E' esattamente quello che intendevo. Grazie...
Almeno qualche ordine regionale il proprio lavoro lo fa. Qui da noi riceviamo 2 circolari all'anno, una a dicembre che fissa le quote e le scadenze dei versamenti, l'altra a gennaio che le conferma.
Il progetto dell'ORGM potrebbe essere recepito a livello nazionale, sensibilizzando tutti gli enti di controllo, ecc... ecc... così da avere degli standard qualitativi a cui riferirsi e andare dal progettista/committente con qualcosa di veramente concreto e poter dire, "il progetto non passa se non facciamo questo questo e quest'altro...".
Perchè gli ordini non si parlano tra loro?
Tornando alle piccole opere, nel caso in cui abbiamo un piccolo ampliamento/tettoia o quant'altro di scarsissima incidenza, siamo in zona sismica 3, la
norma comunque impone la verifica a liquefazione entro 15 m sotto il piano d'imposta della fondazione.
Che si fa? Con uno scavo si arriva a 4 m al max, che può andar bene per la caratterizzazione geotecnica se la zona è conosciuta, ma per la liquefazione? Io penserei a un "disclaimer" da inserire nella relazione che mi consenta di essere "parato", del tipo "
nell'impossibilità di eseguire indagini che permettano un approfondimento delle conoscenze geognostiche ecc ecc, comportanti un impegno economico non giustificabile dalla tipologia di opera in progetto ecc ecc, non è stato possibile eseguire le verifiche di suscettibilità alla liquefazione ecc ecc, e pertanto... [???]