Intanto per rispondere alla domanda 2, mi è venuto in mente quanto segue:
ad esempio, eseguiamo una MASW o un rilievo di microtremori e ricaviamo un profilo di Vs in ms-1. Risultano 20 m superficiali con Vs = 600 e poi il bedrock sismico con Vs>800. Si tratta di 'terra di nessuno', da classificare secondo la normativa come S2. Dobbiamo quindi definire gli spettri in base ad indagini specifiche.
L'ipotesi che potremmo proporre in questo caso è che la successione, ai fini dell'amplificazione sismica, sia compatibile con un suolo 'B'.
A questo punto dovremmo eseguire delle simulazioni dotandoci di segnale temporale di input, costruendo due modelli EERA o NEERA o SHAKE orientativi:
1) modello con l'esatto profilo rinvenuto (20 m Vs= 6000, poi bedrock)
2) modello con il tratto di VS= 600 approfondito a 31 m, poi il bedrock
Se l'analisi risulta in uno spettro di output del modello 1) non peggiore in termini di amplificazione rispetto al modello 2), allora possimao affermare che adottando la categoria di suolo 'B' non sbagliamo a sfavore della sicurezza.
Adottiamo una stima ragionevole dei parametri di input del modello oltre quelli di spessore e Vs che già abbiamo (G e D).
Se invece l'analisi risulta in uno spettro di output del modello 1) peggiore in termini di amplificazione rispetto al modello 2), allora dobbiamo rassegnarci ad eseguire analisi specifiche.
Tuttavia, se si tratta di un'opera di importanza relativamente modesta, potremmo anche utilizzare il modello già eseguito come analisi specifica imposta dalla normativa, purchè i risultati non siano fuori dalla ragione.
Sarebbe auspicabile che i ricercatori intraprendessero studi specifici con abbondanza di modellazioni numeriche per dimostrare che la situazione 1) non è peggiorativa rispetto alla 2), così ci evitiamo la fatica, invocando i lavori di ricerca effettuati.