbiamo concordato più o meno tutti sull'interpretazione: la definizione dell'amplificazione del suolo ai fini progettuali fa parte della relazione geotecnica. Compreso il coefficiente topografico. Quindi: Vs30, categoria di suolo, coefficiente di amplificazione topografica, tutto andrebbe in relazione geotecnica e sotto la responsabilità del progettista. Mi sembra tutto sensato dato che sono parametri che servono alla definizione delle azioni sismiche ai fini della progettazione geotecnica e strutturale. Purtroppo intravedo, con una sfera di cristallo in mano  , una regionalizzazione degli standard.... Quindi in relazione geologica sulle NTC 08 di che si discute in termini di classificazione sismica? Ho sempre pensato che la presenza (o meno) di un substrato rigido o ad esso assimilabile fosse leggibile preliminarmente anche attraverso la geologia! ma forse mi sbagliavo!  Come pure la liquefazione!? su argille ad es per mezzo della granulometria si esclude il pericolo liquefazione...allora mi chiedo un'indagine granulometrica è indagine geologica o geotecnica? perchè se è geologica allora potrei discutere in relazione geologica di liquefazione... anche sul fattore topografico mi suona strano! in fondo si tratta di una forma del paesaggio che il geologo legge naturalmente in fase di relizzazione delle sezioni geologiche (è anche vero che la forma può anche essere funzione della sistemazione finale dello stesso). Sono sono riflessioni a voce alta che cercano confronto o conforto nel tentativo di omogenizzare il mantello della geologia dei nostri giorni...  saluti, agi
Ultima modifica di agi; 18/07/2009 00:58.
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Quello che risulta evidente dalla normativa è che nella geologica dobbiamo indicare ogni riferimento utile alla progettazione dell'opera. Per cui va bene indicare il substrato rigido, la reale o potenziale presenza di strati liquefacibili, la presenza di morfologia che può comportare amplificazione topografica. Ma nel merito, ossia nella trattazione quantitativa di questi lineamenti, si entra nella relazione geotecnica. Non dimentichiamo comunque che una topografia complessa per la norma comporta l'utilizzo di mezzi avanzati di determinazione dell'amplificazione topografica (modelli 3D di scarso utilizzo) e già nella geologica si può suggerire la presenza di topografia complessa (questo specialmente se vogliamo fare un dispetto al progettista che ci sta antipatico  ). Possiamo inoltre mettere in guarda nei confronti della potenziale presenza di successione appartenente ai gruppi S1 e S2. Poi abbiamo lo studio della sismologia, delle faglie attive e questo potrebbe riempire buona parte della relazione. Vedremo poi nella pratica. Sono d'accordo che dispiace constatare che la categoria del suolo debba essere definita dal progettista, ma non dimentichiamo che non si tratta di suolo inteso come litologia o stratigrafia, bensì di suolo come entità caratterizzata da definiti intervalli di velocità delle onde esse, e qui parliamo di proprietà meccaniche del suolo= geotecnica.
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MCcoy, io aggiungerei la valutazione e determinazione dell'input sismico sulla base della sismicità locale, che ne dici?
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Sono d'accordo, ma soltanto inteso come magnitudo attesa delle faglie attive da studi paleosismologici, a partire dai database di pubblico dominio. Se mi dici input sismico mi dici spettro mi dici sollecitazioni sismiche di progetto mi dici geotecnica! se $$$$$$$$$$$$ allora OK OK OK OK OK OK OK Altrimenti: caro progettista sei tanto bravo fallo tu! 
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Diciamo che due scogli formali, che possono essere solo superati con buona conoscenza della materia sono l'esclusione della presenza di categorie S1 ed S2 e la liquefacibilità, sono due belle rogne a volerle affrontare in modo idoneo. Ed è GEOTECNICA SULLE INDAGINI.
Ricordo che la circolare esplicativa sul Dm 11 marzo 88 dice: "La relazione geotecnica sulle indagini è prescritta per tutte le opere oggetto delle presenti norme. Essa deve comprendere ed illustrare la localizzazione della area interessata, i criteri di programmazione ed i risultati delle indagini in sito e di laboratorio e le tecniche adottate, nonché la scelta dei parametri geotecnici di progetto, riferiti alle caratteristiche della costruenda opera, ed il programma di eventuali ulteriori indagini, che si raccomandano per la successiva fase esecutiva. Le relazioni devono essere corredate degli elaborati grafici e della documentazione delle indagini in sito ed in laboratorio necessari per la chiara comprensione dei risultati."
Mentre per il DM 08 tutto confluisce in una relazione geotecnica S.L. che sostituisce la RELAZIONE SULLE FONDAZIONI della normativa ex legge sismica. "C6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA Per progettazione geotecnica si intende l’insieme delle attività progettuali che riguardano le costruzioni o le parti di costruzioni che interagiscono con il terreno, gli interventi di miglioramento e di rinforzo del terreno, le opere in materiali sciolti, i fronti di scavo, nonché lo studio della stabilità del sito nel quale si colloca la costruzione. Gli obiettivi della progettazione geotecnica sono la verifica delle condizioni di sicurezza globale e locale del sistema costruzione-terreno, inclusa la determinazione delle sollecitazioni delle strutture a contatto con il terreno e la valutazione delle prestazioni del sistema nelle condizioni d’esercizio. I caratteri geologici del sito, illustrati nella Relazione Geologica (§ 6.2.1 NTC), costituiscono un importante riferimento per l’impostazione del progetto, soprattutto per le opere infrastrutturali ad elevato sviluppo lineare o che comunque investano aree di notevoli dimensioni. Le scelte tipologiche, riguardanti in particolare il sistema di fondazione, e la caratterizzazione meccanica dei terreni compresi nel volume significativo, così come definito nel § 3.2.2 delle NTC, sono intrinsecamente connesse e reciprocamente condizionate e definiscono la prima fase delle attività progettuali. Il carattere non lineare delle relazioni costitutive dei terreni, a partire da bassi livelli di deformazione, il loro possibile comportamento fragile, la dipendenza della risposta meccanica dei terreni dai percorsi tensionali seguiti, gli effetti di scala, unitamente all’influenza delle tecnologie costruttive e delle fasi esecutive, condizionano la programmazione delle indagini geotecniche. È quindi compito e responsabilità del progettista definire il piano delle indagini e delle prove geotecniche, interpretarne i risultati e individuare i più appropriati modelli geotecnici di sottosuolo in base, come esposto, alla tipologia di opera e/o intervento, alle tecnologie previste e alle modalità costruttive. L’insieme di queste attività, unitamente alle analisi per il dimensionamento geotecnico delle opere, costituiscono l’oggetto della progettazione geotecnica. I risultati delle attività devono essere raccolti nella Relazione Geotecnica nella quale sono descritti i risultati delle indagini e delle prove, della caratterizzazione e modellazione geotecnica e delle analisi eseguite per la verifica delle condizioni di sicurezza e per la valutazione delle prestazioni nelle condizioni d’esercizio del sistema costruzione-terreno (vedi § C6.2.2). "
Visto che comunque si chiede di descrivere i risultati delle indagini ed un modello geotecnico, non vedo perchè non stralciarne pun pezzo e falo noi. VIsto che esiste un Progettista Geotecnico nella norma.
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Più precisamente, la relazione sulle fondazioni comprende la verifica della sezione in c.a. delle fondazioni stesse, con la vecchia norma semplicemente si depositava una "Relazione geologica e geotecnica", dalla quale i progettisti attingevano per redigere la loro relazione geotecnica, consistente di 1-3 foglietti. Però ho dei dubbi sullo stralcio. Già la relazione sulle indagini (che NON deve contenere i parametri geotecnici nè quelli caratteristici ma solo ed esclusivamente, come prodotto finale, i parametri di resistenza del terreno, ad es. Qc, NSPt-non N'60...) consisterebbe in un allegato della relazione geotecnica. Se qualche genio civile accetta la relazione geotecnica firmata dal geolgoo va bene (Cosenza a quanto pare), ma qui (Abruzzo) non se ne parla. Solo la geologica. Anche se hanno fatto uan confusione che non finisce e dicono che le categorie di suolo vanno nella geologica. Prevedo liti 
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Purtroppo intravedo, con una sfera di cristallo in mano , una regionalizzazione degli standard....
Lo scrivevo tempo fa riguardo i contenuti dello studio geologico...provate a leggere i contenuti minimi prodotti dalla regione calabria...i geologi calabresi si alzano in piedi...
saluti, agi
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