Questo è un serio dubbio circa il quale non so se c'è risposta semplice.

Poniamo che abbiamo un terrenaccio sotto al nostro sito, da classificare in S1:
Quote:
Depositi di terreni caratterizzati da valori di Vs,30 inferiori a 100 m/s (ovvero 10 < cu,30 < 20 kPa), che
includono uno strato di almeno 8 m di terreni a grana fina di bassa consistenza, oppure che includono
almeno 3 m di torba o di argille altamente organiche.


Oppure un terreno un pò migliore, da classificare in S2:

Quote:
Depositi di terreni suscettibili di liquefazione, di argille sensitive o qualsiasi altra categoria di sottosuolo
non classificabile nei tipi precedenti.


Adesso, secondo la nuova normativa:

Quote:
Per sottosuoli appartenenti alle ulteriori categorie S1 ed S2 di seguito indicate (Tab. 3.2.III), è
necessario predisporre specifiche analisi per la definizione delle azioni sismiche, particolarmente
nei casi in cui la presenza di terreni suscettibili di liquefazione e/o di argille d’elevata sensitività
possa comportare fenomeni di collasso del terreno.


Abbiamo sempre bisogno di uno spettro per definire le azioni sismiche di progetto, questa volta non già prodotto dai fogli di calcolo di normativa, perchè non possiamo utilizzare l'apporccio semplificato.

Quindi, dobbiamo ottenere in vari modi un input sismico (accelerogramma di progetto) riferito al bedrock, e trasformarlo in vari modi (ad esempio, con software di modellazione numerica) in accelerogramma in superficie e relativo spettro.

Prima domanda: cosa succede se il bedrock è molto profondo? Ad esempio 100 m? Al di fuori di opere motlo rilevanti, saremmo decisamente fuori budget.

2a domanda: cosa succede in opere di modesto rilievo? Ad esempio casette su platea? Anche con bedrock non profondissimo, estrarre i dati di input da introdurre nell'analisi il costo delle indagini inciderebbe in maniera molto elevata sul budget. Ad esempio, casetta in legno su platea, valore 20-50 000 euro, costo di tutto lo studio 8-10 000 Euro (CPT a 30 m, sondaggio a 50 m, estrazione campioni dove non arriva il CPT, costruzione del modello numerico...).

3a domanda, sulla quale abbiamo già discusso ma non siamo pervenuti ad una soluzione che appaia soddisfacente, ed è il caso che probabilmente si verificherà più di frequente: terreni addensati o consistenti di spessore compreso tra 3.1 e 30 m. Oppure, terreni meno addensati e meno consistenti da 20.5 a 30 m . Secondo la norma, questi sono da classificare in S2. dobbiamo procedere come per la classe S1 per al definizione delle azioni di progetto.

Specialmente quando ci troviamo su ghiaie addensate, esiste una procedura per evitare costose e, in questo caso, molto probabilmente ridondanti analisi specifiche ? O per condurle in maniera poco costosa?


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)