Originariamente inviato da: carboz
confermo quanto asserito in precedenza, si tratta di standard qualitativi che vale la pena visionare al sito http://www.ordinegeologimolise.it


E' esattamente quello che intendevo. Grazie...
Almeno qualche ordine regionale il proprio lavoro lo fa. Qui da noi riceviamo 2 circolari all'anno, una a dicembre che fissa le quote e le scadenze dei versamenti, l'altra a gennaio che le conferma.
Il progetto dell'ORGM potrebbe essere recepito a livello nazionale, sensibilizzando tutti gli enti di controllo, ecc... ecc... così da avere degli standard qualitativi a cui riferirsi e andare dal progettista/committente con qualcosa di veramente concreto e poter dire, "il progetto non passa se non facciamo questo questo e quest'altro...".
Perchè gli ordini non si parlano tra loro?

Tornando alle piccole opere, nel caso in cui abbiamo un piccolo ampliamento/tettoia o quant'altro di scarsissima incidenza, siamo in zona sismica 3, la norma comunque impone la verifica a liquefazione entro 15 m sotto il piano d'imposta della fondazione.
Che si fa? Con uno scavo si arriva a 4 m al max, che può andar bene per la caratterizzazione geotecnica se la zona è conosciuta, ma per la liquefazione? Io penserei a un "disclaimer" da inserire nella relazione che mi consenta di essere "parato", del tipo "nell'impossibilità di eseguire indagini che permettano un approfondimento delle conoscenze geognostiche ecc ecc, comportanti un impegno economico non giustificabile dalla tipologia di opera in progetto ecc ecc, non è stato possibile eseguire le verifiche di suscettibilità alla liquefazione ecc ecc, e pertanto... [???]