Quello che risulta evidente dalla normativa è che nella geologica dobbiamo indicare ogni riferimento utile alla progettazione dell'opera. Per cui va bene indicare il substrato rigido, la reale o potenziale presenza di strati liquefacibili, la presenza di morfologia che può comportare amplificazione topografica.
Ma nel merito, ossia nella trattazione quantitativa di questi lineamenti, si entra nella relazione geotecnica.
Non dimentichiamo comunque che una topografia complessa per la norma comporta l'utilizzo di mezzi avanzati di determinazione dell'amplificazione topografica (modelli 3D di scarso utilizzo) e già nella geologica si può suggerire la presenza di topografia complessa (questo specialmente se vogliamo fare un dispetto al progettista che ci sta antipatico

).
Possiamo inoltre mettere in guarda nei confronti della potenziale presenza di successione appartenente ai gruppi S1 e S2.
Poi abbiamo lo studio della sismologia, delle faglie attive e questo potrebbe riempire buona parte della relazione. Vedremo poi nella pratica. Sono d'accordo che dispiace constatare che la categoria del suolo debba essere definita dal progettista, ma non dimentichiamo che non si tratta di suolo inteso come litologia o stratigrafia, bensì di suolo come entità caratterizzata da definiti intervalli di velocità delle onde esse, e qui parliamo di proprietà meccaniche del suolo= geotecnica.