ciao geotux
per quello che ho capito dalla normativa, se nel progetto iniziale, leggi autorizzazione alla ricerca per pozzi il cui uso si differenzia dall'uso Domestico (e qui si apre il primo busillis), se viene indicato l'uso che si vuol fare delle terre di scavo e se non esistono motivi per dubitare della "assenza di inquinanti", le terre di scavo si possono spalmare in campagna anche di fianco al pozzo.

Se poi, per eccesso di precisione viene fatta l'analisi e uno dei parametri da controllare è fuori norma ... va in discarica.

chiaramente per i pozzi perforati in aree chiaramente e notoriamente inquinate (aree industriali, città?, etc) la gestione prevede sempre l'esecuzione delle analisi delle terre in ragione di circa 1 campione m³, e l'eventuale smaltimento in discarica.


cosa ben diversa e non ben chiara è lo smaltimento dei fluidi di perforazione.

La 152/2006 e la 4/2008 li escludono dalla norma dicendo che non sono assimilabili a scarico, ma rimanda alle regioni per la loro gestione.

In Toscana la Regione ha diviso le acque di processo (perforazione e spurgo) dalle acque di restituzione (sviluppo). Le prime andrebbero smaltite e le seconde restituite alla falda (sic!).
Potrebbero anche essere smaltite sul suolo previa analisi ma i limiti per lo smaltimento sul suolo sono strettini e se hai un acqua a Solfati .... o a cloruri .... in teoria dovresti trattare lo scarico, lasciamo stare la questione dei solidi in sospensione che per smaltire sul suolo devono essere < 25mg/l e quindi se per le acque di sviluppo e prova di portata non ci sono limiti per le acque di processo ... sì.

Questo è quello che ho capito !