Ferry, il tuo ragionamento, correggimi se sbaglio, è che in fondo, quando il progettista si rende conto che ha responsabilità notevoli allora demanda ad altri (ovvero a noi) (mantenenendo comunque intatte le sue responsabilità su quello che facciamo), e che quindi il risultato finale, frase interpretata o no, è lo stesso e ci da opportunità nuove, e che se siamo bravi gli facciamo comprendere (in particolare a chi non è competente in geotecnica ma comunque responsabile sulla geotecnica (!) ) l’esatta natura di queste responsabilità e come bisogna agire per fare le cose per bene. Ho capito bene?
Certo, questo potrebbe anche dare i suoi frutti, ma a me rimangono molti dubbi…(che in parte espongo dopo…)
P.s. Stiamo attenti che se insistiamo tanto a fare cambiare quelle sante parole (E' responsabilità del progettista...), va a finire che ci accontentano...
….. trovo questa frase abbastanza infelice. Non si può voler la botte piena e la moglie ubriaca (o il marito per le colleghe) rifuggendo attribuzioni di maggiori responsabilità se si spera in un salto di qualità.
Agli altri se gli viene riconosciuto un dito si prendono il braccio, noi invece stiamo a sindacare nonostante norme e sentenze. Ma allora a che servono?
Facciamo il punto:
La geotecnica è responsabilità del progettista, anche se è arch o geom.
La sismica è, come leggo in altro topic, responsabilità del progettista, quindi anche se è arch o geom.
Se da una parte concordo ovviamente su quelle che sono le responsabilità del progettista nel ruolo di responsabile dell’integrazione delle varie attività, dall’altra bisogna invece rivendicare quelle che sono le responsabilità specifiche senza scollegarle dalle competenze, solo così si fa il salto di qualità.
Diversamente faremo mere certificazioni senza nessun vero peso progettuale, totalmente subalterni e sottoposti al volere altrui (perché sono troppi quelli che non capiscono). Qualcuno dirà: si ok, ma avranno delle responsabilità che li spaventeranno e allora chiameranno noi. Ma dove viviamo? Oggi non si vedono ‘relazioni geotecniche’ a firma di geometri? E qualcuno dirà: si ma sono dei pazzi che non sanno quello che fanno. Giusto, ma a noi che ce ne frega? Una volta che ti estromettono da qualcosa e ti tolgono delle possibilità di crescita professionale, nonché economica, a noi torna poco o nulla. Poi certo che si assumeranno le loro responsabilità, ma un altro chi se ne frega non vogliamo dirlo? Se tutto funzionasse così il risultato è che comunque siamo fuori, mentre ciò che conta è esser dentro sempre e sono altri che devono essere indiscutibilmente fuori sempre.
Non si può pensare che altri abbiano responsabilità tanto forti e che poi non esercitino con altrettanta forza la loro posizione esercitando voleri e controlli anche su cose di cui non sono competenti (almeno non ancora, e guardare oltre a scenari futuri non sarebbe male…).
Trovo incredibile che per anni si sia avuto paura che quella frase volesse significare proprio quanto sopra, cioè che un progettista qualsiasi potesse avere responsabilità dirette (quindi un peso ed una sorta di competenza in merito) sulla geotecnica (e ora aggiungo anche sismica) nonostante le competenze e quindi estrometterci. E oggi, anche con una sentenza importante, siamo invece a difendere quell’impostazione? Non riesco a capire, lo trovo assolutamente inspiegabile. Prima abbiamo paura, poi quando giunge il momento di andare in meta ci tiriamo indietro e avalliamo quella visione che prima era tanto osteggiata e ci spaventava?
Boh?
Ma con questo tira e molla cosa vogliamo che facciano ordini e cng se un giorno è una cosa e ottenuta quella cosa poi si predica l’esatto contrario?
Dalla recente sentenza mi sarei aspettato di veder scritto: siamo i progettisti per la geotecnica!!! evviva!!!
Poi si discute di cosa si fa o meno, di cosa comporti o meno, ecc... ma prendendolo come dato di fatto, chissenefrega, intanto acquisiamo.
Invece no. L’esatto contrario. Devo prendere atto che “Siamo fatti così” e ci mancano solo gli stafilococchi a bande colorate a farci compagnia?